Il succo di mirtillo contro le infezioni alle vie urinarie

Il succo di mirtillo rosso americano può aiutare le donne con infezioni ricorrenti delle vie urinarie

Jepson RG et al. Cranberries for preventing urinary tract infections. Cochrane Database of Systematic Reviews 2008, Issue 1.

Ci sono alcune evidenze che il succo di mirtillo rosso americano (cranberry) diminuisce il numero di volte in cui le persone constatano di avere un'infezione delle prime vie urinarie (UVI): questo è quanto emerge da una recente revisione Cochrane. Queste conclusioni sono valide, in particolar modo, per le persone che presentano infezioni ricorrenti.

Le infezioni delle vie urinarie sono uno dei motivi più frequenti per cui si ricorre all'assistenza sanitaria di tipo ambulatoriale negli USA. Sempre in questo Paese, i ricoveri ospedalieri dovuti a questo tipo di disturbi sono più di un milione all'anno.

Il mirtillo rosso, specialmente sotto forma di succo, è utilizzato da diversi decenni per prevenire o per trattare le UVI. Il suo meccanismo di azione non è però del tutto chiaro. L'ipotesi più accreditata è che impedisca ai batteri patogeni(come l'escherichia coli) di aderire alla mucosa delle vie urinarie, evitando così lo sviluppo dell'infezione.

Un team di ricercatori Cochrane ha cercato di stabilire se ci fossero prove a supporto dell'efficacia del mirtillo esaminando i risultati di dieci diversi studi clinici. Questi studi, che nel complesso coinvolgevano 1.049 persone, confrontavano gli effetti di diverse preparazioni di mirtillo rosso contro il placebo o contro l'acqua.

I revisori hanno potuto concludere che ci sono alcune evidenze che il mirtillo, in succo o in capsule, previene le infezioni ricorrenti nelle donne. Non ci sono prove, invece, che sia di beneficio per i pazienti anziani (sia uomini sia donne) o cateterizzati.

«E'importante notare che, in questi studi, molti dei partecipanti hanno smesso di bere il succo. Ciò suggerisce che o questo non soddisfa il gusto di tutti, o che berne due bicchieri al giorno, come consigliato, è troppo gravoso», dice il ricercatore Ruth Jepson del Dipartimento di of Nursing and Midwifery, dell' Università di Stirling in Gran Bretagna.

«Rimane da stabilire quanto succo bisogna bere per ottenere dei benefici e quanto tempo ci vuole perché cominci a fare effetto,» dice Jepson.
Inserito da redazione il Mer, 23/01/2008 - 12:56