Acido folico per prevenire le malattie cardiovascolari? Sì, no, forse...

Fonte
Wang X et al. Efficacy of folic acid supplementation in stroke prevention: a meta-analysis. Lancet 2007; 369: 1876
Carlsson CM et al. Lowering homocysteine for stroke prevention. Lancet 2007; 369:1841

Chi ha valori sballati di omocisteina li deve mettere in riga per forza?

A lungo alti livelli di omocisteina, un amminoacido, sono stati osservati in persone incorse in disturbi cardiovascolari. Correlare i due eventi e attribuire all'omocisteina una qualche responsabilità nell'aumento del rischio è stata una conclusione ovvia. Che fare? Seguendo il buon senso alcuni specialisti si son detti: corriamo ai ripari e prescriviamo integratori di acido folico e vitamine B6 e B12 che hanno la capacità di ridurre i livelli di questo amminoacido.

Ebbene una serie di trial randomizzati, confermati da una metanalisi, hanno sfatato e capovolto questa implicazione.
L'assunzione di acido folico e vitamine B6 e B12 non solo è inefficace, ma potrebbe addirittura essere controproducente e aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Marcia indietro dunque?

Neanche il tempo di assorbire la notizia che un'ulteriore metanalisi, pubblicata su Lancet aggiusta il tiro. Forse è vero: bassi livelli di omocisteina ottenuti con l'assunzione di acido folico non daranno benefici al sistema cardiovascolare in generale, ma sembrano un utile strumento di prevenzione degli accidenti cerebrovascolari (ictus). Nei pazienti che assumono acido folico, infatti, il rischio di avere un colpo risulta essere ridotto del 18%. 

Marcia avanti? Macché.

Sullo stesso numero del settimanale inglese, un commento mette in guardia dal prendere troppo sul serio i risultati della ricerca, evidenziandone falle di carattere metodologico.

Lo studio presenta un'eccessiva variabilità interindividuale del campione in esame. In parole povere, non consente di valutare se l'assunzione di acido folico risulti vantaggiosa in particolari gruppi di pazienti e nociva in altri. Occorrerebbe sperimentare questa ipotesi. Ma farlo espone gli ignari individui a elevati rischi: come si fa infatti a somministrare a un soggetto con precedenti problemi coronarici acido folico per prevenire l'ictus se questo lo potrebbe esporre a un aumentato rischio di nuovi accidenti a cuore e vasi?

L'unica conclusione su cui concordano gli specialisti è che bassi livelli di omocisteinemia abbiano effetti diversi su vasi di piccolo e grosso calibro. Una spiegazione coerente con quanto osservato negli studi, ma chi si trova valori elevati di questo aminoacido che deve fare?

Per ora attendere, e diffidare del buon senso.

Antonino Michienzi

Inserito da redazione il Mar, 18/03/2008 - 14:37