Vaccini: libertà individuale o responsabilità sociale?

La Regione Veneto (come annunciato nel 2006: Vaccinazioni: tra obbligo e scelta consapevole) ha deciso di sospendere l'obbligo vaccinale per quattro patologie:

  • tetano;
  • difterite;
  • poliomelite;
  • epatite B.

L'imposizione sarà sostituita, nei programmi della Regione, dall'offerta attiva: «i Servizi vaccinali delle ULSS continueranno la chiamata attiva per le vaccinazioni senza distinzioni tra quelle obbligatorie (sono quattro: tetano, difterite, poliomelite, epatite B) e le otto raccomandate (influenza B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, meningococco C, pneumococco, varicella)», si legge nel comunicato stampa della regione, ma saranno i genitori a scegliere in che modo comportarsi. E qualora decidessero di non vaccinare i propri bambini, non rischierebbero sanzioni dalle autorità.

Subito si è innescato il dibattito tra chi vede nel vaccino una possibilità terapeutica da scegliere liberamente e consapevolmente e chi, invece, lo considera un dovere nei confronti della comunità tale da richiedere la coattività della legge per imporlo a individui che altrimenti potrebbero negligere (la contravvenzione all'obbligo vaccinale fino al 1980 era nella lista dei reati penali, oggi è punita con sanzioni amministrative).

I promotori dal canto loro si sono dimostrati fiduciosi sul successo dell'iniziativa, che non dovrebbe cambiare, nella sostanza, le pratiche di vaccinazione, inoltre già da subito saranno attivi controlli sull'andamento delle vaccinazioni per prevenire eventuali cali della copertura vaccinale. Nonostante ciò non sono mancate le critiche.

E gli esperti di pediatria che dicono? Sono divisi: sì e no. Emblematico il caso dei pediatri della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Con un comunicato stampa diramato a metà gennaio, si sono dichiarati preoccupati poiché «La tutela della salute di tutti - si legge in un comunicato - è un concetto alla base del nostro paese ed ognuno è responsabile non solo della tutela della propria salute, ma della salute di tutti [...] Il provvedimento non tiene conto della realtà del nostro paese, del suo attuale stato sociale»: perciò si auspicava che il Veneto rivedesse l'abolizione dell'obbligo vaccinale. Auspicio durato molto poco, dal momento che, una manciata di ora più tardi, in un nuovo comunicato dichiaravano che «l'esperienza progettata responsabilmente dalla regione Veneto offre l'opportunità di testare un percorso di sospensione dell'obbligo vaccinale delle cui risultanze si potrà avvalere anche lo stesso Ministero della Salute per gli auspicati provvedimenti legislativi da applicarsi uniformemente nelle altre regioni italiane non appena esisteranno le condizioni per farlo».

Quali che siano le ragioni che hanno indotto la FIMP a rivedere la propria posizione, la schizofrenia dei due comunicati dà conto del dibattito in corso.

L'obbligo vaccinale ha consentito, nell'ultimo secolo di eradicare o ridurre l'impatto di patologie infettive spesso gravi. Risultato che probabilmente non sarebbe mai stato raggiunto se si fosse lasciata libera scelta ai cittadini. Le vaccinazioni, infatti, sono tanto più efficaci quanto maggiore è la copertura.

D'altra parte ciò è avvenuto in popolazioni ancora diffidenti sull'efficacia e persino sulla logicità del meccanismo d'azione dei vaccini: far comprendere in che modo la somministrazione di un microrganismo possa proteggere da quello stesso agente non è stato per nulla semplice. Ciò ha giustificato a lungo l'atteggiamento paternalistico incarnato dalle autorità pubbliche.

Ma, in tempi di empowerment del paziente, con tutte le sue appendici che vanno dal consenso informato (che attualmente è richiesto ai genitori dei bambini chiamati alla vaccinazione) al rifiuto delle cure, ha ancora senso il permanere dell'obbligo vaccinale?

Tutto dipende dalla maturità della popolazione italiana e dalla capacità delle istituzioni e dei medici di aggiornare il proprio ruolo: da somministratori di medicinali a in-formatori, che offrono al paziente (o ai genitori, nel caso delle vaccinazioni) i mezzi per scegliere consapevolmente se e in che modo sottoporsi a una cura.

Antonino Michienzi

Ultimo aggiornamento 4/2/2008

Inserito da redazione il Lun, 04/02/2008 - 17:10