Integrare la dieta con calcio serve a prevenire le fratture?

Fonte
T et al. BMJ 2006 Sep 15; [Epub ahead of print]

Se si tratta di bambini sani, no. Integrare la dieta con dosi supplementari di calcio, spesso consigliato per «rinforzare le ossa», è una pratica non basata su prove di efficacia, secondo quanto conclude una revisione sistematica pubblicata di recente. L’effetto sulla densità minerale delle ossa nei bambini infatti si è dimostrato piccolo e non duraturo, proprio dove più spesso si verificano fratture.

Se studi passati suggerivano che assumere dosi supplementari di calcio nella dieta dei bambini potesse aumentare la densità minerale ossea – e soprattutto tra i venti e i trenta anni di età, prima di raggiungere il picco di massa corporea – così non risulta dalla revisione condotta su 19 studi che coinvolgevano oltre 2.800 bambini e giovani dai 3 ai 18 anni, senza malattie o disfunzioni legate al metabolismo delle ossa e che non assumessero farmaci per disturbi correlati. I partecipanti agli studi ricevevano nella dieta, per almeno tre mesi, dosi supplementari di calcio, oppure placebo. La quantità variava – nei diversi studi valutati – dai 300 ai 1.2000 milligrammi al giorno. Gli effetti sulla densità minerale delle ossa sono stati misurati per almeno sei mesi dopo aver concluso la somministrazione. Il risultato della revisione è che «il calcio in dosi supplementari non aumenta in modo significativo la densità minerale delle ossa di arti inferiori, femore e colonna vertebrale a livello lombare», dove la frequenza delle fratture è maggiore. «La somministrazione supplementare di calcio non ha dato prova di portare benefici neanche per i bambini che seguono una dieta con un apporto insufficiente di questa sostanza».

Calcio e vitamina D per le donne in post menopausa

Se dosi supplementari di calcio nella dieta siano efficaci contro l’osteoporosi, e soprattutto se siano utili per prevenire le fratture nelle donne in post menopausa, è questione aperta, come mostra uno studio sull’effetto di calcio e vitamina D sul rischio di fratture nelle donne in quella fascia di età.

Secondo i risultati dello studio (Jackson 2006). l’integrazione di calcio aumenta la densità minerale delle ossa delle donne in post menopausa, ma non ha effetti significativi sul rischio di fratture. «Sembra ragionevole consigliare alle donne di consumare la quantità raccomandata di calcio e vitamina D attraverso la dieta o i supplementi alimentari» , commenta Joel Finkelstein nell’editoriale che accompagna lo studio. «Un messaggio però è chiaro: l’integrazione di calcio e vitamina D, da sola, non è sufficiente per assicurare una salute ottimale delle ossa. Una donna che assume una integrazione dietetica adeguata di queste sostanze è comunque a rischio di fratture, in particolare se ha una bassa densità minerale delle ossa e se ha altri fattori di rischio» chiarisce (Finkelstein 2006).

L’utilità di integrare l’alimentazione con supplementi di calcio e vitamina D per prevenire l’osteoporosi nelle donne in post menopausa che non seguano una dieta con apporto sufficiente di questa sostanza è sostenuta dalla Food and Drug Administration statunitense (FDA 2006) e dal Ministero della salute italiano, che affiancano questa indicazione alla necessità di svolgere un’attività fisica costante, bere poco alcol e non fumare (Ministero salute 2006).

Prove di efficacia scarse, ma grandi vendite

Nonostante manchino prove di efficacia certe, i prodotti a base di latte addizionato di vitamine e di calcio rivolti ai bambini si moltiplicano e il mercato degli integratori di calcio è sempre più fiorente. A questo mercato contribuiscono in larga parte soprattutto le donne: «gli integratori di calcio sono il prodotto più venduto nell’ambito dell’industria degli integratori alimentari: negli Stati Uniti le vendite nel 2004 hanno raggiunto 993 milioni di dollari», chiosa l'editorialista.

Apporto giornaliero di calcio considerato adeguato per una dieta equilibrata (PNLG 2006):

  • dai 10 ai 20 anni di età circa 1.300 milligrammi al giorno
  • dai 20 ai 50 circa 1.000 milligrammi
  • dopo i 50 anni circa 1.200 milligrammi

Fonti di calcio (La vitamina D si forma nell’organismo per effetto dell’esposizione al sole e influisce sull’assorbimento intestinale del calcio e sulla sua fissazione nelle ossa):

  • latticini
  • legumi
  • frutta secca e oleosa
  • cereali
  • pesce fresco
  • verdure a foglie verdi

Di seguito sono elencati alcuni alimenti col corrispettivo apporto di calcio in milligrammi e di grassi in grammi, per 100 grammi di alimento (CNR 2006).

Alimenticalcio (mg)grassi (g)
Cereali
panini al latte1308,7
crusca di frumento1105,5 (alto contenuto in acido fitico)*
pane di segale801,7
cornflakes740,8 (alto contenuto in ossalato di calcio)*
Latte e yogurt
latte di capra1414,8
latte di mucca scremato1250,2
yogurt1253,8
latte di mucca intero1193,6
Formaggi
ricotta di mucca29510,9
ricotta di pecora16611,5
Pesci
alici1482,6
calamari1441,7
polpo1441
gamberi1100,6 (alto contenuto in ossalato di calcio)*
cozze882,7
Legumi
ceci1426,3 (alto contenuto in acido fitico)*
fagioli1352 (alto contenuto in acido fitico e ossalato di calcio)*
fave903 (alto contenuto in acido fitico)*
Verdure ed ortaggi
rughetta3090,3
foglie di rapa1690,1 (alto contenuto in ossalato di calcio)*
cicoria1500,1 (alto contenuto in ossalato di calcio)*
bieta1300,2 (alto contenuto in ossalato di calcio)*
radicchio verde1150,5
broccoletti970,3
indivia930,3

Un alto contenuto in acido fitico e in ossalato di calcio riduce l’assorbimento del calcio introdotto con gli alimenti; un importante apporto di calcio può provenire dalle acque con un contenuto di calcio di almeno 150-200 mg/litro (è sufficiente leggere la composizione presente nell'etichettatura delle acque imbottigliate)


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Bibliografia

Cinzia Colombo
Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri

Inserito da redazione il Lun, 01/01/2007 - 00:00