conflitto di interessi in medicina

A chi tocca il dono della salute

Fonte
Campbell EG. N Engl J Med 2007; 356: 1742

Campioni di farmaci in omaggio, biglietti per eventi culturali e sportivi, rimborsi per le spese di vitto e alloggio in occasione di congressi e corsi di aggiornamento. Il rapporto tra medici e industria farmaceutica è fatto di questo e altro ancora. A fare il punto della situazione, per quanto riguarda i medici d’oltreoceano, uno studio pubblicato recentemente sul New England Journal of Medicine. Quello che emerge è un rapporto molto intenso, che assume forme diverse a seconda delle specializzazioni e delle attività professionali dei medici.

Inserito da redazione il Mar, 22/05/2007 - 10:13

Pagare per approvare

Fonte
Avorn J. N Engl J Med 2007; 356: 1699

Ormai siamo agli sgoccioli. Il prossimo 30 settembre cadrà il Prescription Drug User Fee Act (PDUFA), il provvedimento varato nel 1992 dal governo americano per risolvere la questione dei finanziamenti alla Food and Drug Administration.
Il PDUFA, infatti, stabilisce che siano proprio le aziende farmaceutiche a stipendiare i dipendenti della FDA che si occupano dell’approvazione dei nuovi farmaci. Prima della sua entrata in vigore, la FDA era sostenuta e finanziata dalle tasse dei contribuenti statunitensi. Poi, sotto l’amministrazione di George Bush senior, la svolta. All’epoca l’ente governativo si trovava in gravi difficoltà, perché, a causa di uno staff troppo ridotto e di scarsi finanziamenti, non riusciva a valutare tempestivamente i nuovi farmaci. Le aziende farmaceutiche quindi, danneggiate da questa lentezza, pensarono bene di intervenire collaborando alla stesura di questo piano.

Che il provvedimento avrebbe posto l’FDA in condizione di conflitto d’interesse era prevedibile fin dall’inizio. Allora apparve il minore dei male. Oggi, però, emergono gli scogli di quella strategia: la divisione della FDA che si occupa della revisione dei nuovi farmaci è finanziata, per oltre il 40 per cento, dai contributi delle aziende farmaceutiche, ciò condiziona il lavoro degli stessi scienziati dell’ente, che infatti denunciano pressioni sempre più crescenti da parte dei finanziatori che vorrebbero accelerare il processo di approvazione dei farmaci (nonostante i tempi di revisione della FDA siano tra i più brevi al mondo).

Una condizione che ha spinto alcuni funzionari della Food and Drug Administration a chiedersi se il vero cliente dell’agenzia non sia l’industria.
E, in questa situazione, sarebbe proprio la sicurezza dei cittadini a essere messa da parte.

Secondo due autorevoli indagini, pubblicate l’anno scorso dall’Institute of Medicine (IOM) e dal Government Accountability Office (GAO), il sistema di sorveglianza sulla sicurezza dei farmaci della FDA sarebbe in seria crisi, e necessiterebbe di sostanziali riforme finanziarie e legislative.
Il prossimo 30 settembre, quindi, potrebbe essere una data cruciale. Sono in molti, anche all’interno dell’FDA, a spingere per un cambiamento e a sostenere il ritorno del finanziamento pubblico. Ma sono in molti anche i pessimisti, che pensano che il 30 settembre si rivelerà un’altra clamorosa occasione mancata.
I sostenitori del rinnovo del PDUFA affermano che il bilancio federale è talmente ridotto che sarà impossibile rimpiazzare con soldi pubblici i 438 milioni di dollari stanziati dalle farmaceutiche per il 2008. I loro oppositori, invece, ribattono che si tratta di una scusa irresponsabile. Tra i fustigatori dell’attuale corso dell’FDA c’è Jerry Avorn, professore di medicina ad Harvard, che dalle colonne del New England Journal of Medicine ricorda che, per la sola guerra in Iraq, il governo americano spende oltre 2 miliardi di dollari a settimana. Molti meno ne servirebbero per sistemare le falle dell’FDA ed evitare che si ripetano i casi di ritiro di farmaci già in commercio che negli hanno scorsi hanno intaccato l’autorevolezza dell’agenzia.

Inserito da redazione il Mer, 02/05/2007 - 16:24

Quell’opuscolo non s’ha da fare

L'informazione al pubblico a volte può essere ingannevole. Ma anche i medici possono essere obiettivo di messaggi di scarso rigore scientifico. Fortunatamente l’AIFA, l’ente italiano che regola l’immissione sul mercato di nuovi farmaci si è dotata di una apposita struttura che valuta la correttezza delle campagne pubblicitarie rivolte ai medici e ha la facoltà di sospenderne la diffusione. Anche su segnalazione di singoli cittadini.

Nell’estate 2005, allegato a riviste per medici, è stato distribuito un fascicolo sulla cui copertina campeggia, come in un logotipo, la scritta «Use the best first» e, in rilievo in alto a destra, «Giornata di studio all’Istituto superiore di sanità».

Inserito da redazione il Mar, 17/04/2007 - 16:55

Havidol e indolebant per la cura dei vizi capitali

Fonte
Coombes R. BMJ 2007; 334: 396
Moynihan R. BMJ 2006; 332:745

Inserito da redazione il Gio, 15/03/2007 - 00:00

Regali ai medici nel mirino dei consumatori USA

Fonti
Saul S. Gift to doctors criticized. Herlad Tribune 12 febbraio 2007
Charatan F. BMJ 2007, 334. 64

Pranzi gratis di nuovo sotto accusa negli Stati Uniti. Questa volta a criticare l'uso delle case farmaceutiche di offrire cene, ma anche regali costosi e gadget di ogni tipo, a medici e operatori sanitari è un'associazione di consumatori di Boston, la Community Catalyst, appoggiata dall'Institute on Medicine as a Profession, un gruppo di ricerca della Columbia University.

