Disfunzione erettile: la psicoterapia di gruppo può aiutare a risolverla

Fonte:
Melnik T, Soares BGO, Nasselo AG. Psychosocial interventions for erectile dysfunction. Cochrane Database of Systematic Reviews 2007, Issue 3.

La psicoterapia di gruppo può aiutare gli uomini che soffrono di disfunzione erettile a superare il loro problema. Lo suggeriscono i risultati di una recente revisione sistematica Cochrane: combinata al trattamento con Sidenafil, la psicoterapia aumenta i benefici del farmaco; da sola la psicoterapia risulta più efficace del Sidenafil stesso.

La funzione sessuale normale dipende dal corretto coordinamento di fattori psicologici, endocrini, vascolari e neurologici. Le recenti ricerche hanno contribuito a dirigere l’attenzione sul ruolo dei fattori psicologici e ad evidenziarne l’importanza. I risultati ottenuti sembrano, infatti, suggerire che condizioni psicologiche come depressione, scarsa stima di sé, ansia e stress giochino un ruolo importante nel determinare la disfunzione erettile.

Un gruppo di ricercatori Cochrane ha considerato i dati di nove trial randomizzati e di due trial quasi randomizzati che, nel complesso, hanno coinvolto 398 uomini con disfunzione erettile. I pazienti, a seconda del gruppo di assegnazione, ricevevano: psicoterapia, terapia farmacologica, psicoterapia più medicazione o placebo. Altri 59 pazienti erano, invece, assegnati ad un gruppo di non trattamento.

«Abbiamo osservato che nel gruppo assegnato alla psicoterapia il 95% dei pazienti ricavava dei benefici dal trattamento. Nel gruppo di controllo, invece, non si osservavano cambiamenti durante il periodo di osservazione», dice il Professor Tamara Melnik, psichiatra dell’Universidade de São Paulo in Brasile.
«A questo punto, rimane da misurare esattamente quanto può essere efficace la terapia psicosociale. Per farlo, servono grandi trial randomizzati con lunghi periodi di follow up. I metodi di ricerca impiegati, inoltre, dovranno permettere di analizzare differenti categorie di uomini e diverse forme di terapia psicosociale», dice la Melnick.
«Uno dei problemi della terapia psicosociale è che non siamo ancora sufficientemente sicuri di quali siano i pazienti più propensi a beneficiare del trattamento. C’è, poi, da chiarire se l’efficacia dipenda o meno da fattori personali, psichiatrici, da altre comorbidità diagnostiche, o dalla lunghezza della terapia», dice la Melnick.

Inserito da redazione il Mer, 31/10/2007 - 18:31