L’acido folico è buono come il pane?

Assumere una semplice vitamina, l’acido folico, prima del concepimento e nei primi tre mesi di gravidanza riduce il rischio che il feto sviluppi gravi malformazioni, in particolare la spina bifida.

Alcuni governi, tra cui Stati Uniti e Canada, dopo avere intrapreso con scarso successo campagne a favore di un maggior consumo di acido folico da parte delle donne che pianificano una gravidanza, hanno deciso di fortificare alimenti di uso comune con questa sostanza.

Il punto è che se si inizia dopo il concepimento, nella maggior parte dei casi è già troppo tardi per raggiungere l’obiettivo di prevenire le malformazioni. Si è allora pensato di aggirare l’ostacolo aggiungendo acido folico a farina, cereali e pasta in dosi minori di quelle raccomandate: il criterio è quello di raggiungere un compromesso tra i benefici provati che si ottengono nei tempi e con le dosi indicate dagli studi oggi disponibili e i potenziali rischi di assunzione indiscriminata di folati da parte dell’intera popolazione.

Il risultato è che i disturbi del tubo neurale, come spina bifida e altre gravi malformazioni, in questi paesi sono diminuiti in misura significativa. Da qui gli inviti ad assumere acido folico in grandi quantità, fino a 1000 microgrammi al giorno, più del doppio della dose consigliata (vedi il sito Alimetazione e Dieta).

Non si conosce tuttavia cosa accade se si continua ad assumere la vitamina ad alte dosi per lunghi periodi. Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, le donne che hanno continuato ad assumere acido folico anche oltre la gravidanza avrebbero un rischio maggiore di tumore al seno. Tuttavia il numero di donne che hanno sviluppato un tumore è molto piccolo, quindi anche il rischio è piccolo.

Un articolo a commento mette in risalto questo dato e asserisce che l’inerzia verso le campagne di fortificazione di massa è una cattiva politica sanitaria.

Tuttavia l’asserzione che l’acido folico è un semplice additivo nutrizionale e quindi non può far male dovrebbe essere provata. Occorrono studi più approfonditi che consentano una valutazione più precisa dei rischi e dei benefici legati a questa pratica alimentare se universalmente imposta.

Nell’attesa è importante ribadire l’importanza (e l’innocuità) di un’assunzione limitata nel tempo per le donne che cercano un figlio, o che comunque ne possono prevedere il concepimento nel prossimo futuro.


Sergio Cima, Roberto Satolli

Inserito da redazione il Lun, 07/03/2005 - 00:00

E' utile citare l'esistenza

E' utile citare l'esistenza di un network nazionale sull'acido folico coordinato dall'Istituto superiore di sanità (www.cnmr.iss.it/) che ha promosso una campagna nazionale per raccomandare alle donne che programmano una gravidanza, o che non ne escludono attivamente la possibilità, di assumere regolarmente almeno 0,4 mg al giorno di acido folico per ridurre il rischio di difetti congeniti. E’ fondamentale che l’assunzione inizi almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza.
Maurizio Bonati, lettore