Inserito da redazione il Lun, 26/02/2007 - 12:15

Studi nutrizionali finanziati dall'industria: il risultato è troppo buono

Fonti
Lesser I et al. PLOS Medicine 2007; 4: issue 1, e5
Hopkins Tanne J. BMJ 2007; 334:62

Bere latte tutti i giorni fa davvero bene alle ossa? E i succhi di frutta hanno un'azione antiossidante o favoriscono carie e obesità? A queste e molte altre domande cercano di rispondere le centinaia di studi nutrizionali intrapresi ogni anno con o senza il supporto dell'industria alimentare.

Ma è proprio lo sponsor a fare la differenza sulla risposta. Almeno secondo quanto emerge da una revisione appena pubblicata su PLOS Medicine da un gruppo di ricercatori del Children's Hospital dell'Università di Harvard. Il risultato? Anche in campo alimentare gli studi finanziati dall'industria hanno probabilità molto più alte di essere a favore dell'azienda, addirittura da 4 a o 8 volte in più rispetto a quelli che ricevono denaro solo da istituzioni pubbliche.

Inserito da redazione il Mer, 14/02/2007 - 16:27

Rosiglitazone, olanzapina e fluoxetina: tre farmaci che danno e poi tolgono

Fonte
Kahn S et al. N Engl J Med 2006; 355: 2427
Berenson A. The New York Times 21 dicembre 2006
Richards JB et al. Arch Intern Med 2007; 167: 188

Inserito da redazione il Mer, 07/02/2007 - 12:59

Con l'incentivo il farmaco ci guadagna

Fonte:
Dyer O. BMJ 2006; 333: 717

Merck Sharp & Dohme UK (MSD) è stata sospesa dall’Associazione dell’Industria Farmaceutica Britannica (ABPI), per avere violato l’articolo 2 del codice di autoregolamentazione che vieta alle industrie di offrire ai medici incentivi per aumentare le prescrizioni.
Una commissione del Prescription Medicines Code of Practice Authority (PMPCA), un ufficio indipendente della stessa ABPI che ha il compito di gestire il codice stesso, è stata allertata da un ex informatore scientifico che ha segnalato che MSD aveva organizzato un programma di aiuto nello screening dell’ipertensione arteriosa, il «Cozaar nurse audit programme», da offrire solo ai medici che prescrivevano il losartan, antipertensivo della casa.
Documenti interni di MSD dimostravano che il programma era legato strettamente a una promozione di mercato e che, per questo, era stato scelto di usare il nome commerciale del farmaco come logo.
Il PMPCA ha definito questo programma «totalmente inaccettabile» e ha chiesto a MSD di procedere a una revisione delle procedure interne e di inviare una lettera di chiarimenti agli studi medici coinvolti nel progetto. Ha infine sottoposto MSD al giudizio della ABPI che ha esercitato il suo potere di sospensione per 3 mesi della ditta dalla organizzazione delle industrie farmaceutiche.
Il presidente dell’ABPI ha dichiarato che all’industria farmaceutica sono richiesti gli standard etici più elevati possibili, nelle relazioni con tutti i professionisti della sanità e che le violazioni del codice sono esaminate in modo molto serio. «E’ comunque rassicurante che anche MSD si sia resa conto della gravità della violazione e che stia facendo in modo che non si ripeta».
Il direttore della MSD si è detto rammaricato di questa situazione che non rappresenta la reale dimensione del nucleo etico e dei valori dell’organizzazione.

Inserito da Sergio Cima il Mar, 06/02/2007 - 10:18

Negli USA l'oncologo sceglie la chemio in base al guadagno

Fonti
Health Affairs 2006: 25: 437.

Una ricerca svolta da studiosi delle università del Michigan e di Harvard ha dimostrato come il sistema di pagamento degli oncologi possa indurli a scegliere i farmaci per loro più remunerativi (e anche più costosi).

Lo studio ha riesaminato le cifre pagate da Medicare tra il 1995 e il 1998 per differenti schemi di chemioterapia e il tipo di trattamento ricevuto da 9.357 pazienti ultrasessantacinquenni affetti da cancro in stadio avanzato al polmone, alla mammella e al retto-colon.

I ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sui casi di cancro metastatizzato o diffuso, per i quali ci sono scarse prove che una chemioterapia funzioni meglio di un'altra e la scelta del tipo di trattamento è molto a discrezione del medico curante.

Inserito da redazione il Lun, 05/02/2007 - 00:00

Dimagrire con gli integratori? Lo spot inganna

Fonti
Federal Trade Commission reaes "nw years's" resolution with four major weight-control pill marketers. Federal Trade Commission press release 4 Jan 2007.

Ventisei milioni di dollari. Questa la somma che Bayer e altre società farmaceutiche più piccole hanno accettato di pagare al governo americano per pubblicità ingannevole sui prodotti dimagranti. La notizia arriva dalla Federal Trade Commission, che di recente aveva messo sotto accusa gli spot di un prodotto multivitaminico di Bayer, chiamato One-a-Day WeightSmart, e le pillole dimagranti CortiSlim, TrimSpa e Xenadrine EFX, vendute da altre aziende.

Inserito da redazione il Lun, 22/01/2007 - 00:00