Rischio cancro dagli antibiotici? Vale la presunzione di innocenza, con cautela

Fonte
Kilkkinen A. et al. Antibiotic use predicts an increased risk of cancer. Int J Cancer 2008; 123: 2152

Gli antibiotici sono uno strumento chiave della medicina moderna: combattono le infezioni batteriche, permettono di curare malattie più o meno gravi e a volte di salvare anche la vita. Tra le diverse categorie di farmaci quella degli antibiotici è tra le più prescritte, spesso forse anche con troppa disinvoltura. E se da un lato sono ben noti i rischi di un loro impiego connessi alla possibilità di selezionare batteri resistenti e quindi più difficili da attaccare, dall'altro stanno emergendo nuove informazioni su effetti negativi per la salute, persino un presunto rischio cancro.

Una recente una ricerca condotta presso l'Istituto nazionale di salute pubblica di Helsinki su un campione di 3 milioni di persone ha esteso l'associazione a diversi tipi di tumore. In sintesi, le conclusioni dello studio sono che l'uso frequente di antibiotici metterebbe a rischio la salute. I ricercatori hanno infatti correlato il numero di prescrizioni effettuate in un triennio con l'incidenza di diverse neoplasie riscontrate in sette anni di osservazione: per molte forme comuni di cancro (come quello alla prostata o al polmone) è stato registrato un aumento del rischio relativo (che passa da 1 a 1,39 e 1,79 rispettivamente) in quei soggetti ai quali, nell'arco di tempo considerato, erano state prescritte per sei o più volte delle terapie antibiotiche rispetto a chi aveva ricevuto una sola prescrizione. Risultati che confermerebbero ciò che è emerso in una ricerca pubblicata nel 2004 dal JAMA associava all'uso prolungato di antibiotici nelle donne un aumento del rischio di sviluppare un tumore al seno (Ness 2004).
Ma che significato hanno le associazioni che sono emerse? Gli antibiotici possono causare il cancro? Questi studi in verità più che dare delle risposte aprono delle domande.

Sulla base delle conoscenze attuali, come dicono gli stessi autori, non è possibile infatti stabilire se l'utilizzo di questi farmaci sia causa di tumore o se la responsabilità è da imputare ad altri fattori come agenti infettivi o infiammazioni, di cui le cure antibiotiche sono solo una conseguenza. Alcuni studi dimostrano come le infiammazioni croniche, per esempio, possano provocare danni al DNA cellulare, garantire il lasciapassare di fronte ai meccanismi di check-point e quindi permettere alla cellula trasformata di sfuggire ai sistemi di morte programmata che dovrebbero innescarsi per il controllo della proliferazione.
Parallelamente spiegazioni biologiche plausibili di un ruolo diretto o indiretto di questi farmaci ve ne sono e tra queste c'è la capacità degli antibiotici di alterare per diversi mesi l'equilibrio della flora batterica intestinale, importante per esempio per il metabolismo di composti attivi nella difesa antitumorale, o quella di interferire con il sistema immunitario, determinante nel riconoscimento e nell'aggressione delle cellule tumorali trasformate.

Per capire se i risultati di questi studi rappresentano dei falsi positivi o per chiarire le ragioni dell'associazione che è stata messa in luce tra l'uso di antibiotici e il rischio di neoplasie, sono necessari ulteriori studi epidemiologici e una maggiore conoscenza degli effetti biologici di questi farmaci. In ogni caso l'indicazione di un possibile rischio per la salute dovrebbe far riflettere su quali siano le situazioni in cui è presente una reale necessità di ricorrere a questo tipo di farmaci soprattutto a fronte del fatto che, come riportano gli autori dello studio, in oltre il 75 per cento dei casi in cui viene prescritto un antibiotico se ne potrebbe invece fare a meno. 

Bibliografia
Ness R et al. Antibiotics and Breast Cancer-What's the Meaning of This? JAMA 2004; 291: 880.

Anna Testa

Ultimo aggiornamento 3/10/2008

Inserito da redazione il Ven, 03/10/2008 - 17:39