Open source e web 2.0: una guida per gli utenti di Partecipasalute

Sono molte le definizioni attraverso le quali in questi anni la rete Internet è stata identificata; rete delle reti, strumento di comunicazione, nuova forma di media. Internet è però anche uno strumento di distribuzione/condivisione di file e software, caratteristica questa che ne ha contraddistinto gli esordi, quando era confinata al mondo accademico per condividere dati e programmi tra i ricercatori sparsi in tutto il mondo, e che si ritrova per molti aspetti nella recente evoluzione verso il web 2.0. Ma quali sono le tipologie di software che possono essere scaricate dalla rete? A quali limitazioni sono soggetti i contenuti reperiti dalla rete?

Tipologia di software scaricabile da Internet

Internet offre diverse tipologie di software. Tra le forme più note si distinguono il software libero, quello “freeware”, quello “shareware” e il software proprietario.
Il software libero viene distribuito con una licenza d’uso che permette a chiunque di utilizzarlo, studiarlo, modificarlo e ridistribuirlo, e per le sue caratteristiche si contrappone al software proprietario. Spesso è distribuito con la licenza open source GNU GPL (GNU General Public License) o con le licenze Creative Commons. Esempi di software liberi sono MySql (un noto sistema per la gestione di database) e il web server Apache.
Esistono poi i software freeware, cioè software distribuiti in modo gratuito, con o senza codice sorgente, ma che sono sottoposti esplicitamente ad una licenza che ne permette la redistribuzione gratuita. Il software, generalmente disponibile nel formato “eseguibile”, cioè utilizzabile direttamente sul proprio computer, non è modificabile ed è concesso in uso senza alcun corrispettivo economico. Inoltre è liberamente duplicabile e distribuibile. Esempi di software freeware sono Acrobat Reader (lo strumento per leggere i file pdf) o Thunderbird (il sistema di posta elettronica) e il browser Firefox.
Accanto a queste tipologie di software esiste poi il software shareware. Si tratta di software il cui uso è gratuito per un periodo di tempo di prova, terminato il quale è necessario acquistarlo. Generalmente questi software sono sottoposti a delle limitazioni rispetto alle corrispondenti versioni complete (per esempio può essere negata la possibilità di stampare o salvare i file), che vengono superate nel momento in cui l’utente, una volta acquistata la licenza d’uso, inserisce il codice seriale di attivazione. Questa modalità di uso del software è tipico di molti programmi a pagamento che possono essere scaricati attraverso Internet (questa è la via che molti distributori di software prediligono), ma anche di programmi di uso comune come WinZip.
Infine il software proprietario è un software che ha delle restrizioni sul suo utilizzo, sulla sua modifica, riproduzione o ridistribuzione, che sono imposti da un proprietario. La restrizione è ottenuta tramite mezzi tecnici (disponibilità del solo codice eseguibile non modificabile) e legali (licenze, copyright, brevetti). Appartengono a questa categoria tutti i programmi più noti come Microsoft Windows, Mac OS, UNIX® eccetea.

Copyright e copyleft

Generalmente i contenuti scaricati da Internet sono soggetti a un copyright: chi li ha prodotti (o pubblicati) detiene cioè i diritti per la loro distribuzione e/o commercializzazione. In altre parole nessuno (nemmeno chi ha pagato per accedere al sito che li ospita) può copiare (se non per uso personale), distribuire o riprodurre in qualunque altro formato i contenuti. Non solo i testi possono essere oggetto del copyright, ma anche immagini, stili di impaginazione e perfino “bottoni” per attivare le funzioni. Le norme sul diritto d’autore (in Italia regolate dalla Legge 633/1941- “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio” e dalla legge Legge 248/2000: “Nuove norme di tutela del diritto d'autore”) sono valide anche in assenza di una esplicita presenza sul sito di tale indicazione. Solo nel caso in cui sia dichiarato esplicitamente il contrario, è possibile riprodurre un documento per determinati scopi. Per riprendere in altra forma tali contenuti (in particolare quelli gratuiti), spesso è sufficiente contattare l’autore e chiedere il permesso di replicarli. A questa regola esistono tuttavia alcune eccezioni, come per esempio l’accesso a norme di legge prodotte da fonti ufficiali. Esempi di siti web che forniscono informazioni di questo genere sono quelli dei quotidiani, delle riviste scientifiche e dei portali (sia quelli a pagamento, sia quelli gratuiti).
Accanto al copyright si sta affermando in questi anni la politica del copyleft. Si tratta di un tipo di licenza libera per la quale, pur garantendo le libertà previste dalla definizione, vengono imposte delle restrizioni sul rilascio di opere derivate in modo tale che queste continuino a rimanere libere. In questo modo gli autori (che sono i veri proprietari dei diritti) invece di vietare, permettono di usare, copiare, modificare, ampliare, elaborare i contenuti da loro redatti. In questo contesto il copyleft è l’antitesi del copyright, perché priva l'autore dell'opera di alcuni suoi diritti e li cede all'utente. E’ una filosofia che riprende i concetti dell’open access (per quanto riguarda i contenuti) e dell’open source (per quanto riguarda il software), cioè di quelle pratiche in base alle quali le idee non hanno proprietario e devono essere libere di viaggiare affinché chiunque, con il proprio contributo, possa arricchirle, arricchendo in definitiva tutti noi. Le stesse idee che poi si ritrovano alla base di concetti innovativi come i blog, i wiki, i social network e il web 2.0. Gli sponsor di questa filosofia non mancano, a cominciare dalla Unione Europea che ha intenzione di investire molto nei prossimi anni nella pubblicazione “open access” al fine di distribuire l’informazione scientifica in modo più capillare e in tempi più rapidi (Watson R).

La distribuzione dei contenuti del portale Partecipasalute

Perseguendo la politica del copyleft, il portale Partecipasalute distribuisce i propri contenuti sotto una licenza Creative Commons. In sintesi (tabella 1), questa licenza consente di copiare, distribuire, visualizzare ed elaborare un’opera (anche protetta da copyright) e opere derivanti, per fini non commerciali, a condizione che ne venga dato credito all’autore nei modi da questi indicati. Ogni volta che si usa o si distribuisce un’opera coperta da questo tipo di licenza, devono essere rispettati i termini della licenza stessa, che deve essere comunicata con chiarezza.
Esistono molti altri portali che distribuiscono i propri contenuti sotto questa licenza. Per esempio molti utenti di Flickr, uno dei maggiori archivi internazionali di immagini condivise da milioni di utenti, hanno scelto di offrire il loro lavoro sotto una licenza Creative Commons.

L’ambiente di sviluppo di Partecipasalute: DRUPAL

Drupal è un gestore di contenuti (CMS) Open Source realizzato in PHP, che consente di realizzare una grande varietà di siti Web basati sulla logica contenuto/commenti. Le sue doti di robustezza, sicurezza e flessibilità ne stanno decretando la diffusione a livello mondiale.

BOX 1 | La licenza di PartecipaSalute



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Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Inserito da redazione il Gio, 25/10/2007 - 14:52