Chi ha paura del farmaco generico (equivalente?)

Un progetto con e per la popolazione di Bergamo e provincia

vignetta genericiLa domanda nel titolo apre la settimana di sensibilizzazione sul farmaco equivalente organizzata dalla ASL di Bergamo, gli Ospedali Riuniti di Bergamo e l’Istituto Mario Negri di Milano all’interno di un progetto della Regione Lombardia. La settimana si svolge dal 17 al 23 novembre sul territorio di Bergamo e provincia.
Il progetto di ricerca sui farmaci equivalenti (i cosiddetti farmaci generici o a “brevetto scaduto) ha coinvolto l'ospedale, il territorio, gli ordini professionali, le associazioni di cittadini e pazienti, i cittadini e la stampa locale; prevede una serie di iniziative per:

  • incrementare la prescrizione di farmaci equivalenti in un’ottica di continuità di prescrizione tra territorio e ospedale. Il consumo di farmaci equivalenti nella provincia di Bergamo nel 2006 era intorno al 28% sul totale - a fronte di una media nazionale che si attesta intorno al 13%. L’obiettivo del progetto è raggiungere un consumo di farmaci equivalenti intorno al 37%;
  • promuovere l’informazione indipendente sull’uso dei farmaci presso i Medici di Cure Primarie, gli Specialisti, i Farmacisti;
  • coinvolgere su questi obiettivi i cittadini e le loro rappresentanze con una corretta informazione sull’uso del farmaco.

Nell’ambito del progetto nello scorso mese di maggio è stata realizzata una indagine su un campione rappresentativo di popolazione mirata a raccogliere dati su conoscenze, opinioni e attitudini verso i farmaci equivalenti (scarica il pdf della presentazione dei dati della ricerca, scarica il riassunto dei risultati). 

La settimana prenderà avvio sabato 17 Novembre con un convegno aperto alla popolazione e a tutti di attori del progetto (scarica il pdf del programma) e proseguirà con:

  • la distribuzione dell’opuscolo “Farmaci Equivalenti. Efficaci. Sicuri” (scarica il pdf dell'opuscolo) o di altro materiale informativo (scarica il pdf dell'opuscolo di Assogenerici) presso tutte le farmacie della Provincia, la farmacia interna degli Ospedali Riuniti, gli studi dei medici di medicina generale e pediatri di famiglia, i distretti socio-sanitari, le sedi dell’ASL e dell’Azienda Ospedaliera e l’affissione di manifesti divulgativi (scarica i pdf dei manifesti divulgativi: manifesto 1, manifesto2);
  • l’allestimento, in collaborazione con l’Ordine dei Farmacisti, di una vetrina di ogni farmacia di Bergamo e provincia dedicata al tema dei farmaci equivalenti;
  • la pubblicazione di materiale informativo sui siti ASL, Ospedali Riuniti, associazioni cittadini, Mario Negri, PartecipaSalute;
  • la divulgazione del progetto, delle sue finalità, della ricerca sul territorio su stampa, tv, radio locali;
  • l’organizzazione di incontri sui temi dell’appropriatezza prescrittiva, prontuario unico, farmaci equivalenti, percorsi diagnostico terapeutici presso ogni Dipartimento dell’ospedale (scarica il calendario degli incontri)

Nel periodo successivo a questa serie di manifestazioni e fino al mese di maggio, in collaborazione con il Servizio Farmacoeconomia dell’ASL, le prescrizioni dei farmaci generici verranno monitorate sul territorio in modo da valutare l’impatto del progetto e la necessità di ulteriori iniziative informative e divulgative di supporto. A fine progetto i risultati ottenuti saranno divulgati sia agli operatori sanitari sia alla cittadinanza.

