Campagna nazionale per la diagnosi e la cura di emorroidi e stipsi: non va bene

 

non va bene

La "Campagna Nazionale per la Diagnosi e la Cura di Emorroidi e Stipsi" avrà luogo dal 10 al 14 novembre. Centouno centri specializzati in tutta Italia offriranno ai cittadini visite gratuite per «offrire a tutti», recita il comunicato di lancio, «la possibilità di conoscere le origini del proprio disturbo e seguire una terapia mirata. Oggi, ad esempio esistono tecniche chirurgiche mininvasive che prevedono un intervento rapido e poco doloroso in grado di eliminare fastidi, imbarazzi e perdite di tempo».
Partecipasalute ha analizzato la correttezza scientifica della campagna.

Il comunicato. Come si costruisce la notizia

Ingigantire

La stipsi e le emorroidi sono indubbiamente disturbi che incidono notevolmente sulla qualità di vita di una persona. Ma quanto? Tanto, secondo gli estensori del comunicato stampa, al punto che esordiscono con un titolo fulminante: «Indagine rosa rivela: la stipsi è invalidante, nuoce a psiche e vita sociale». Invalidante? Forse è un po’ troppo per definire il disturbo.

Costruire il malato tipo con cui sia possibile identificarsi

La costruzione di un personaggio, in cui il pubblico possa identificarsi, è diventato ormai un passaggio fondamentale nelle campagne di comunicazione. In questo caso, il personaggio è la donna stitica. Le sue caratteristiche sono queste: soffre di stitichezza fin dalla nascita e da oltre un anno, lo considera un disturbo deprimente nonché in grado di condizionare la vita sociale. Questo malato tipo è stato disegnato dai creatori della campagna a partire dalla valutazione di 130 pazienti («l'indagine rosa» a cui si riferisce il precedente comunicato) affetti da stipsi estratti da ambulatori ospedalieri, il che significa che probabilmente presentano sintomi e, nel complesso, una situazione clinica peggiore di quanti sono rimasti a casa, e viene considerato il punto di arrivo di chi non si cura. Insomma il messaggio è: attento a non diventare stitico perché sono guai seri!

Alimentare la paura

Come curarsi. Non come la maggior parte delle persone ha fatto fin’ora: «L’abuso di lassativi e prodotti di erboristeria per risolvere i problemi di stitichezza, infatti, nel lungo periodo non cura e può provocare importanti effetti collaterali».

Un grido d’allarme seguito da altri numeri che vogliono completare un quadro di gravità: «Sulla base dei dati 2007 di Federsalus e Nielsen, gli italiani l’anno scorso hanno speso oltre 200 milioni di Euro per l’acquisto di fermenti lattici (139,7 milioni di Euro), lassativi (44,4) ed altri prodotti gastrointestinali (18,1), molto di più dell’anno precedente, il 2006: il fatturato dei fermenti lattici è, infatti, cresciuto del 20,4%, quello dei lassativi del 10,5% e quello degli altri prodotti di comparto dell’8,2%. I fermenti lattici ed i lassativi, poi, insieme rappresentano addirittura oltre il 15% del fatturato delle farmacie italiane».

Una frase che contiene due messaggi: la stitichezza si sta diffondendo a macchia d’olio così come i rimedi tradizionali che in realtà non curano e anzi possono fare male (in realtà l’aumento del fatturato potrebbe essere dovuto semplicemente  a un aumento di prezzi. Meglio sarebbe stato riferire il numero di confezioni vendute, ma dal materiale diffuso dalla campagna non si possono trarre conclusioni a riguardo).

Una soluzione a portata di mano

Allora che fare? «Liberati da questi problemi», recita la locandina della campagna con un felice uso del verbo «liberarsi» che nel gergo della lingua italiana è sinonimo di andare di corpo. Ma ci si libera così facilmente di stipsi ed emorroidi?

A sentire la campagna sì: basta sottoporsi a «visite, semplici,rapide e indolori». Perché questi disturbi non sono «cronici, cioè senza soluzione». «Guarire è possibile soprattutto con l'aiuto del colonproctologo, uno specialista poco conosciuto in Italia capace di formulare diagnosi precise sull'origine di ciascun disturbo e di indicare la terapia da seguire».

Analisi delle soluzioni proposte

«Tra le cure oggi disponibili, si sono dimostrati efficaci due nuovi interventi [...] due procedure mininvasive, rapide e poco dolorose».
Chirurgia, in pratica. Ma la chirurgia non è mai facile. E in realtà è indicata in un piccolo numero di pazienti affetti da emorroidi e in un numero ancor più esiguo di persone affette da stipsi.

Inoltre, i creatori della campagna sono in evidente conflitto di interessi rispetto agli interventi proposti: «Entrambe queste tecniche», riferisce il comunicato, riferendosi agli interventi chirurgici, «sono state messe a punto dal chirurgo italiano Antonio Longo, il presidente della società scientifica che promuove l’iniziativa».

Un conflitto di interessi che probabilmente ha reso ciechi i creatori della campagna di fronte a un recente revisione Cochrane che ha considerato tutti i trial clinici realizzati sull’argomento e ha concluso che la tecnica chirurgica di «lifting» delle emorroidi ideata dal professor Longo era associata nel lungo termine a «un più alto rischio di ricorrenza di emorroidi» rispetto alla tecnica tradizionale.

Per approfondire

Jayaraman, Colquhoun, Malthaner. Stapled versus conventional surgery for hemorrhoids. Cochrane Database Syst Rev. 2006; (4): CD005393. Review.

Antonino Michienzi

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Inserito da redazione il Gio, 06/11/2008 - 16:16

Complimenti per

Complimenti per l'analisi. Non risco a trovare sul sito il comunicato cui si riferisce l'articolo. Potete aiutarmi ? Grazie Giampaolo Collecchia

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