TEMOPORFIN - dolore oncologico

RUOLO INCERTO

Temoporfin è un farmaco antitumorale attivato da fasci luminosi specifici che agisce in modo analogo a Photofrin®, usato negli USA e fototossico per un intervallo di tempo maggiore. Complessivamente potrebbe diventare un’opzione terapeutica aggiuntiva per diminuire i sintomi del cancro a testa e collo, malattia grave e invalidante, ma non appare un trattamento innovativo.

Indicazioni

Indicato per il trattamento palliativo, cioè per alleviare sintomi e dolore, nei pazienti affetti da carcinoma di testa e collo a cellule squamose in fase avanzata, che non hanno risposto o non sono adatti alla chirurgia, radioterapia o chemioterapia sistemica.

Modalità d’impiego

Temoporfin va somministrato alla dose di 0,15 mg/kg di peso corporeo 96 ore prima dell’intervento fotodinamico che attiva il farmaco nell’organismo.

Il principio attivo

I tumori maligni di testa e collo possono colpire diverse porzioni del tratto digestivo e respiratorio superiore: lingua, ghiandole salivari, gengive, bocca, faringe. La terapia standard allo stadio iniziale prevede l’intervento chirurgico o la radioterapia, a seconda dei casi. Se il tumore è esteso si associa la chemioterapia.
Temoporfin, invece, è un esempio di terapia fotodinamica (PDT), che integra chemio e radioterapia: un farmaco selettivo per i tessuti malati viene attivato nel corpo del paziente attraverso fasci luminosi specifici. Temoporfin è una porfirina che, attivata dalla luce con lunghezza d’onda di 652 nm, esercita un’azione citotossica nelle cellule in cui si trova (tale da far morire la cellula) attraverso la formazione di radicali liberi.

Efficacia

Il beneficio clinico di temoporfin è stato testato solo in uno studio condotto su 147 pazienti con vari tipi di tumore testa-collo in fase avanzata. Il miglioramento di alcuni sintomi chiave (dolore, alimentazione, deglutizione, masticazione, deformazione facciale, difficoltà di linguaggio), è stato raggiunto da circa il 20 per cento dei trattati e si è mantenuto in media 40 giorni. Il secondo parametro preso in considerazione è stato la risposta obiettiva al tumore, intesa come diminuzione della massa cancerosa di almeno il 50 per cento in 4 settimane. Tale risposta si è avuta nel 25 per cento dei pazienti trattati dopo un ciclo di terapia e nel 27 per cento dopo il secondo ciclo, ma in nessuno dei trattati al 3° o 4° ciclo.

Effetti avversi

Gli eventi avversi più comuni sono stati: dolore al volto con necrosi alla bocca, emorragia, difficoltà a deglutire, tutti prevalentemente durante e dopo l’illuminazione. Molto frequenti anche le reazioni al sito di iniezione. Tutti i pazienti sono diventati temporaneamente fotosensibili e hanno dovuto evitare l’esposizione diretta al sole per un certo periodo: primo giorno al chiuso con lampadine non superiori a 60 W, prima settimana ambienti interni, seconda settimana esposizione a luce ombreggiata in ambienti esterni. Il 57 per cento dei casi di fotosensibilità si sono verificati nei primi 15 giorni dal trattamento, l’11 per cento nella settimana seguente e il 13 per cento durante la settimana successiva.

Costo

Al costo di ogni confezione di temoporfin, pari ad un ciclo di trattamento, va aggiunta la spesa per la radioterapia di attivazione del farmaco.

Dati aggiornati a ottobre 2006.

a cura della redazione di Dialogo sui farmaci

Ultimo aggiornamento 23/10/2007 

Inserito da redazione il Mar, 23/10/2007 - 14:57