Comitato Promotore

Paola Mosconi, Alessandro Nobili, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
Laura Perego, Dipartimento Cure Primarie ASL, Bergamo
Gian Carlo Taddei, Dipartimento Farmacologia Clinica, A.O. Ospedali Riuniti, Bergamo

 

Gruppo di lavoro del progetto

Paola Mosconi, Alessandro Nobili, Cinzia Colombo, Luca Pasina Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Milano; Claudio Sileo, Direttore Sanitario ASL Bergamo; Laura Perego, Direttore del Dipartimento Cure Primarie e Continuità Assistenziale (DCPCA) ASL di Bergamo; Rossana Piccinelli, Responsabile del Servizio di Farmaeconomia Bergamo; Marco Salmoiraghi, Direttore Sanitario dell’ A.O. OO.RR Bergamo; Gian Carlo Taddei, Direttore Dipartimento Farmacologia Clinica A.O. OO.RR Bergamo; Marcello Sottocorno, Dipartimento Farmacologia Clinica A.O. OO.RR Bergamo; Luigi Donzelli, Medico di Medicina Generale ASL Bergamo; Ezio Finazzi, Pediatra di Famiglia ASL Bergamo; Ferdinando Bialetti, Ordine dei Farmacisti Bergamo; Umberto Dolci, FederConsumatori Bergamo

Per saperne di più

 Ultimo aggiornamento 15 novembre 2007

AllegatoDimensione
2-Programma BG 17 novembre.pdf175.25 KB
3-Opuscolo.pdf1.74 MB
4-Opuscolo AO riuniti BG.pdf183.24 KB
5-Manifesto.pdf409.77 KB
6-Manifesto AO Riuniti Bg.pdf1.36 MB
7-Incontri AO Riuniti Bg.pdf170.53 KB
07 Bergamo farmaci equivalenti.pdf1.7 MB
Generici_Risultati Indagine.pdf85.01 KB
Inserito da Sergio Cima il Gio, 15/11/2007 - 18:23

Uso di bioequivalenti: alcune difficoltà

Per l’attività di medico di famiglia che svolgo, con soddisfazione e da molti anni, utilizzo farmaci bioequivalenti, poiché considero il loro uso un’opportunità per la razionalizzazione della spesa farmaceutica che libera risorse per le terapie con farmaci nuovi ancora sotto brevetto e quindi più opportunità di cura.Condivido il progetto proposto e vi invio alcune preoccupazioni e alcune proposte riguardo l'impiego dei farmaci bioequivalenti. Nella mia regione l’Emilia Romagna i consumi degli equivalenti rappresentano un caso di eccellenza. Nel 2005 il dato medio regionale dei consumi di questi farmaci si è attestato al 33% rispetto al dato medio nazionale del 25,5% Per 2010 in Italia è previsto un uso dei bioequivalenti vicino al 75%. (sesto rapporto dell'OsMed,giugno 2006).Contemporaneamente cresce in Italia anche il consumo di tutti i farmaci; mediamente ogni italiano consuma annualmente una media 28 confezioni. Confrontando i dati del 2000 con quelli del 2005(sesto rapporto dell'OsMed,giugno 2006), si nota un incremento consistente (+ 39%), crescita che non accenna a diminuire in quanto nel primo trimestre del 2006 si è registrato un ulteriore incremento del 9,9 per cento. I farmaci più consumati in assoluto sono quelli per il sistema cardiovascolare. Questa tipologia rappresenta da sola quasi il cinquanta per cento del totale. Secondo uno studio europeo, coordinato da R. Bernabei, pubblicato su JAMA, il 26,5% degli anziani italiani assume farmaci in modo esagerato e spesso anche in modo inappropriato. I farmaci, infatti, sono responsabili di almeno il 40% dei ricoveri degli over 65. La patologia “iatrogena”, rappresenta un'autentica emergenza sanitaria in tutto il mondo avanzato.

 

I problemi dei medici di famiglia ed in particolare dei loro pazienti anziani riguardo l’uso dei bioequivalenti:

1. Con l’uso dei farmaci bioequivalenti è aumentata la possibilità di scambio dei principi attivi e di conseguenza l’errore di assunzione. Quando prescrivo al mio paziente, un farmaco equivalente, perché il “colore della scatola rimanga sempre lo stesso ( attualmente poi cambiano i colori, anche se il farmaco è commercializzato dalla stessa azienda, poiché quando si “fondono” due aziende farmaceutiche è la “più forte determina il colore della “linea” ) devo scrivere NON SOSTITUIBILE anche per il farmaco bioequivalente (quindi si perde il principio del minor prezzo) , altrimenti, la confezione, colore e forma della scatola cambiano ogni volta a seconda della disponibilità della farmacia e dell’aggiornamento del prezzo. Dopo qualche mese si ricorderà il mio paziente anziano a cosa serviva ? Bisogna considerare, infatti, che i “vecchi” farmaci sono conosciuti per nome , per colore delle compresse e della scatola perché usati da tanti anni, mentre per i bioequivalenti si deve attingere alla “memoria a breve termine”, la memoria appunto di cui sono più carenti gli anziani.

