Quando la rassegnazione blocca la critica

Fonte:
BBCNews, Many stay ‘silent’ over poor care, 05/10/07

Pazienti infelici negli ospedali britannici, senza il coraggio di parlare della loro insoddisfazione, o senza la speranza che ci siano possibilità di miglioramento. Il quadro viene da un’indagine dell’associazione di consumatori Which? su un migliaio di pazienti britannici insoddisfatti del sistema sanitario nazionale riguardo la loro degenza.

In questo caso l’attenzione non era rivolta alle cure mediche in senso stretto, ma alla qualità dell’assistenza quotidiana dal punto di vista dell’alimentazione, della pulizia e dell’organizzazione delle cure. Aspetti dell’assistenza sui quali, al momento le possibilità dei britannici di manifestare la propria disapprovazione sembrerebbero limitate, visto che solo al 17 per cento dei pazienti verrebbe data la possibilità di esprimere un’opinione in merito.

Secondo l’indagine Which?, riportata dalla BBC all’inizio di ottobre, quasi la metà degli intervistati ha manifestato infelicità nei confronti di tali aspetti della cura. Ma la ricerca ha sottolineato anche come le lamentele rimangano generalmente confinate nel cuore del paziente, nonostante sull’altro versante, chi segue i malati veda in realtà di buon occhio ricevere segnalazioni in tal senso; non solo, due su tre sottolineano a loro volta di non ricevere informazioni dai pazienti.

Nonostante il disappunto tuttavia, meno della metà di chi aveva qualcosa da ridire ha manifestato apertamente il suo stato d’animo, in più di un terzo dei casi perché disilluso sulla possibilità di cambiare qualcosa. Questo senso di inutilità è presente anche nelle maggior parte di quelli che, nonostante tutto, hanno portato alla luce le critiche. Ancora sulle ragioni di chi è rimasto zitto, uno su quattro lo ha fatto perché non si aspettava nulla di diverso e uno su dieci perché temeva un possibile effetto negativo delle lamentere sulle cure ricevute. La visione di chi segue i malati è al contrario favorevole a ricevere critiche, secondo quanto affermato dalla quasi totalità (99 per cento) di un campione di 250 soggetti: per la maggior parte degli interpellati, contrariamente ai timori dei malati, sarebbero anzi foriere di miglioramenti.

Valeria Confalonieri

Inserito da redazione il Gio, 25/10/2007 - 17:08