Togliere le tonsille: a chi conviene?

In Italia ogni 10.000 bambini, dai quattro ai nove anni, 94,3 subiscono l'asportazione delle tonsille: sono 70.000 interventi all'anno. La variabilità sul territorio italiano è significativa. Ogni 10.000 abitanti (in tutte le fasce di età), in Piemonte si fanno 19 tonsillectomie, in Basilicata 3,5. In teoria ciò accade perché chi vive in regioni fredde è più soggetto a infiammazione alle tonsille.

Perché allora in Lombarda e nel Lazio si esegue lo stesso numero di interventi ogni 10.000 abitanti? Perché a Bolzano 16 ogni 10.000 e a qualche decina di chilometri, a Trento, 8,6 ogni 10.000? In Gran Bretagna e Scozia il numero di ricoveri è più basso del 20-30 per cento che in Italia.

Inoltre i tassi di tonsillectomia variano su base socioeconomica: i bambini residenti nelle aree più deprivate sono operati con maggior frequenza: ciò potrebbe dipendere da una maggiore prevalenza delle infezioni tonsillari tra i soggetti più disagiati o da un maggior rischio di interventi inappropriati a carico dei gruppi sociali più vulnerabili: in Svizzera è stato osservato che i figli dei medici rischiano meno di essere sottoposti a tonsillectomia rispetto alla popolazione generale.

Le variazioni geografiche e socioeconomiche dei tassi di tonsillectomia potrebbero essere spiegate, almeno in parte, dall'incertezza sulle indicazioni chirurgiche. Sono disponibili pochi studi in merito e su popolazioni ristrette.

Ma chi sbaglia? Alcuni operano troppo o altri troppo poco.

Secondo la Società italiana di pediatria nel 30 per cento dei casi le tonsillectomie non sono necessarie e si potrebbero evitare se tutti i medici seguissero le indicazioni date dall'Istituto superiore di sanità (vedi Documento di indirizzo: Appropriatezza clinica e organizzativa degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia): l'intervento può essere utile quando le tonsille e le adenoidi sono tanto ingrossate da ostruire il respiro di notte; oppure quando gli episodi di mal di gola sono davvero molto frequenti, una decina in due anni. Rispondono a queste caratteristiche solo i casi estremi dei 70 mila che sono stati operati.

Non è affatto detto che togliendo le tonsille le cose vadano meglio.

Uno studio pubblicato sul giornale dei medici britannici ha messo a confronto 300 bambini dai 2 agli 8 anni. Col consenso dei genitori, metà li hanno operati, e per l'altra metà sono stati a vedere, usando gli antibiotici al bisogno. L'adenotonsillectomia, in bambini con sintomi non gravi di mal di gola o ingrossamento delle tonsille, non ha dato maggiori benefici: i ricercatori non hanno osservato nessuna differenza tra i due gruppi per quanto riguarda la qualità generale della vita.

Sergio Cima, Roberto Satolli

Inserito da redazione il Mar, 02/11/2004 - 01:00