2. Le aziende farmaceutiche che commercializzano i farmaci bioequivalenti utilizzano tutte lo stesso colore di scatola per diversi principi attivi. (Secondo dati emersi dal Forum Nazionale di Medicina Interna, risulta che in Italia 20 anziani su 100 sono affetti da più malattie; 40 anziani su 100 assumono 5 diversi farmaci contemporaneamente e 12 anziani su 100 ne assumono addirittura 10). Succede quindi che la stessa scatola con lo stesso colore e con la stessa grafica contenga principi attivi molto diversi. Sulla pericolosità della cosa non credo sia necessario fare commenti.

3. Poiché gli errori più frequenti dei miei pazienti riguardano il dosaggio dei farmaci; la somministrazione di una dose superiore od inferiore rispetto a quella prescritta, o la somministrazione di una o più dosi supplementari che non sono state prescritte. [Ho imparato da tempo ad esempio a non scrivere mai il dosaggio in frazione di numero come ½ o ¼, poiché spesso è interpretato come una compressa due volte al giorno, oppure molto più pericoloso: un giorno una compressa e il successivo quattro compresse]. Per i bioequivalenti i problemi si moltiplicano in maniera esponenziale.

 

Alcune proposte per semplificare la vita ai medici e soprattutto ai pazienti anziani:

A. Le aziende farmaceutiche mettano a punto un sistema di packaging e naming che riduca la confusione e prevenga gli errori di assunzione. Esempio: icone per distinguere la funzione del farmaco, per il cuore, per il diabete ecc. oppure che la scatola sia sempre dello stesso colore per lo stesso principio attivo indipendentemente dall’azienda che produce o commercializza il farmaco, quindi ad esempio rossa per il cuore, gialla per il diabete, eccetera, almeno per le grandi classi; cardiovascolari, osteoarticolari,diabete, psicofarmaci ecc.

B. Le prescrizioni potrebbero essere scritte integralmente al computer con un sistema adesivo che possa essere incollato alla scatola. Si potrebbe studiare dei software ad hoc. Nella maggior parte dei casi l’errore riguarda la frequenza e il dosaggio dei farmaci: basterebbe controllare questi due fattori per prevenire quasi il 95% degli errori (Gandhi 2005).

C. Che nelle scatole vi sia uno spazio bianco destinato alla scrittura( solo un’azienda italiana prevede un talloncino per la scrittura, altrimenti con le comuni biro o con i pennarelli non è possibile scrivere ) per nominare di chi è il farmaco … farmaco di Tizio, farmaco di Caio, farmaco di Sempronio. Questo sarebbe molto utile ad esempio, quando pazienti anziani coetanei convivono senza parenti. Queste brevi proposte non pretendono di essere esaustive verso il “problema farmaco”,e non sono in grado di intervenire con competenza sulla discussione di questi giorni sull’articolo della Finanziaria,nonostante mi sia letta molti articoli, compreso l’iniziativa europea del 2005 dell'Association Mieux Prescrire, la Fédération Nationale de la Mutualité Française e l'Union Fédérale des Consommateurs. Il mio appello tenta di esprimere alcune problematiche e alcuni suggerimenti di chi come me , medico di famiglia, lavora ogni giorno con i farmaci e con il loro impiego .Non sarebbe male ad esempio aprire un forum dove i professionisti, i pazienti e i loro famigliari possano portare le loro esigenze quotidiane e le loro soluzioni. Ho sempre presente ad esempio che i migliori ausili per i diversamente abili, (soprattutto per migliorare la qualità della vita) sono stati inventati dagli stessi pazienti, o di chi ne aveva cura. Spero che queste poche osservazioni siano condivisibili e si possa proporle per migliorare la compliance dell’impiego dei bioequivalenti e dei farmaci in generale . In ogni caso ringrazio per avermi ascoltato. Un caro saluto. Galliera (Bologna) 28.11.2007 Roberta Francia Medico di Medicina Generale AUSL Bologna Spec. in Gerontologia e Geriatria