Medici di famiglia contro la campagna di sensibilizzazione sul tumore della prostata

Le società scientifiche di medicina generale contestano l'opportunità della campagna di sensibilizzazione sul tumore della prostata indetta nei giorni 12-18 marzo. Ecco le motivazioni di questa presa di posizione esposte in un comunicato stampa.

 

 


Comunicato stampa CONTRO la “settimana di prevenzione dei tumori della prostata”

I medici di famiglia delle associazioni firmatarie protestano per la Campagna di sensibilizzazione per la Prevenzione del Tumore alla Prostata (12-19 marzo 2008) promossa dalla "World Foundation of Urology". Oltre a motivi scientificamente ed eticamente ben fondati per opporsi a tutte le campagne propagandistiche e "di sensibilizzazione" sui tumori della prostata, questa specifica iniziativa si differenzia dalle altre "giornate" o "settimane" di questa o quell'altra patologia, per diverse caratteristiche inquietanti. Per quanto riguarda i contenuti e le omissioni dell'informazione fornita nel sito web della campagna (www.prevenzionetumoreprostata.it), basta ricordare, come è ribadito da tutte le Agenzie sanitarie ed Associazioni mediche del mondo (urologiche e non) che vi è il fondato rischio che lo screening dei tumori prostatici mediante l'analisi del PSA o altro sia più dannoso che utile. Perciò non è ammissibile alcuna propaganda acritica in un campo tuttora incerto ed oggetto di studio. L'opportunità di sottoporsi a certi esami va valutata e discussa (non certo a 40 anni!) in un rapporto interpersonale medico-paziente, in cui vanno spiegati all'interessato i rischi ben noti (sovradiagnosi, interventi invalidanti) e i benefici, possibili ma non dimostrati, dello screening dei tumori prostatici.
La World Foundation of Urology ha ottenuto visibilità su numerose testate giornalistiche e udienza in TV per presentare la sua campagna, ed ha raccolto autorevoli patrocini, adesioni e supporti. Eppure sarebbe bastata una ricerca su Internet per rendersi conto che la suddetta Fondazione è in realtà del tutto sconosciuta al di fuori dell'Italia, e che il curriculum scientifico del suo presidente, verificabile da chiunque nella banca dati Medlinehttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?DB=pubmed e http://medlineplus.gov/" />, è costituito da solo 5 pubblicazioni scientifiche censite, di cui l'ultima nel 1999, il che è a dir poco inusuale per il presidente di una fondazione medica specialistica che si voglia "mondiale". 'è da chiedersi come mai in tanti le abbiano dato credito.
Quanto ai diversi patrocinatori e partner della campagna, si può supporre che i Bersaglieri, la Croce Rossa Italiana e l'ANCI siano stati fuorviati dagli altri autorevoli patrocini, quali quelli della Presidenza del Consiglio dei Ministri e soprattutto del Ministero della Salute. Infatti è proprio questo ultimo che crea il maggior sconcerto, tra i medici e tra il pubblico. Già in occasione della prima edizione della campagna le società firmatarie avevano inviato una protesta al Ministro della Salute, ma purtroppo è rimasta inascoltata. E' inammissibile che in Italia chiunque abbia la possibilità di imporre all'intera popolazione una "settimana della prevenzione" su qualsiasi argomento, ottenendo ampi spazi sui media e supporto da parte di enti, associazioni e perfino istituzioni statali distratte. Oltre a una maggior attenzione critica da parte degli organi di informazione, in attesa che anche in Italia si istituisca una authority per gli screening e per le campagne di prevenzione, potrebbe intervenire la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, a nostro parere, a sorvegliare la correttezza e la fonte dei messaggi inviati all'intera popolazione, almeno in occasioni così clamorose e facili da confutare.
E' grave anche che non si sia levata, a quanto ci risulta a tutt'oggi, una voce critica delle principali società urologiche italiane: è desolante che i medici di famiglia siano gli unici ad averne sentito il dovere.

(1) Forums. Sportello cancro. Corriere.it (vai al sito )

Le Associazioni di Medicina Generale del Coordinamento Wonca-Italia (*)

(*) CSeRMEG - Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale; ASSIMEFAC (Associazione Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e di Comunità); EGPRN-Italia (European General Practice Research Network); SIQuAS-VRQ (Società Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria - VRQ); EURACT-Italia (European Academy of Teachers in General Practice); AIMEF (Associazione Italiana Medici di Famiglia); EUROPREV-Italia (European Network for Prevention and Health Promotion in Family Medicine and General Practice); EURIPA-Italia (European Rural and Isolated Practitioners Association); ACP (Associazione culturale pediatri).

17 marzo 2008

Inserito da redazione il Lun, 17/03/2008 - 15:51