conflitto di interessi in medicina

Ai voti le incertezze sugli antidolorifici

Il ritiro del rofecoxib da parte dell’azienda produttrice lo scorso autunno aveva creato non poca confusione tra i consumatori di questa classe di antidolorifici.

Per qualche anno i costosi prodotti di ultima generazione, chiamati anti cox 2 o coxib, avevano dominato il mercato, soppiantando in larga misura i vecchi farmaci (l’acido acetil salicilico fu sintetizzato agli inizi del novecento), grazie alla loro presunta minore propensione a provocare mal di stomaco e ulcere. Poi era arrivata improvvisa, ma non inattesa, una doccia fredda.

Inserito da redazione il Lun, 04/04/2005 - 23:00

Latte di mamma dimenticato

Fonti
Risoluzione 7-00316 Valpiana: allattamento al seno
Comunicato n. 16 del Ministero della Salute del 23 Febbraio 2005
Proposta di legge n. 5251: Norme in materia di alimenti per lattanti e di alimenti di proseguimento

Genitori soddisfatti e latte in polvere a prezzi europei. Tutte le farmacie italiane da un paio di settimane hanno riempito i propri scaffali con le confezioni di Neolatte, un nuovo marchio di latte artificiale (prodotto in Germania per l’Italia) che costa appena 10 euro al chilo e che non ha nulla da invidiare alle altre formule in vendita anche a tre volte tanto. Tutti i giornali, nel dare risalto alla notizia, hanno sottolineato l’apprezzamento espresso dal ministro della salute Girolamo Sirchia, che solo pochi mesi fa aveva esercitato pressioni sulle industrie produttrici affinché riducessero i prezzi del 30 per cento.

Inserito da redazione il Mer, 23/03/2005 - 00:00

Plagiari e falsari tra le provette?

Fonti
Science Dec 2004; 306: 1679
Nature Feb 2005; 433: 801-802

Plagio, dati falsificati o del tutto inventati: queste e altre discutibili pratiche, classificate come “frodi scientifiche”, risultano in costante e rapido aumento da diversi anni negli Stati Uniti (dove sono disponibili i dati), e ciò apre uno squarcio su quanto può accadere nella ricerca in tutto il mondo.

L’Office of Research Integrity (ORI) – l’ente che da oltre un decennio raccoglie le denunce di cattiva condotta scientifica in ambito biomedico negli USA – ha infatti registrato nel 2003 un incremento del 20 per cento nei nuovi casi segnalati dalle istituzioni rispetto all’anno precedente. Un dato rilevante, se si considera che il numero delle denunce (pari a 105) supera di oltre il 50 per cento la media di 69 calcolata sugli ultimi dieci anni (dal 1993 al 2003).

Inserito da redazione il Mar, 15/03/2005 - 00:00

Registri dei trial: pubblici, non semplici

Secondo alcuni analisti, come Sabine Vollmer, del quotidiano statunitense New & Observer, i tecnicismi che abbondano nei registri dei trial clinici resi pubblici dalle case farmaceutiche, potrebbero addirittura portare a una maggiore confusione nella testa dei pazienti e dei cittadini introducendo ulteriori elementi di incertezza. Anche le aziende, che pure hanno costruito siti internet in cui pubblicare i dati, avvertono che è difficile mettere in relazione i vari aspetti delle ricerche per ricavarne una valutazione complessiva e oggettiva.

Inserito da redazione il Lun, 14/03/2005 - 00:00

Combattere i dati sul fumo passivo

Fonti
Lancet 2005; 365:804-09
BMJ 2005; 330:277-80 BMJ

L’ennesima strategia messa in atto dalle industrie del tabacco per nascondere gli effetti nocivi del fumo passivo viene svelata da Lancet, che in un articolo denuncia i legami finora celati tra la rivista scientifica Indoor and Built Environment e le aziende produttrici di sigarette.

Secondo gli autori della ricerca - Simon Chapman e colleghi dell’Università di Sydney - il giornale che dal 1992 dà spazio alle ricerche sull’inquinamento indoor e che per anni è stato considerato una fonte genuina di informazione sulla qualità dell’aria all’interno degli edifici sarebbe in realtà nato allo scopo di pubblicare studi favorevoli alle case produttrici di “bionde”. L’obiettivo? Contrastare il crescente numero di studi che attestano i danni provocati dall’esposizione alle sigarette altrui - solo nell’ultimo mese ne sono stati pubblicati due dal British Medical Journal secondo i quali il fumo passivo sul posto di lavoro ucciderebbe oltre 600 persone all’anno nella sola Gran Bretagna e sarebbe responsabile di un aumento del rischio di malattie respiratorie e cancro al polmone - e la conseguente richiesta di ridurre gli spazi per i fumatori.

