Screening mammografico di nuovo alla ribalta

Hanno ragione molte donne che, tramite i social media, hanno violentemente reagito alle recenti polemiche sullo screening mammografico. La modalità di presentare il problema, la superficialità del messaggio ed anche la sua violenza possono aver profondamente colpito chi crede di avere un debito di riconoscenza con la mammografia che “mi ha salvato la vita”.

E, infatti, il dibattito dovrebbe svolgersi in modo ben diverso, comparando dati e numeri (e non slogan), interrogandosi su benefici e rischi, confrontandosi con l’opinione delle donne.

Il dibattito sullo screening mammografico non è nuovo tra ricercatori e medici, decisori sanitari (http://www.healthdesk.it/medicina/mammografia_chi_ha_ragione_tra_grillo_e_lorenzin/1431333276), associazioni di rappresentanza di cittadini e pazienti ( http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/2065, http://amazzonefuriosa.blogspot.it/2014/09/devo-fare-la-mammografia.html), né nuovo è il tema dell’informazione da fornire alle donne attraverso opuscoli e articoli (http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1101).

Nel tempo, dalle fasi entusiastiche - mammografia sempre e comunque - si è passati alle fasi realistiche - guardiamo bene i dati. Così hanno fatto i ricercatori dello IARC (l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro con base a Lione) che hanno pubblicato un aggiornamento sullo screening mammografico valutando tutte le prove fornite dagli studi disponibili. Una tabella riassume tutti i dati raccolti e sottolinea che ci sono prove sufficienti che lo screening mammografico riduca la mortalità per tumore della mammella nelle fasce di età 50-69 anni e 70-74, ribadisce il problema della sovradiagnosi e conferma che sono inadeguate le prove sull’efficacia della autopalpazione nel ridurre la mortalità per tumore della mammella.

Nonostante l’ampio e vivace dibattito che si è negli anni sviluppato intorno a questo tema, su una cosa comunque oramai tutti concordano: il migliore decisore - fare o non fare la mammografia - è la donna stessa, opportunamente e correttamente informata. In allegato a titolo di esempio due diversi opuscoli di informazione per le donne (opuscolo Asl Milano e opuscolo Canton Ticino).

La Svizzera, che ha recentemente deciso di non iniziare nuovi programmi e di portare avanti gli esistenti (LINK http://unamsi.it/altola-allo-screening-mammografico-dallo-swiss-medical-...), ha da sempre contribuito al dibattito con una attenzione importante alla informazione della popolazione. Ed ecco, con tempestività svizzera!, il nuovo opuscolo messo a punto dal Centro Screening Mammografico del Canton Ticino: venti pagine ricche di dati, informazioni pratiche e suggerimenti da consultare attentamente per fare le proprie scelte. Non propaganda, ma informazione mirata, da leggere per fare buone scelte per la propria salute.

Gli opuscoli sono strumenti di “alfabetizzazione della salute” (health literacy, all’inglese), devono essere chiari, completi e comprensivi. Tutti ormai ne riconosciamo l’utilità e la necessità di redigerli nel modo più completo possibile, non sempre nella realtà queste semplici regole sono rispettate. Per questo qui di seguito vengono riportati una serie di aspetti fondamentali dell’informazione sugli screening mammografici alcuni già a suo tempo usati in alcuni articoli di confronto tra opuscoli o siti internet: ognuno può facilmente verificare la completezza dell’informazione in suo possesso.

• Rischio nella vita di sviluppare un tumore al seno

• Rischio nella vita di morire di tumore al seno

• Dati di sopravvivenza dopo diagnosi tumore al seno

• Riduzione della mortalità (rischio relativo e assoluto)

• Proporzione donne richiamate dopo screening

• Informazioni sui falsi positivi e falsi negativi

• Quantificazione dei benefici e dei rischi in valori assoluti

• Quantificati le biopsie di accertamento

• Rischio di sovradiagnosi (LINK http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/6435) e quindi di sovratrattamento

 

Paola Mosconi

IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Gianfranco Domenighetti

Università dellaSvizzera Italiana, Lugano

 

Per saperne di più

Lauby-Secretan B, Scoccianti C, Loomis D, Benbrahim-Tallaa L, Bouvard V, Bianchini F, Straif K, for the International Agency for Research on Cancer Handbook Working Group. Breast-Cancer Screening — Viewpoint of the IARC Working Group. The New England J of Medicine 2015 DOI: 10.1056/NEJMsr1504363 http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMsr1504363?query=featured_home

Ultimo aggiornamento: 4/6/2015

AllegatoDimensione
06 Screening_mammo ASLMI.pdf631.21 KB
06 Screening_mammo CanTicino.pdf778.07 KB
Inserito da Anna Roberto il Ven, 05/06/2015 - 07:18