Attenti all’ipertensione dei bambini

Fonte
Bird C. et al. Measuring blood pressure in children, BMJ 2008. 336:1321

Se misurare la pressione in un soggetto adulto è una pratica di routine, lo stesso non si può dire per un bambino, nota un articolo pubblicato sul British Medical Journal.

Prevenire l'ipertensione, invece, dovrebbe essere una priorità già in età pediatrica: avere la pressione alta nei primi anni di vita aumenta infatti le possibilità di diventare adulti ipertesi. Inoltre, l'ipertensione non rappresenta soltanto un fattore di rischio ma è anche la spia che qualcosa nell'organismo non funziona. Misurarla fin da bambini, permettendo di intervenire precocemente, potrebbe quindi impedire che vengano compromessi in maniera irreversibile alcuni organi fondamentali.

Ancora oggi, però, molti medici sono dubbiosi su come affrontare questi controlli. Misurare i livelli pressori in un bambino è, infatti, più difficile che farlo in un adulto. Inoltre mancano dei parametri di riferimento adeguati.

Anche se da qualche tempo a questa parte, gli strumenti a disposizione del medico per identificare i bambini a rischio sono in crescita. Per interpretare correttamente i valori ottenuti durante la misurazione della pressione arteriosa nei bambini, la task force del National Heart, Lung e Blood Institute ha per esempio elaborato delle tabelle con i valori di riferimento (chiamati percentili) che variano in relazione all'età considerata e al sesso (vedi box).

Bisogna, però, fare attenzione al nuovo concetto introdotto dalle nuove linee guida statunitensi, quello di «preipertensione». Con esso si classifica quel campione di bambini e adolescenti i cui valori di pressione arteriosa sono vicini alla soglia di ipertensione patologica, ma ancora nella norma.

Gli esperti giustificano l'estensione anche all'età pediatrica di questo concetto già applicato negli adulti con la motivazione che rende possibile riportare a valori normali la pressione grazie a semplici modifiche dello stile di vita.

Si tratta tuttavia di una motivazione non molto valida: tutti i bambini e gli adolescenti, a prescindere dai livelli di pressione arteriosa, dovrebbero essere esortati a una sana alimentazione, che eviti grassi, bevande zuccherate e merendine, nonché all'esercizio di un'attività fisica.

D'altro canto dall'identificazione di categorie che presentano «il rischio di sviluppare un rischio» origina ancora una volta il pericolo di un'eccessiva medicalizzazione della vita.

 

 

Dopo un'indagine condotta su 61.206 soggetti di età compresa fra 1 e 17 anni, la task force del National Heart, Lung e Blood Institute ha ritenuto normale una pressione arteriosa sistolica (la massima) e diastolica (la minima) inferiori o uguali al 90° percentile; normale-alta una massima e una minima comprese fra il 90° ed il 95° percentile e ipertensione (pressione alta) una massima e una minima che superano il 95° percentile, per la loro età.In base a queste tabelle, per esempio, i bambini con un età compresa tra i 3 e i 5 anni vengono considerati con una pressione normale quando hanno una massima intorno a 108-115 mmHg e una minima intorno a 70-73 mmHg; ipertesi di grado lieve con una massima intorno a 116-123 mmHg e una minima intorno a 76-83 mmHg; ipertesi con una massima maggiore di 124 mmHg e una minima maggiore di 84 mmHg.Inoltre, prima che un bambino sia diagnosticato come iperteso, è necessario ottenere diverse registrazioni della pressione arteriosa, perché molti pazienti di tutte le età, durante le prime misurazioni della pressione, mostrano una certa ansia che potrebbe falsare l'esito della diagnosi.La raccomandazione interessante riguarda la necessità di misurare la pressione fin da prima dei tre anni nei bambini nati prematuri, in quelli con malattie cardiache o renali congenite e in quanti assumano farmaci che possono alzare la pressione.

Marzia Pesaresi

Ultimo aggiornamento 3/10/2008

 

Inserito da Marzia Pesaresi il Ven, 03/10/2008 - 12:43