Occhio al titolo: la cura dell’emicrania passa dal cuore?

Il cuore di alcune persone presenta un forellino (detto forame ovale pervio) posto nella parete che separa atrio desto e sinistro: può essere causa di emicrania e chiuderlo per risolvere il disturbo. E’ questo in sintesi il contenuto di articolo pubblicato su Salute, supplemento del quotidiano La Repubblica, del 3 maggio 2007 (pp 18-19) che titola così:
«Emicrania colpa del cuore. Negli adulti può rimanere aperto il piccolo passaggio tra gli atri. La chiusura spesso elimina definitivamente le crisi dolorose».

Tuttavia l’interpretazione dei dati che sostengo l’ipotesi di una correlazione tra il forame ovale pervio e l’emicrania e l’efficacia dell’intervento di chiusura sono ancora controversi.

Il forame ovale pervio

Il forame ovale pervio (FOP) è una fessura nella parete che divide i due atri del cuore del feto; al momento della nascita i polmoni si espandono generando una maggiore pressione nell’atrio sinistro e quindi, grazie a una membrana, la chiusura del foro. Nei giorni successivi la membrana si salda completamente ma in alcuni individui è possibile che rimanga una piccola fenditura di 2-5 mm.

Il FOP vine classificata come alterazione cardiaca «lieve», è presente in circa un quarto degli adulti ed è inversamente proporzionale all’età: nei giovani presenta una incidenza del 34%, negli anziani del 20% (Hagen 1984). La presenza di forame ovale aperto si determina in maniera diretta con un ecografia transesofagea osservando il passaggio di sangue tra i due atri dopo aver iniettato in vena una soluzione di contrasto.
L’ipotesi di alcuni specialisti è che il sangue fluendo attraverso questo passaggio non raggiunge i polmoni per essere filtrato: microemboli o ormoni non rimossi con la respirazione potrebbero quindi essere la causa di emicrania con aurea. Per questa ragione viene avanzata l'ipotesi che la chiusura del FOP, con l’ausilio di sistemi transcatetere, possa essere in grado di determinare la scomparsa dei sintomi nevralgici o della loro attenuazione.

Si può affermare che «il forame ovale pervio sia responsabile dell’emicrania aurea»?

Per rispondere a questa domanda è bene considerare i dati clinici che supportano questa teoria.

  • Il FOP è molto diffuso nella popolazione (circa il 30 per cento delle persone). La presenza di passaggio tra i due atri del cuore sembra essere più elevata in persone sofferenti di emicrania con aurea (48-53%) rispetto a soggetti con emicrania senza aurea (23-25%) o prive di sintomi nevralgici (20-25%) (Anzola 1999, Domitrz 2004). Tuttavia ancora non è chiaro è quanti di questi forellini sono davvero causa di emicrania, che spesso ha origine da molti fattori (vedi il box). In mancanza di precisi criteri diagnostici è alto il rischio di attribuire l’emicrania a un forame innocuo e operarlo inutilmente nella speranza di risolvere il disturbo. Infatti si troverebbero molti FOP se tutti coloro che soffrono di emicrania con aura venissero sottoposti ad accertamento, ma non si potrebbero distinguere i FOP silenti da quelli implicati nell’insorgenza del mal di testa.

Si può affermare che la chirurgia elimina il disturbo?

Se non è chiara la correlazione tra forame ed emicrania ancora meno è l’efficacia dell’intervento chirurgico.

I dati clinici che supportano la correlazione tra la chiusura del FOP e la scomparsa di emicrania aurea derivano principalmente da studi retrospettivi basati sull’osservazione a lungo termine delle condizioni cliniche di un piccolo gruppo di soggetti con una medesimo malessere. Poiché i pazienti non sono selezionati in modo casuale i risultati devono essere analizzati con cautela.

