Dottore... mi posso fidare?

 

«E' possibile pensare di delegare agli esperti ogni decisione terapeutica, senza minimante sapere su quali basi questa decisione venga presa, sulla quantità e qualità degli esiti di cura, così come sulle possibili conseguenze negative?». E'quanto si chiede Giorgio Dobrilla nell'introduzione al suo libro Dottore...mi posso fidare?", che verrà presentato sabato 8 dicembre alle 20, nell'ambito della fiera della piccola editoria di Roma «Più libri, più liberi».

Giorgio Dobrilla, primario gastroenterologo dell'Ospedale regionale di Bolzano nonché divulgatore di fama in campo biomedico, in quest'ultima fatica editoriale (Avverbi, 198 pagine, 14 euro) ha scelto di evitare accuratamente il linguaggio «medichese» e tradurre in parole comprensibili a chiunque quelli che sono i fondamenti della medicina basata sulle prove di efficacia.

«Il libro spiega in modo chiaro e facilmente comprensibile, ma non senza rigore, come si raggiunge la ragionevole convinzione che un trattamento sia utile a chi lo riceve», conferma Silvio Garattini che firma la prefazione del volume.

Insomma, un testo che può aiutare i non esperti a orientarsi nelle logiche, oltre che nei linguaggi, dei trial clinici e della ricerca farmacologica sull'uomo. Il volume tuttavia invita anche i medici e, in particolare, i medici di medicina generale a confrontarsi con la necessità di tenersi aggiornati, ma anche di riuscire a trasmettere ai propri pazienti i risultati più recenti della ricerca.

Impresa improba. Tra le visite giornaliere, i servizi in ambulatorio e le chiamate d'emergenza, per un medico non è per nulla scontato restare al passo con gli aggiornamenti continui richiesti in medicina. Un medico dovrebbe avere il tempo di leggere i risultati degli studi clinici pubblicati settimanalmente sulle principali riviste internazionali, girare il mondo per seguire i convegni, partecipare ai corsi di aggiornamento. E anche ammesso che lo trovasse, il tempo, non è detto poi che il dottore in questione possieda tutti gli strumenti sia per capire il linguaggio tecnico utilizzato nei trial, sia per poter interpretare con senso critico i punti di forza e i punti deboli delle varie ricerche, le quali non di rado giungono a conclusioni contraddittorie.

«Questo libro vorrebbe nel contempo ricordare cose dimenticate o mai apprese anche allo studente medio di medicina o al medico pratico travolto dalla routine, specialmente se con molti anni di laurea alle spalle», spiega lo stesso Dobrilla nell'introduzione al volume.

Potrebbe suonare un po' irrispettoso nei confronti della categoria sostenere che i camici bianchi non siano sempre in grado di valutare la terapia migliore da consigliare al paziente e la più sicura in termini di effetti collaterali. Eppure per tanti, anche se certamente non per tutti, è proprio così. Come si legge nell'introduzione al volume, nel 2005 un articolo pubblicato su Annali of Internal Medicine ha messo in luce che i medici che esercitano da anni (e quindi con maggiore esperienza) sono anche quelli che se non si aggiornano corrono il rischio maggiore di fornire consigli terapeutici di bassa qualità. Non solo, secondo un'altra ricerca, i medici di medicina generale sono in grado di rispondere solo al 50 per cento dei problemi che incontrano nella loro pratica medica.

Insomma il volume è l'occasione, per tutti, di rinfrescare conoscenze dimenticate, ma si pone, anche un obiettivo più ambizioso: costruire un ponte tra l'universo esperto della medicina e quello, coinvolto, ma non sempre competente dei pazienti.

Un medico che non mastica i termini e i concetti della ricerca clinica, che sta a monte delle scelte terapeutiche, difficilmente riuscirà a intavolare con i pazienti un rapporto di reciproca stima e fiducia, che è fondamentale per l'esito delle cure. Il senso di inadeguatezza e la scarsa libertà di valutazione del medico rischiano di allontanarlo ancora di più dal malato, alzando il muro comunicativo che li separa. «Se il medico non spiega quando il paziente chiede, l'informazione è lapalissianamente impossibile», scrive Dobrilla. A volte il medico non informa perché non sa. Altre volte, invece, il medico semplicemente non sa spiegare con parole non sue, cioè utilizzando un linguaggio comprensibile ai pazienti. In entrambi i casi, si può prescrivere la lettura di questo testo divulgativo, che non ha effetti collaterali.

Presentazione libro
Dottore…mi posso fidare? Manuale di medicina comprensibile di Giorgio Dobrilla,  a cura di Avverbi Edizioni e Zadigroma
8 dicembre, ore 20:00, sala Rubino
Nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria “Più libri, più liberi”
Roma – Palazzo dei Congressi – EUR – Piazzale Kennedy, 1

Come raggiungere la fiera
Auto: Uscita n. 26 (Roma Eur) del Grande Raccordo Anulare in direzione centro città, proseguire fino a Piazza G. Marconi (Obelisco), al primo semaforo a destra (Viale della Civiltà del Lavoro) e proseguire per 200 mt. circa.
Dalla Stazione Termini: Metro B, direzione Laurentina, fermata EUR Fermi. Dalla fermata, 5 minuti a piedi seguendo Viale Shakespeare.

Angelo Todone

Inserito da redazione il Lun, 03/12/2007 - 18:36