conflitto di interessi in medicina

Business e marketing sull’obesità

Fonti
Nature 2005, 437: 618-19;
Lancet 2005, 365: 1389-1397

L’obesità rappresenta uno dei peggiori pericoli per la salute, ma tra pochi mesi potrebbe finalmente arrivare il farmaco che risolverà ogni problema? E’ questo il succo di un articolo apparso su Nature, la rivista scientifica che al mondo ha il maggior impact factor, indice indiscusso di autorevolezza. I contenuti però questa volta ricordano più i lanci promozionali di un prodotto che una corretta informazione scientifica.

Argomento della sezione Business della rivista d’oltremanica è l’imminente approvazione da parte della FDA del rimonabant, una molecola che promette di calmare l’appetito, far perdere peso, abbassare i livelli di colesterolo e di glicemia e persino aiutare a smettere di fumare agendo sul sistema endo-cannabinoide, responsabile del senso di gratificazione dato dai cibi appetitosi e dal fumo.

Inserito da redazione il Mar, 18/10/2005 - 23:00

Le cattive azioni della finanza

Fonti
Gewin V. Nature 2005; 437: 191
Steinbrook R. N Engl J Med 2005; 353: 1091
Editorial. Lancet 2005; 366: 781

Il mondo della finanza statunitense, in particolare quello legato ai fondi di investimento, ha scoperto quanto possano essere utili le consulenze di medici e ricercatori per indirizzare i movimenti di capitali in campo biomedico.

A Wall Street, infatti, una chiacchierata di un’ora con un professore universitario può valere da duecento fino a qualche migliaia di dollari: il prezzo varia a seconda dell’importanza dell’esperto, dell’argomento della conversazione (un determinato studio ancora in corso o gli effetti collaterali di un farmaco, per esempio), della sua posizione nei confronti dell’industria farmaceutica e delle informazioni fornite.

Inserito da redazione il Gio, 13/10/2005 - 23:00

Vita difficile per la pillola del giorno dopo

Fonti
N Engl J Med 2005. 353; 12: 1197-1199;
N Engl J Med 2005. 352; 24: 2471-2473;
BMJ 2005. 330: 590-593

“Richiesta non accolta” o, meglio, “discussione rimandata”. E’ questa la decisione – ma meglio sarebbe chiamarla non decisione – della Food and Drug Administration, che da oltre due anni valuta se concedere o meno l’autorizzazione alla vendita senza prescrizione medica della pillola del giorno dopo. Già nel 2003, a dire il vero, la commissione di esperti riunita dall’ente americano votò quasi all’unanimità per il sì (23 favorevoli contro appena 4), eppure la contraccezione d’emergenza continua a non essere disponibile over the counter (vale a dire, come farmaco da banco), come invece avviene in Canada, ma anche in Francia, in Belgio o in Gran Bretagna.

Inserito da redazione il Lun, 03/10/2005 - 23:00

Il business dei farmaci anticancro

Fonti
British Journal of Cancer 2005, 93: 504-509
N Engl Med 353; 11: 1091-1093

Negli ultimi due anni le case farmaceutiche hanno aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo in maniera sensibile: la curva di crescita si è infatti impennata a partire dal 2004, (quando i fondi totali destinati ai nuovi farmaci ammontavano a circa 45 miliardi di dollari) e, secondo stime correnti, la tendenza continuerà almeno fino al 2007, quando si toccherà la cifra di 60 miliardi di dollari.

Inserito da redazione il Mar, 20/09/2005 - 23:00

Quanto nuoce l’incertezza

La credibilità dell’agenzia statunitense che controlla efficacia e sicurezza dei farmaci, l’Food and Drug Administration, nel corso del 2004 ha subito almeno due colpi: nel caso dei farmaci antidepressivi SSRI e degli antidolorifici coxib, l’agenzia statunitense è stata accusata di aver accettato senza indagare a fondo il profilo di sicurezza presentato dalle ditte farmaceutiche, rivelatosi poi inadeguato.

L’FDA ha tentato di recuperare il credito perduto alzando il livello di guardia. Nell’ultimo anno ha raddoppiato il numero di avvisi pubblici circa il rischio di effetti collaterali, ha più che triplicato il numero di «black box», le avvertenze più serie sulla sicurezza, e raddoppiato i tempi di approvazione delle nuove sostanze.

Inserito da redazione il Mar, 13/09/2005 - 23:00

La guerra dei coxib

Fonti
New York Times, 20-8-2005
N Engl J Med 352; 25
Il Sole 24 Ore, 27-8-2005-09-07

Inserito da redazione il Lun, 12/09/2005 - 23:00

Bioetica e soldi

Fonti
Lancet 2005; 366: 422-24

“Le dichiarazioni di conflitto di interessi issano una bandiera rossa e vanno mantenute, ma non possono fare nulla per eliminare il vero problema dei finanziamenti ricevuti dalle industrie, che non è la segretezza, ma l’influenza esercitata ”.

Inserito da redazione il Gio, 25/08/2005 - 23:00

Un film denuncia

Fonti
Lenzer J. BMJ 2005; 330: 911
Ferner RE. BMJ 2005; 330: 855.

Non bastavano gli scandali di questi ultimi anni a gettare ombre sulla condotta delle case farmaceutiche, adesso è la volta di un film, un vero atto d’accusa scritto e diretto da chi, con queste aziende, ha lavorato per molto tempo.

Kathleen Slattery-Moschkau - un’informatrice del farmaco pentita - dopo dieci anni di onorata carriera presso la Bristol-Myers Squibb e la Johnson&Johnson ha rinunciato a uno stipendio da 100.000 dollari, alla macchina e alla carta di credito aziendali per debuttare nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti con un film autobiografico e volutamente ironico di cui è stata anche produttrice (pur di evitare che il copione venisse riscritto e alleggerito).

Inserito da redazione il Dom, 24/07/2005 - 23:00

Scende la libido sale il business

Fonti
JAMA 2005, 294: 91-96
Science 2005, 308: 1578-1580

Il mercato delle donne insoddisfatte e poco vogliose pare sia una nuova mecca per le aziende farmaceutiche: trasformare la mancanza o scarsità di desiderio sessuale delle donne in una malattia da curare farebbe nascere un bel business in questi tempi grami. Sì, ma come agire? Semplice: poiché, secondo molti, il calo della libido sarebbe legato al basso livello di testosterone nell’organismo, basterebbe somministrare piccole dosi di questo ormone alle donne per avere un corrispettivo rosa del Viagra.

Inserito da redazione il Lun, 04/07/2005 - 23:00

Non tutto il glutine vien per nuocere

Fonti
Norris JM. JAMA 2005; 293: 2343
Farrell RJ. JAMA 2005; 293: 2410

Il governo italiano ha approvato una legge a protezione del malato di celiachia. L’obiettivo è favorire la diagnosi precoce di questo disturbo e sostenere i celiaci rendendo gratuiti, oltre che disponibili nelle mense pubbliche, i cibi dietoterapici, cioè gli alimenti simili ai tradizionali (pastasciutta, dolci eccetera) ma privi di glutine.

Infatti essere celiaco comporta avere un intestino che non tollera il glutine, una proteina che si trova nei cereali e che viene usata dall’industria alimentare in una grande quantità di prodotti. Il sistema immunitario delle persone predisposte, a causa di una eredità genetica, reagisce al glutine producendo anticorpi che finiscono per danneggiare la mucosa dell’intestino.

Inserito da redazione il Lun, 04/07/2005 - 23:00