Farmaco, perché mi costi?

Che i farmaci siano costosi è fuori dubbio, specie quelli di marca. L'argomento è noto ai lettori di Partecipasalute che ne hanno dibattuto in occasione dell'ultimo articolo pubblicato a riguardo: Gli ingredienti che fanno il prezzo dei farmaci.

Alla luce di nuovi studi si può fare una ulteriore analisi.

Certo a fare il prezzo di un medicinale che possiamo comprare in farmacia - quelli OTC e SOP, cioè i farmaci di automedicazione, dopo la liberalizzazione voluta dal decreto Bersani è possibile acquistarli a prezzi scontati anche del 30% al supermercato e nelle parafarmacie - concorrono due fattori: 

  • la grande attività di ricerca e sviluppo (R&S) che costa alle aziende centinaia di milioni di euro
  • il lungo periodo di tempo, oltre 10 anni, prima che la pillola passi dalla provetta al negozio.

In realtà oltre ai questi costi, che le aziende devono sostenere proprio per riuscire a ottenere un farmaco efficace e allo stesso tempo sicuro per il paziente, c'è un'altra voce di spesa che fa lievitare i prezzo: quella relativa alle attività promozionali e di marketing che le aziende sostengono per pubblicizzare i propri prodotti presso i medici.

Quello che i consumatori vogliono sapere è: ma insomma si spende di più per la ricerca o per la pubblicità?

Dipende. I dati relativi a questo fenomeno che emergono dalle analisi di mercato delle principali società di consulenza non sono del tutto concordi. Secondo quanto riportato da uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Montreal in Québec (Canada), pubblicato su PloS Medicine , infatti, negli USA le aziende farmaceutiche spendono (poco) più in ricerca e sviluppo che in marketing: 29,6 miliardi di dollari, contro 27,7 miliardi nel 2004. Altre ricerche di mercato, ribaltano la situazione. Infatti se nel paniere «pubblicità» si inseriscono anche le spese sostenute per i meeting di aggiornamento sponsorizzati, le visite degli informatori ai medici e altre voci di marketing che non sono propriamente monitorate, le aziende farmaceutiche statunitensi spenderebbero in pubblicità il doppio di quanto investono in ricerca e sviluppo. Per il solo 2004 si arriverebbe a ben 57,5 miliardi di dollari per la promozione dei medicinali, contro i 31,5 miliardi spesi in ricerca e sviluppo.

C'è poi chi si è messo di buzzo buono e ha calcolato che per ogni dottore che deve essere visitato dagli informatori scientifici del farmaco (che lasciano spesso campioni omaggio di farmaci), sommando il costo degli inviti ai convegni e i vari gadget del caso, vengono spesi circa 40.000 dollari all'anno.

Tutte queste uscite vanno in gran parte a ricadere sul consumatore finale.

Gli analisti del settore temono altri rincari ingiustificati da qui al 2009, quando la scadenza dei brevetti dei principali farmaci di marca produrrà 106 miliardi di dollari di mancato guadano per le aziende cui non corrisponderà un livello di ricerca in grado di dare origine a nuove molecole altrettanto produttive.

Ultimo aggiornamento 6/3/2008

Gabriele Rebuscelli

Inserito da Gabriele Rebuscelli il Gio, 06/03/2008 - 18:15