Web 3.0 e medicina: un nuovo web all’orizzonte?

Immaginiamo una ragazza di nome Lucia, alla cui madre il dottore ha suggerito di effettuare una visita da un cardiologo. La ragazza attraverso il suo computer istruisce il suo agente di ricerca (uno speciale software capace di interpretare i significati delle parole) che immediatamente individua sul web l'elenco dei cardiologi, lo interroga, e quindi identifica quelli che sono convenzionati con l'assicurazione stipulata dalla madre, che operano nel raggio di 20 chilometri dal luogo del suo domicilio, e le cui capacità professionali siano giudicate eccellenti o molto buone da parte di servizi di rating indipendenti e affidabili. Una volta individuati i potenziali cardiologi, l'agente di ricerca, consultando l'agenda personale di Lucia, quella di sua madre e quella degli specialisti (fornita a loro volta da un agente/software operante sul sito web dei professionisti), fissa un appuntamento cercando tra i possibili orari che sono compatibili con gli impegni di tutti.

Questo esempio è stato utilizzato Tim Berners-Lee (l'inventore del World Wide Web) in un famoso articolo pubblicato su Scientific American (Berners-Lee T 2001) per spiegare il concetto di web semantico, oggi conosciuto anche con il nome di web 3.0. In base a questa teoria, il web potrebbe essere trasformato in un enorme database globale grazie all'impiego di metadati (nell'esempio sono quelli scritti in corsivo), cioè dati strutturati attraverso cui qualunque entità può essere meglio descritta e che sono interrogabili tramite il linguaggio naturale.

Il web 3.0 è da considerarsi un'estensione del web tradizionale nel quale i contenuti sono espressi in una forma che può essere capita, interpretata e usata da appositi software per permettere così una loro più semplice individuazione, condivisione e integrazione, e per rispondere a richieste complesse (come per esempio quella illustrata nell'esempio precedente) che, con gli usuali strumenti, non potrebbero trovare risposta. In altre parole, l'obiettivo del web 3.0 è quello di trovare nuovi modi per organizzare le informazioni affinchè il web somigli meno a un catalogo e di più a guida ragionata.

Tali potenzialità potrebbero essere particolarmente utili per fare un po' di ordine nel web 2.0 (da qui l'idea di un web 3.0), che, con le sue applicazioni di "social networking" di blog e di wiki basate sulla collaborazione degli utenti di Internet nel creare e condividere la conoscenza, ha contribuito alla proliferazione di informazioni disorganizzate, difficili da ritrovare e difficilmente collegabili tra loro.

Di questo ne sono convinti i bibliotecari e i documentalisti biomedici (figure poco note in Italia ma che, soprattutto nei paesi anglossassoni, sono indispensabili alla classe medica per il reperimento, in Internet e nelle principali banche dati, di informazioni che siano basate sulle prove di efficacia). Come illustrato in un recente editoriale del British Medical Journal (Giustini 2007), parte infatti da loro la proposta di passare dal mondo disordinato del web 2.0 a un più controllato e maturo web 3.0 dotato di strumenti di reperimento delle informazioni più potenti basati su una maggiore capacità di elaborare processi cognitivi .

Con il web 3.0 si potrebbero infatti creare le condizioni affinchè un dato contenuto in un sito web possa rimandare automaticamente a un altro dato presente in un altro sito web "interpretandone" il significato grazie a un preciso schema di rappresentazione della conoscenza e rendendo così possibile il reperimento delle informazioni attraverso processi del tutto simili a quelli usati dalla mente umana.

Secondo l'autore, esperienze di web 3.0 in ambito medico potrebbero essere realizzate, per esempio, attraverso l'uso di metadati e di dizionari standardizzati come il Medical Subject Headings (il dizionario utilizzato da Medlinehttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?DB=pubmed e http://medlineplus.gov/" />, il noto database per la ricerca di articoli pubblicati dalle numerose riviste biomediche internazionali) o l'Unified Medical Language System (un sistema per la standardizzazione della terminologia medica sviluppato dalla National Library of Medicine).

Esperienze che andrebbero ad affiancarsi a quelle in corso del Semantic Web for Health Care and Life Sciences Interest Group (HCLSIG, http://www.w3.org/2001/sw/hcls/), uno gruppo creato specificatamente per questi aspetti dal World Wide Web Consortium (W3C, il consorzio internazionale che si occupa dello sviluppo del web) per creare strumenti che consentano ai medici di accedere a "database di conoscenze" che siano basati su una migliore integrazione tra la "evidence based medicine", la letteratura scientifica, le sperimentazioni cliniche e le linee guida, o di identificare il trattamento personalizzato di un paziente in base al suo profilo genetico.

Esperienze significative sono poi quelle sviluppate nell'area della bioinformatica, come dimostra l'esperienza di Wikiproteins (http://www.wikiprofessional.info) nella quale il web semantico si è dimostrato vincente nell'organizzare la conoscenza frutto della integrazione tra le informazioni genetiche e la letteratura scientifica.

In virtù del fatto che le tecnologie del web 3.0 sono impiegate per mettere ordine nel web 2.0 e non per creare i contenuti di un nuovo web, c'è qualcuno che sostiene che il termine più appropriato per identificare il nuovo ambiente debba essere web 2.1. Come sostiene Dean Giustini nel suo articolo, su una cosa però tutti sono d'accordo: oggi più che mai c'è bisogno di motori che permettano di trovare le informazioni, non di cercarle. E il web semantico (o web 3.0) potrebbe essere la risposta.

Bibliografia

  • Berners-Lee T et al. The semantic web: a new form of web content that is meaningful to computers will unleash a revolution of new possibilities. American Scientist, 21 maggio 2001. (vai all'articolo)
  • Giustini D. Web 3.0 and medicine. BMJ 2007; 335: 1273. (vai all'articolo)

Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica/Dipartimento di Epidemiologia
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Inserito da redazione il Lun, 03/03/2008 - 12:43