Le conclusioni tratte dall’unico studio randomizzato, chiamato MIST I (Migraine Intervention with STARFlex® Thecnology) e sostenuto dall’azienda che produce il dispositivo di chiusura.
Tutti i soggetti, 147 persone tra i 18 e i 60 anni, presentavano un FOP di dimensioni significative, soffrivano di emicrania da almeno un anno e non rispondevano ad alcun trattamento farmacologo. Di tutti i partecipanti, divisi in due gruppi in modo casuale, solamente gli individui di un gruppo furono realmente operati. Tutti comunque sono stati sottoposti ad anestesia generale, hanno subito una identica incisione nella pelle e, nei tre mesi successivi il medesimo trattamento: somministrazione di farmaci anticoagulanti (aspirina e clopidogrel).
Gli eventi emicranici sono stati monitorati per sei mesi dopo l’intervento. I risultati, presentati durante il congresso «American Collage of Cardiology 2006» da Andrew Dowson (King’s Collage Hospital London), dimostrarono come la chiusura del FOP non induce in modo statisticamente significativo una scomparsa di emicrania. L’operazione sembra invece ridurre intensità e frequenza degli attacchi (un vantaggio di cui però ha goduto anche il gruppo placebo, pur se in misura minore).
Un nuovo studio, chiamato MIST II analizzerà numerosi fattori per un periodo più lungo.
In conclusione i dati in letteratura confermano una correlazione tra l’insorgenza di emicrania aurea e la presenza di forame ovale pervio ma questa premessa non sembra sufficiente per giustificare un intervento preventivo o curativo per questo tipo di disturbo.

L’emicrania e le sue cause

L’emicrania con aurea è così chiamata poiché alcuni sintomi, come macchie nere, lucine o formicolii, precedono la cefalea. Tutte queste sensazioni sarebbero espressione di un’alterazione del corretto funzionamento delle cellule del sistema nervoso oppure sarebbero una conseguenza di un inadeguato apporto di ossigeno a causa di un sistema circolatorio difettoso; in realtà i due eventi sono talmente interconnessi da rendere difficile la comprensione di quale sia la causa e quale la conseguenza.
I fattori che scatenano l’emicrania possono essere molteplici, a volte sono correlati al quadro clinico dell’individuo, come ad esempio improvvise variazioni ormonali (in corrispondenza del ciclo mestruale, della menopausa, o in seguito all’assunzione di contraccettivi orali 60% dei casi), ipertensione, concentrazioni elevate di zuccheri o di colesterolo nel sangue, alterazioni del complesso meccanismo che regola la coagulazione del sangue, stress emotivo o fisico. In altri casi i fattori scatenanti possono essere degli stimoli esterni quali il cibo (abitudini alimentari scorrette), fattori ambientali, rumori e profumi. La chiusura di un forame parzialmente aperto, quindi, non è automaticamente motivo di guarigione da emicrania.

 

Bibliografia

  • Schwerzmann M. Patent foramen ovale closure: a new therapy for migraine. Catheter Cardiovasc Interv 2007; 69: 277.
  • Azarbal B. Association of interatrial shunts and migraine headaches: impact of transcatheter closure. J Am Coll Cardiol 2005; 45: 489.
  • Giardini A. Transcatheter patent foramen ovale closure mitigates aura migraine headaches abolishing spontaneous right-to –left shunting Am Heart J 2006: 151: 922.
  • Hagen PT. Incidence and size of patent foramen ovale during the first 10 decades of life: an autopsy of 965 normal hearts. Mayo Clin Proc 1984; 59: 17.
  • Anzola GP. Potential source of cerebral embolism in migraine with aurea: a transcranial Doppler study. Neurology 1999; 53; 2213.
  • Domitrz I. The prevalence of patent foramen ovale in patients with migraine. Neurol Neurochir Pol 2004; 38: 89.
  • Schwerzmann M. Prevalence and size of directly detected patent foramen ovale in migraine with aura. Neurology. 2005; 65: 1415.

Monica Mosca

Ultimo aggiornamento 22/8/2007

Inserito da redazione il Mer, 22/08/2007 - 15:17