Antidepressivi contro le vampate: pochi dati, pochi rischi, molte prescrizioni

Fonte
Parker-Pope T. Antidepressants Emerge as Coolant for Hot Flashes. New York Times, 9 ottobre 2007.

Le donne in menopausa hanno ottime probabilità di uscire dallo studio del proprio medico con una prescrizione di antidepressivi in mano. Non perché siano tutte depresse: questi farmaci, infatti, sono l'ultima novità contro le vampate di calore, almeno negli Stati Uniti.

A rivelare il boom di prescrizioni oltreoceano è un articolo del New York Times. «Non c'è modo di sapere quanti antidepressivi siano prescritti per curare le vampate», si legge nelle prime righe, «nessuno di questi farmaci è approvato per questa indicazione e i dottori che li prescrivono lo fanno off label».

Orfane della terapia ormonale sostitutiva (abbandonata in massa per il rischio di tumore della mammella e ictus emerso qualche anno fa da un ampio studio pubblico), molte donne sono tuttora in cerca di un'alternativa sicura ed efficace per questo sintomo della menopausa. Il vuoto lasciato nel 2002 dagli ormoni non è infatti ancora stato rimpiazzato ed ha lasciato libero un ampio settore del mercato. Che ora gli antidepressivi stanno tentando di colmare.

Le prescrizioni di questi farmaci, sostengono gli specialisti USA; sono fondate sui risultati incoraggianti di recenti studi.

Tuttavia non ci sono trial controllati e randomizzati, e alcune prove a favore sono emerse nel corso di trial condotti su un campione molto piccolo di donne sottoposte a terapia per la cura del cancro al seno.

In particolare da tre studi sponsorizzati dalle aziende e condotti su poche decine di donne, è emerso che:

  • un terzo delle partipanti erano state peggio dopo aver assunto l'antidepressivo;
  • un terzo non aveva notato differenze;
  • un terzo aveva segnalato un leggero beneficio.

Altri due studi pubblicati lo scorso anno su JAMA, entrambi sponsorizzati dalle aziende produttrici dei farmaci in studio, sembravano indicare un beneficio soprattutto ad alte dosi di antidepressivo, e quindi conseguente aumento di effetti avversi.

Tutti risultati poco utili nel complesso a delineare un quadro chiaro sull'efficacia di questi farmaci e sul perché gli antidepressivi dovrebbero essere in grado di «raffreddare» i sintomi della menopausa.

Le aziende farmaceutiche, tuttavia, si sono affrettate a chiedere all'FDA l'approvazione rapida per poter aggiungere sul foglietto illustrativo questa nuova indicazioni, sebbene l'agenzia statunitense abbia chiesto maggiori dati e risultati più convincenti.

La preoccupazione maggiore degli esperti circa l'uso degli antidepressivi al di fuori della indicazioni per cui sono stati approvati riguarda infatti il rischio di peggiorare sintomi già molto comuni in menopausa: ansia, disturbi del sonno e perdita della libido. Inoltre non sono noti gli effetti avversi per uso prolungato di questi farmaci: una cura per i sintomi della menopausa può essere protratta per anni.

«Pensiamo che siano più sicuri degli estrogeni», ha infatti commentato sulle pagine del quotidiano newyorkese Deborah Grady, direttore del Women's Clinical Research Center presso la University of California, San Francisco, «ma abbiamo studi su 20.000 donne per una durata di 8 o 9 anni per gli estrogeni e non c'è niente di simile sugli antidepressivi».

Insomma rischia di ripetersi proprio l'errore che fu commesso con la terapia ormonale: fu prescritta fin dagli anni '70 ma i risultati dei primi studi clinici randomizzati e controllati, che ne ridimensionarono i benefici e ne misero in luce i rischi, furono pubblicati solo alla fine degli anni '90.

Simona Calmi

Ultimo aggiornamento 29/1/2008

Inserito da redazione il Mar, 29/01/2008 - 18:31