Inserito da redazione il Lun, 07/03/2005 - 00:00

L'anima della pubblicità

Fonti
BMJ 2004;329:1484-8

Una donna a seno scoperto impugna, trionfante, una bandiera. Molte persone la seguono, fiduciosi e disarmati. È una riproduzione del celeberrimo dipinto di Delacroix, La libertà guida il popolo, ma reca la dicitura: "Guidiamo la lotta contro il cancro al seno a uno stadio avanzato".

Il quadro esposto al Louvre si trasforma così nella pubblicità di un farmaco prescritto per la cura del tumore della mammella: spariscono sciabole e moschetti, mentre il tricolore francese cede il posto a bandiere rosa che richiamano il colore usato per la campagna di sensibilizzazione sponsorizzata dalla stessa azienda produttrice.

Inserito da redazione il Mer, 23/02/2005 - 00:00

Volontari per forza

Fonti
Wadman M. Nature 2005; 433: 341
McClellan MB et al. N Engl J Med 2005; 352: 222

"Prendere o lasciare". Sembra che sia diventato questo il motto di Medicare, l'assicurazione sanitaria che copre i costi dell'assistenza medica per circa 40 milioni di anziani e disabili statunitensi. Di recente, infatti, il colosso pubblico da 320 miliardi di dollari ha deciso di farsi carico dei costi di un nuovo dispositivo, simile a un pacemaker, per altri 500 mila pazienti a rischio di arresto cardiaco. Unica condizione per ottenere il rimborso delle spese in precedenza negato? Che i pazienti si arruolino in trial clinici per sperimentare l'efficacia dell'apparecchio.

Inserito da redazione il Mer, 23/02/2005 - 00:00

Soldi e tsunami

Fonti
BMJ 2005; 330:247-51

"L'interesse a caratteri cubitali per le vittime dello tsunami rimarrà acceso per poche settimane, al contrario il loro bisogno di assistenza e di ricostruzione continuerà per decenni". Un gruppo di esperti in programmi di crisi nei paesi in via di sviluppo - cui appartiene la citazione - ha espresso la propria preoccupazione e ha criticato, in un articolo pubblicato sul British Medical Journal, l'attuale sistema internazionale di finanziamento per le emergenze.

Peter Walker, direttore del Centro Internazionale Feinsten per le carestie della Tufts University, nel Massachussets e i colleghi della London School of Economics e dell'Università di Harvard, hanno puntato il dito contro un sistema che promette somme di denaro impressionanti a pochi giorni di distanza dalla tragedia, ma che non sempre mantiene gli impegni presi. I soldi, infatti, spesso rischiano di non materializzarsi, perché i paesi devastati hanno difficoltà ad assorbire rapidamente ingenti flussi monetari o perché non esistono più le infrastrutture necessarie. Ancora peggio, gli impedimenti possono nascere quando - come spesso accade - alle donazioni si accompagnano condizioni dettate da obiettivi commerciali, come l'obbligo di acquistare beni e servizi da un determinato governo. In altri casi, affermano gli autori, ciò che viene spacciato per assistenza, "in realtà si trasforma in prestito, e va a sommarsi ai debiti esteri di queste nazioni povere".

Inserito da redazione il Lun, 14/02/2005 - 00:00

Il business delle foto in pancia

Fonti
JAMA, Jan 2005; 293:25 - BMJ, Oct 2004; 329:984 - NATURE, Oct 2004, 431:1026 - BMJ, Apr 2004, 328:853

Pochi futuri genitori riuscirebbero a resistere alla tentazione di sbirciare il proprio futuro bambino che si succhia il pollice o sbadiglia, ancora protetto dall'utero materno. Poter vedere i suoi lineamenti molti mesi prima del parto, mostrarli anche a nonni e amici: è l'ultimo grido in gravidanza, il film girato nell'utero materno, protagonista il futuro (e ignaro) bebè.

Si chiama ecografia tridimensionale, ma sarebbe forse più appropriato ribattezzarla ecografia spettacolo. Insieme alla versione 4D - che permette la visione in tempo reale dei movimenti del feto - spopola negli Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna e in Francia: centri privati, talvolta privi di personale esperto nell'uso e nell'interpretazione dei parametri ecografici, effettuano sedute ecografiche anche di un'ora, alle quali possono assistere familiari e amici. Una volta terminato, i futuri genitori tornano a casa con un dvd del proprio bambino, un cd di foto e, volendo, anche la possibilità di vedere il filmato su internet. Costo del pacchetto: dai 150 ai 200 euro circa, T-shirt compresa nel prezzo (basta dare un'occhiata al sito dei centri Bebè Life, che dagli Stati Uniti sono approdati in Francia: http://www.bebelife.info).

Inserito da redazione il Ven, 04/02/2005 - 00:00

Studi clinici: un registro per tutti i risultati

Qualcosa si è mosso sul fronte dell'istituzione di un registro pubblico di tutti gli studi clinici, mossa indispensabile per portare alla luce anche i risultati negativi che emergono dalle tante ricerche condotte nel mondo.

Inserito da redazione il Lun, 31/01/2005 - 00:00