Offresi menù completo, conflitto di interessi incluso

Secondo quanto riportato da un articolo pubblicato su New England Journal of Medicine di novembre, una recente analisi dimostrerebbe che ben il 94% dei medici ha rapporti diretti con l'industria, che si manifestano prevalentemente come fornitura di pasti e bevande sul posto di lavoro (83%) e omaggi di campioni di medicinali (78%). Circa un terzo dei medici (35%) riceve inoltre rimborsi per le spese relative ai convegni o per i corsi di formazione e oltre un quarto (28%) viene pagato per consulenze o per favorire l'ingresso dei pazienti negli studi clinici per testare nuovi farmaci.

Negli Stati Uniti esistono già alcune enorme restrittive ma il governo ha deciso di intervenire con ancora maggior decisione per arginare il più possibile questo fenomeno, che interferisce profondamente, e negativamente, sull'indipendenza che deve contraddistinguere la capacità di valutazione del medico nei confronti delle diverse specialità farmaceutiche. Infatti il 6 settembre 2007 è stato promulgata una legge ad hoc, denominata «Physician Payments Sunshine Act » (PPSA), in riferimento alla necessità di fare luce sulle relazioni che intercorrono tra i medici e le industrie farmaceutiche. Relazioni che, nonostante aziende e dottori continuino a negare, esistono davvero, tanto che si stima che le aziende ogni anno spendano  circa 19 miliardi di dollari per campioni di medicinali in omaggio, gadget, cene di lavoro, viaggi premio in crociera ai carabi o fine settimana in beauty farm (le gratifiche più comuni con cui l'industria tenta di spostare il comportamento prescrittivi dei medici).

E' importante ricordare che il vero conflitto di interessi non riguarda in sé l'esistenza di collaborazioni tra medici e industrie - infatti è solo grazie agli investimenti delle aziende in ricerca e sviluppo e alla disponibilità delle conoscenze cliniche dei medici che è possibile mettere a punto medicinali innovativi, efficaci e sicuri per i pazienti - ma la mancanza di chiarezza e trasparenza di questi rapporti.

Il PPSA è nato proprio per regolamentare questo settore. La School of Medicine dell'Università di Boston e il Boston Medical Center sono tra i primi istituti che si sono adeguati alla nuova norma adottando una politica anti-conflitto di interesse: viene proibito ai medici di accettare regali dalle aziende produttrici di farmacie e dispositivi medici (anche il semplice misuratore della glicemia), vengono banditi i pasti sponsorizzati e viene richeisto che i medici facenti parte delle commissioni di valutazione dei farmaci non abbiano alcun legame con le aziende il cui prodotto è in fase di esame.

Gabriele Rebuscelli

Gabriele Rebuscelli

Inserito da Gabriele Rebuscelli il Ven, 21/12/2007 - 16:19