Chemioterapia, basta una formula per ridurre l'incertezza?

Fonte
N Engl J Med 2004; 352: 2817

Osservando quali geni sono attivi nel tumore al seno sarà presto possibile individuare meglio quali donne dopo l'operazione devono sottoporsi alla chemio.

Oggi lo si fa in base a caratteristiche grossolane, come età al momento dell'operazione, dalle dimensioni e dalla fase del tumore, che lasciano un'ampia incertezza. Per esempio su 100 donne operate di tumore solo 15 di loro avrebbero nel tempo una ricaduta. Questo implica che 85 di loro sono sottoposte ai pesanti effetti collaterali di una cura di cui non hanno bisogno.

Ora si studiano nuovi criteri basati sull'attività dei geni. In ogni cellula umana, sia sana che ammalata, sono attivati più di 10.000 geni. In particolare i geni espressi dalle cellule dei singoli tumori influenzano lo sviluppo della malattia: accendono la crescita e variano l'aggressività del cancro. Alcuni ricercatori USA hanno selezionato 16 geni correlati con il tumore e hanno ottenuto una formula. Inserendo i dati relativi ai geni attivi nel tumore di una singola donna si ottiene la sua assegnazione a uno dei tre gruppi di rischio ricaduta del tumore: alto, medio, basso.

L'alto (30,5 per cento di probabilità di ricaduta entro dieci anni dall'operazione) dovrà sicuramente fare la chemio, mentre per il basso (6,8 per cento di probabilità) è quasi certo che gli inconvenienti superino i vantaggi.

Dunque anche questi strumenti avanzatissimi (e ancora da venire) non possono annullare l'incertezza, ma solo ridistribuirla e ridefinirla, lasciando inalterata la necessità per ogni donna di prendere insieme al curante una decisione informata e consapevole.

Ogni nuova conoscenza, poi, se riduce l'incertezza da un lato, apre nuovi fronti di dubbio e nuove domande. Per esempio, se il destino della malattia è già "scritto" nella attività dei geni in una fase molto precoce, che margine di reale vantaggio ci si può aspettare dagli screening e in genere dagli sforzi di anticipare quanto più è possibile la diagnosi?

Sergio Cima, Roberto Satolli

Inserito da redazione il Mer, 19/01/2005 - 01:00