Sciogliere i nodi della lettura

Baker DW et al. Arch Intern Med 2007; 167: 1503

Leggere con facilità indicazioni relative al proprio stato di salute o malattia: avere, o non avere, tale capacità con un foglio scritto davanti può fare la differenza e influenzare la mortalità. Uno studio statunitense, ospitato nelle pagine della rivista Archives of Internal Medicine, si è concentrato proprio sull’influenza che può avere la capacità del paziente di leggere bene indicazioni mediche rispetto al decorso di una malattia. Lo scopo, data la minore conoscenza di temi sanitari e la peggiore gestione di malattie croniche, utilizzo di servizi di prevenzione e stato di salute di chi non è a suo agio nella lettura medica, era valutare fino a che punto questo tipo di ostacolo fosse collegabile alla morte del paziente stesso.

Sono stati dunque considerati, nell’ambito di uno studio prospettico di coorte, 3.260 soggetti che avevano raggiunto o superato l’età di 65 anni, in quattro aree metropolitane degli Stati Uniti. I partecipanti allo studio sono stati intervistati nel 1997, in modo da raccogliere informazioni sulle loro caratteristiche e sulle condizioni di salute e malattia presenti, oltre che sottoposti a una valutazione delle loro capacità di lettura di informazioni mediche.
Passati sei anni, i ricercatori sono andati a calcolare il numero di morti per malattie cardiovascolari, cancro o altre cause, fra i partecipanti allo studio, suddivisi in tre gruppi in base alle loro capacità di lettura precedentemente valutate. La percentuale di decessi nel gruppo più brillante di fronte al testo scritto (2.094 soggetti) era intorno al 19 per cento, e saliva al 40 per cento in quello con maggiori difficoltà di lettura (800 soggetti, circa un quarto del campione totale). Escludendo l’influenza di altre caratteristiche dei pazienti, e considerando tutte le cause di malattia, i meno preparati nella lettura avevano una probabilità di morte del 50 per cento superiore rispetto a quelli con maggiore facilità. Guardando poi alle singole malattie, è stato visto che mentre con la morte per cancro non vi erano particolari associazioni, in caso di malattia cardiovascolare il rischio di morte aumentava con la minore capacità di lettura.

Valeria Confalonieri

Inserito da redazione il Gio, 04/10/2007 - 16:20