ossa, articolazioni e muscoli

Integrare la dieta con calcio serve a prevenire le fratture?

Fonte
T et al. BMJ 2006 Sep 15; [Epub ahead of print]

Se si tratta di bambini sani, no. Integrare la dieta con dosi supplementari di calcio, spesso consigliato per «rinforzare le ossa», è una pratica non basata su prove di efficacia, secondo quanto conclude una revisione sistematica pubblicata di recente. L’effetto sulla densità minerale delle ossa nei bambini infatti si è dimostrato piccolo e non duraturo, proprio dove più spesso si verificano fratture.

Se studi passati suggerivano che assumere dosi supplementari di calcio nella dieta dei bambini potesse aumentare la densità minerale ossea – e soprattutto tra i venti e i trenta anni di età, prima di raggiungere il picco di massa corporea – così non risulta dalla revisione condotta su 19 studi che coinvolgevano oltre 2.800 bambini e giovani dai 3 ai 18 anni, senza malattie o disfunzioni legate al metabolismo delle ossa e che non assumessero farmaci per disturbi correlati. I partecipanti agli studi ricevevano nella dieta, per almeno tre mesi, dosi supplementari di calcio, oppure placebo. La quantità variava – nei diversi studi valutati – dai 300 ai 1.2000 milligrammi al giorno. Gli effetti sulla densità minerale delle ossa sono stati misurati per almeno sei mesi dopo aver concluso la somministrazione. Il risultato della revisione è che «il calcio in dosi supplementari non aumenta in modo significativo la densità minerale delle ossa di arti inferiori, femore e colonna vertebrale a livello lombare», dove la frequenza delle fratture è maggiore. «La somministrazione supplementare di calcio non ha dato prova di portare benefici neanche per i bambini che seguono una dieta con un apporto insufficiente di questa sostanza».

Inserito da redazione il Lun, 01/01/2007 - 01:00

Il disco erniato va mezzo salvato

Fonte
James N et al. JAMA 2006; 296: 2441

Inserito da redazione il Mer, 20/12/2006 - 01:00

Gomito del tennista? Passa con un niente

Fonte
Bisset L et al. BMJ 2006; 333: 939

Epicondilite: chi l’ha avuta non se la dimentica. E’ un dolore piuttosto forte che costringe a tenere ferma l’articolazione del gomito. Probabilmente è causato da piccoli traumi passati inosservati ma che a lungo andare si fanno sentire. Per questo è conosciuto ai più come «gomito del tennista», lo sport che più di tutti mette sotto stress questa zona del corpo.

Inserito da redazione il Sab, 16/12/2006 - 01:00

Insieme per evitare il dolore inutile

Scarsa formazione del paziente alla gestione del dolore, scarsa formazione del personale sanitario alla terapia, mancato accesso alle terapie e scarsa informazione sul diritto a non soffrire: sono questi i principali ostacoli a un adeguato trattamento del dolore cronico denunciati da 21 delle 30 associazioni comprese nel Coordinamento nazionale delle associazioni di malati cronici-Cittadinanzattiva.

E’ quanto emerge dal “Rapporto sulle politiche della cronicità 2006” redatto dal Coordinamento e presentato al pubblico il 6 ottobre scorso a Roma, quando è stato firmato un protocollo di intesa tra Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato con, separatamente, la Società italiana di medicina generale (SIMG) e con l’Ipasvi-Federazione nazionale collegi infermieri.

Inserito da redazione il Gio, 09/11/2006 - 01:00

Quanta ciclofosfamide per la nefrite lupica?

Il lupus eritematoso sistemico giovanile è una malattia cronica autoimmune caratterizzata da una disfunzione del sistema immunitario che, invece di proteggere il corpo da virus e batteri, attacca i propri organi e tessuti. In particolare, il lupus eritematoso sistemico giovanile può colpire la pelle, le articolazioni, il sangue e i reni e i bambini affetti sembrano più soggetti, rispetto agli adulti, a sviluppare un coinvolgimento dei reni: si parla in questo caso di nefrite lupica.

