Tutti i miti dell’acne

L’opinione comune lo ritiene assodato, i dermatologi lo negano: astenersi da cioccolato e dolci, lavarsi il viso con cura, esporsi al sole aiuterebbe nella gestione dell’acne. Secondo una revisione sistematica da poco pubblicata (Magin 2005) non ci sono prove certe a supporto di questa convinzione, ma neanche studi che la confutino. «Sorprendentemente, pochi studi si sono occupati dell’effetto della dieta sull’acne e i pochi condotti hanno studiato un campione di persone ristretto, e comunque sono di bassa qualità metodologica» sostiene Parker Magin, tra i ricercatori dello studio. Lo stesso accade per gli studi sull’effetto di saponi e prodotti per la pulizia e il lavaggio del viso, che non hanno dato prova della loro efficacia. Anche riguardo ai benefici dell’esposizione al sole non ci sono risultati certi e univoci. Uno studio condotto in Arabia Saudita, per esempio, ha mostrato un aumento di nuovi casi di acne durante i mesi invernali: «questo ha portato i ricercatori a concludere che l’effetto dei raggi UV dei mesi più caldi fosse benefico per l’acne, senza però riportare dati sulle procedure seguite nello studio, sui contesti in cui è stato condotto, sui tempi di osservazione e su altri fattori che possono averne influenzato il risultato». Altri studi sembrano infatti aver mostrato che l’estate per alcuni individui si è accompagnata a un peggioramento dell’acne, per altri a un miglioramento, per il terzo gruppo non ha portato a cambiamenti di nessun tipo.

«La questione è rilevante soprattutto per le conseguenze che possono avere queste credenze» diffuse soprattutto in occidente «sulle abitudini delle persone che le seguono. Molti di coloro che soffrono di acne infatti decidono di seguire una dieta, e questo può avere ripercussioni sulle proprie abitudini alimentari che risultano gravose per la persona» chiarisce Magin. Anche le modalità e la frequenza di lavaggi e pulizia del viso possono essere faticosi a lungo andare; inoltre i prodotti che vengono usati sono spesso costosi, a fronte di una mancanza di prove sulla loro efficacia. «Una questione ancora più delicata è quella dell’esposizione al sole: prendere il sole troppo di frequente e troppo a lungo può aumentare il rischio che si sviluppi un melanoma o un tumore della pelle in genere, e i recenti dati che suggeriscono una possibile efficacia di alcuni spettri di luce artificiale non sono generalizzabili in modo diretto alla luce del sole». Non vanno dimenticati gli aspetti psicologici di questo disturbo e di ciò che viene fatto per curarlo: spesso indicazioni troppo rigide o restrittive riguardo a dieta e igiene del viso possono risultare come punizioni, anziché come azioni di cura.

Per completare il quadro, da alcuni studi sui gemelli emerge che l’acne è legata a fattori genetici, che contribuiscono per oltre l’80 per cento alla comparsa del disturbo, rispetto a meno del 20 per cento associato a fattori ambientali. Sembra quindi che il margine di intervento agendo su abitudini alimentari e igieniche sia ridotto e marginale, anche se non per questo da escludere totalmente: «Rispetto a questi fattori mancano in definitiva prove sia a favore sia contro la loro efficacia: per decidere quale intervento seguire va quindi considerato caso per caso, oltre alle implicazioni che ciascuno di questi accorgimenti può avere sulla vita della persona. In questo senso non possono essere nemmeno messe da parte o dimenticate le evidenze aneddotiche di persone a cui certi alimenti peggiorano l’acne» commenta concludendo il ricercatore. Insomma occorre una valutazione del rapporto tra i benefici e i costi, non solo economici, che possono comportare questi comportamenti, senza prove certe al riguardo.

E allora, quali sono le cure efficaci?

Per controllare l’acne riducendo il numero di lesioni infiammatorie e non, e le cicatrici, si sono dimostrati efficaci alcuni antibiotici per uso locale (per esempio in crema o gel) e altri farmaci locali, come un acido derivato dal retinolo (vitamina A), da assumere sempre secondo le indicazioni del proprio medico. Altri medicinali che possono dare benefici sono antibiotici per uso orale, per i quali è sempre bene valutare il rapporto tra benefici e rischi rispetto a quelli per uso locale (Purdy 2005).

L’acne in breve

E’ un disturbo della pelle molto comune che colpisce soprattutto gli adolescenti, ma sta aumentando anche tra gli adulti. Nonostante la cause siano ancora sconosciute, sono noti alcuni fattori che contribuiscono al suo sviluppo, legati alla produzione di sebo, all’infiammazione e alla presenza di batteri nei dotti ghiandolari. Se non viene curata, può durare anche per 8 o 12 anni dopo la sua insorgenza.


Bibliografia

  • Magin P et al. A systematic review of the evidence for ‘myths and misconceptions’ in acne management: diet, face-washing and sunlight. Fam Pract 2005; 22: 62-70.
  • Purdy S. Acne vulgaris. Clin Evid 2005; 13: 2038-59.

Cinzia Colombo
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Inserito da redazione il Lun, 19/09/2005 - 23:00