Statine: troppe o troppo poche

Fonte
Majeed A et al. BMJ 2004; 329: 645

Al confronto con i fatti non sempre una pratica ritenuta efficace riesce a provocare le attese ricadute positive. Le statine dovrebbero ridurre, nelle persone a rischio cardiovascolare, la possibilità di avere un infarto. Questi farmaci infatti impediscono al colesterolo di accumularsi pericolosamente nelle coronarie occludendole. Il grafico però mostra come, nel Regno Unito, all'aumento delle prescrizioni di statine (a cui è corrisposto un aumento della spesa per questi farmaci, passata da 93.000 sterline nel 1996 a 571.000 nel 2002), siano diminuiti di poco i ricoveri causati da infarto del miocardio.

Secondo gli autori dello studio, una possibile spiegazione del limitato impatto positivo delle statine potrebbe essere questa: nel periodo osservato, le statine erano raccomandate solo a persone con un alto rischio di incidenti cardiovascolari, ma molti infarti si sono verificati in persone con un basso rischio che probabilmente non seguivano nessuna terapia con statine. Questa considerazione può aver indotto le autorità britanniche a classificare le statine come farmaci da banco. Molte poi sono le cause dell'infarto ed è necessario che l'uso delle statine si accompagni alla riduzione delle altre cause di rischio cardiovascolare, come fumo, ipertensione e diabete.

Sta di fatto che, con un uso che coinvolge 350 persone su mille, qualche riflesso più vistoso sul numero degli infarti, lo si sarebbe dovuto vedere.

Tasso di prescrizione delle statine e ricoveri per infarto al miocardio in Inghilterra tra il 1996 e il 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tasso di prescrizione delle statine e ricoveri per infarto al miocardio in Inghilterra tra il 1996 e il 2002. E' da notare che la curva degli infarti, dopo un abbassamento registrato a fine anni novanta, riprende la sua salita. La causa starebbe nel cambio dei criteri diagnostici: gli esami più avanzati riescono a individuare questo evento anche in quelle situazioni che alcuni anni fa non avrebbero destato l'attenzione dei medici.

Sergio Cima, Roberto Satolli

Ultimo aggiornamento 4/10/2004

Inserito da redazione il Mar, 05/10/2004 - 00:00