Dissectmedicine: informazione sotto i bisturi

http://www.dissectmedicine.com
(in inglese)

In tempi di implementazione e razionalizzazione dei servizi al cittadino capita anche di sentire o leggere delle preoccupazioni di qualche medico responsabile che rimpianga le lunghe e loquaci ore di attesa nelle sale d’aspetto o nelle corsie d’ospedale, quale luogo di positiva promiscuità, di relazione e scambio tra le parti, di implicito controllo dal basso verso alto.

Questa preoccupazione farà sorridere più di qualche italiano; vale comunque la pena di considerare l’opportunità di strumenti come Dissectmedicine, che, dal giugno dello scorso anno, il gruppo editoriale Nature ha introdotto nella rete in collaborazione con l’agenzia di comunicazione e consulenza medico – scientifica Macmillan. Il sito – esplicitamente ispirato a Digg.com – si propone come strumento di collaborazione medica, ma la facilità dell’accesso permette a chiunque di consultare e introdurre qualsiasi tipo di materiale, dall’articolo della rivista specializzata alla pagina del blog più remoto.

L’inserzione richiede l’inserimento dell’URL di rimando, di un breve sommario e di una griglia di parole chiave, che ne regolano l’organizzazione in categorie e sottocategorie. Nessun controllo preventivo su utenti e contenuti, che soltanto il sistema di votazione interna può promuovere dalla lista di attesa alla homepage.

La registrazione è immediata e gratuita, intuitiva la gestione di tag e ranking, l’algoritmo di classificazione dei testi – che non viene specificato – tiene conto di cronologia e gradimento, ma l’attuale scarsa frequentazione consiglia di rimandarne la valutazione, in efficacia e attendibilità, all’impiego su numeri maggiormente significativi; al momento la top list finisce per sovrapporsi alla waiting list.

Il collegamento “cosa posso fare con questo articolo”, in calce a ogni sinossi, integra il sistema in una possibile simbiosi con Connotea link, una piattaforma di archiviazione personalizzabile e condivisibile di cui PartecipaSalute si è già occupato (Connotea, risorse per la ricerca in Rete), e Technorati , un potente strumento di valutazione autocoerente dei cosiddetti “tagged citizen media” che vaglia l’autorevolezza dei contributi attraverso il monitoraggio dei link a essi riferiti e che Time Magazine ha già definito la coffeehouse della rete. L’analisi logica del progetto complessivo chiarisce quindi il carattere del processo sociale cui ci si ispira e che si tenta di sostenere o surrogare: la fruizione libera di informazioni specialistiche e la loro valutazione e rielaborazione in un contesto di relazioni comunitarie dovrebbe favorire la diffusione mediata del sapere medico e accrescere la consapevolezza del singolo. Sarà questa la strada giusta?

Autori e fonti dei contenuti: indicati
Proprietà del sito: Nature Clinical Practice e Macmillan Medical Communications
Data di aggiornamento dei contenuti: indicata.
Accessibilità: nessuna indicazione; versioni in inglese, tedesco, spagnolo disponibili, giapponese a breve
Fonti di finanziamento: non indicate.
Pubblicità: non presente.
Conflitti d'interesse: dichiarati quelli eventuali.

Giordano Vecchi

Inserito da redazione il Mer, 31/10/2007 - 17:12