Inserito da redazione il Mer, 26/07/2006 - 00:00

ADALIMUMAB - artrite reumatoide, artrite psoriasica

RUOLO INCERTO

Già approvato per il trattamento in seconda linea dell’artrite reumatoide, adalimumab ha ora due nuove indicazioni: il trattamento in prima linea dell’artrite reumatoide e in seconda linea per l’artrite psoriasica. Non ci sono ancora dati dopo la sospensione della terapia. Mancano studi di confronto con altri farmaci immunosoppressori.

Indicazioni

In combinazione con metotrexato è indicato per:

Inserito da redazione il Mer, 07/06/2006 - 00:00

ALENDRONATO / COLECALCIFEROLO - osteoporosi

NIENTE DI NUOVO

L’assimilazione della nuova associazione alendronato/colecalciferolo è paragonabile a quella dei principi attivi presi singolarmente. Inoltre, fornisce una dose di vitamina D3 fissa che però non sempre risulta essere sufficiente.

Indicazioni

Inserito da redazione il Mer, 07/06/2006 - 00:00

Vivere con la sclerodermia

I primi sintomi della malattia cominciarono in autunno, era il 1979 e avevo 30 anni.
Mi accorsi che le dita delle mani a contatto con l’acqua fredda diventavano bianche e perdevano la sensibilità. Mi ricordai di avere sentito parlare del “morbo di Raynaud” e scoprii sul dizionario medico che i miei sintomi erano simili alla descrizione.
Consultai il medico, non era d’accordo. Mi tranquillizzò dicendomi che una cura di tre mesi con vasodilatatori mi avrebbe guarita.

Non fu così. Passai l’inverno da disperata, con mani, piedi e orecchie che con il freddo diventavano bianche e perdevano la sensibilità, per poi colorarsi di rosso-blu con fitte dolorose e punture simili a spilli. Mi recai in ospedale dove specialisti angiologi mi diagnosticarono il morbo di Raynaud secondario con sospetto di collagenopatia e mi indirizzarono al reparto di immuno-reumatologia. Iniziarono le visite mediche, gli esami sierologici e clinici, ma la diagnosi tardava.

Inserito da redazione il Ven, 17/03/2006 - 01:00

Il filo di ARIANNA contro la sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale e in particolare la guaina di mielina che avvolge le fibre nervose. In Italia, soffrono di questa malattia cronica circa 52.000 persone e ogni anno si verificano 1.880 nuovi casi. Non esiste ancora una terapia definitiva per combattere la sclerosi multipla, ma è comunque possibile intervenire con farmaci in grado di ritardarne la progressione: si tratta in particolare di immunomodulanti come l’interferone beta e il glatiramer e di immunosoppressori come l’azatioprina e il mitoxantrone.

Ovviamente, tutto ciò non basta: da qui il costante sforzo della ricerca nello sviluppo di nuovi approcci terapeutici in grado di modulare l’azione del sistema immunitario, modificando così il decorso della malattia.

Inserito da redazione il Ven, 17/03/2006 - 01:00

La cura per la gotta val bene un brevetto

Fonte
Becker MA. N Engl J Med 2005; 353: 2450
Moreland LW. N Engl J Med 2005; 353: 2505

E' in arrivo un farmaco EBM (con prove di efficacia) contro la gotta. Se ne sentiva la mancanza?

La gotta è causata da alti livelli nel corpo di acido urico che si cristallizza e si deposita nelle articolazioni (soprattutto di mani e piedi) provocando attacchi di dolore così forte da rendere impossibile il movimento. Gli attacchi di questo disturbo possono essere prevenuti con soddisfazione dei malati con vecchie molecole libere da brevetto (allopurinolo e probenecid). Tuttavia chi andasse a cercare prove scientifiche a sostegno di questi farmaci non le troverebbe. La spiegazione è semplice: la cura per la gotta è stata individuata quando ancora gli studi clinici controllati erano una rarità e nessuna azienda farmaceutica è oggi interessata a finanziare trial per verificare quello che già si conosce su queste sostanze a bassa rendita.

Inserito da redazione il Lun, 06/02/2006 - 01:00