Il diabete in gestazione può essere dovuto a un consumo eccessivo di patate prima della gravidanza

Stai decidendo di avere un bambino? Modera la quantità di patate che mangi perché un consumo eccessivo può aumentare il rischio di diabete in gravidanza.


E’ questo il messaggio che si può ricavare da un recente studio sulle variabili che influenzano la comparsa di diabete in gestazione condotto tenendo sotto osservazione per 10 anni oltre 15.600 donne infermiere. A queste è stato chiesto di compilare un questionario circa l’età, il numero di gravidanze, la razza, la presenza di casi di diabete in famiglia, l’abitudine al fumo di sigaretta, l’attività fisica, il consumo totale di calorie e la qualità della dieta. Durante i 10 anni di osservazione ci sono state 21.600 gravidanze, di cui 854 caratterizzate da casi di diabete gestazionale. Considerando tutte le variabili, tra cui l’indice glicemico, l’indice di massa corporea, l’obesità prima della gravidanza, è emerso che il consumo eccessivo di patate - bollite, fritte, al forno – prima della gravidanza è associato a un aumento del rischio di diabete in gestazione. 
Stando ai risultati dello studio, il rischio aumenta passando dal consumo di meno di una porzione* a una porzione a settimana, per arrivare al 27% di rischio in più consumando da due a quattro porzioni a settimana, fino al 50 % in più consumandone cinque e oltre.  Sostituendo due porzioni di patate a settimana con verdure, legumi e cibi a base di farine integrali il rischio si abbassa.

 Il diabete gestazionale compare quando una donna in gravidanza ha un livello di glucosio nel sangue superiore rispetto alla norma. In genere scompare dopo il parto, ma se non viene controllato in modo corretto può causare la morte prematura del bambino, o aborto.  Il diabete gestazionale può inoltre causare danni futuri sia alla madre sia al bambino. Per esempio, madre e bambino possono avere un maggior rischio cardio-metabolico nel lungo termine, e il bambino può soffrire di bassi livelli di glucosio nel sangue e avere problemi respiratori nel corso della vita. “Questa condizione ha effetti potenzialmente dannosi per la donna e il nascituro” commentano gli autori “oltre che avere conseguenze rilevanti in termini di salute pubblica”.
Conoscere fattori di rischio associati al diabete gestazionale è quindi importante per ridurre il numero di donne che soffrono di questa condizione durante la gravidanza.


 “Questo studio mostra un’associazione tra il consumo di patate e il rischio di diabete in gravidanza, non è pensato e costruito per dimostrare una causa diretta” puntualizza Wei Bao, ricercatore e autore dello studio che lavora presso il National Institute of Child Health and Human Development statunitense. L’associazione potrebbe essere causata dall’alto indice glicemico delle patate, spiegano gli autori dello studio, che determina un picco di glucosio nel sangue quando vengono mangiate.


I risultati inoltre si pongono in linea con quelli di altri studi, che hanno mostrato un aumento di rischio di diabete di tipo secondo (il cosiddetto diabete dell’adulto, non insulino-dipendente) in persone che consumavano grandi quantità di patate, e un aumento di concentrazione di glucosio nel sangue e di resistenza all’insulina in persone ad alto rischio di diabete di tipo secondo.
 “Occorre ricordare però che, per poter provare un rapporto di causa-effetto sono necessari altri studi, controllati e randomizzati” chiarisce Bao. “Tuttavia, il suggerimento che deriva da questo studio” prosegue “solleva dei dubbi su quello che viene consigliato da importanti linee guida in ambito di alimentazione quali le Dietary Guidelines for Americans negli Stati Uniti e le linee guida del Regno Unito che ne incoraggiano il consumo”. Un suggerimento comune nonostante vengano considerate vegetali dalle linee guida statunitensi e cibi a base di amido da quelle del Regno Unito.


“E’ vero che le patate sono ricche di vitamina C, potassio e fibre, ma contengono anche una grande quantità di carboidrati semplici, che vengono velocemente scomposti e assorbiti nel sangue” proseguono gli autori. “L’indicazione è banale, ma sempre valida: va bene mangiare patate, ma con moderazione”. Un'indicazione utile in particolare alle donne in età riproduttiva.

*Una porzione:  mezza tazza di  patate al forno o bollite, una tazza di purè, 113 gr. di patate fritte.

Cinzia Colombo
IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Fonte:
Wei Bao, Deirdre K Tobias, Frank B Hu, Jorge E Chavarro, Cuilin Zhang. Pre-pregnancy potato consumption and risk of gestational diabetes mellitus: prospective cohort study. BMJ 2016; 352 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.h6898 (Published 12 January 2016).

Ultimo aggiornamento: 11/2/2016


Inserito da Anna Roberto il Gio, 11/02/2016 - 13:12