L'omeopatia non è un trattamento efficace ... però

L'omeopatia non è un trattamento efficace per nessuna condizione di salute, così titola la rivista medica inglese British Medical Journal riportando i dati di una commissione australiana che ha rivisto 225 studi. La notizia è stata ripresa da parecchie testate italiane, qualche dubbio deve averlo suscitato.

Per questo stupisce che il sito volontariatosalute del Ministero della Salute (http://www.volontariatosalute.it/) strilli proprio in homepage la giornata dell’omeopatia, “…promossa da A.M.I.O.T - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, che per l’occasione mette a disposizione una rete di medici convenzionati disponibili ad effettuare un controllo gratuito ed approfondire le conoscenze sull’offerta di terapie fondate sulla medicina dei bassi dosaggi…”

Dove sono le prove? viene da chiedersi. Perché non discutere di efficacia e risultati, prima di lanciarsi nella promozione di questa giornata che su un sito così autorevole può essere letta come un avallo al suo uso?

La relazione della commissione australiana segue la relazione di una commissione di lavoro inglese che nel 2010 aveva riportato risultati critici, ci si augura quindi una “veloce” commissione italiana che potrebbe discutere questi risultati e presentarli ai nostri cittadini, questo sì con il sostegno del Ministero della Salute.

Di seguito è proposta la traduzione della nota del British Medical Journal.

Una esaustiva revisione condotta dall’Australian National Health and Medical Research Council ha riferito che l'omeopatia non è un trattamento efficace per nessuna condizione di salute. E ha avvertito che "le persone che scelgono l'omeopatia possono mettere la loro salute a rischio se rifiutano o ritardano l’assunzione di trattamenti per i quali esistono prove di efficacia".

Il Consiglio, massimo organo di ricerca medica del paese, ha condotto un’ approfondita valutazione di prove scientifiche per arrivare ad una presa di posizione sull'uso dell'omeopatia. Il rapporto ha incorporato la valutazione di più di 1800 documenti, tra cui le revisioni sistematiche, linee guida pubblicate, e le informazioni fornite dai gruppi di difesa omeopatica. L'analisi ha individuato un totale di 225 studi che hanno confrontato un gruppo di trattamento omeopatico con un gruppo di controllo, e stabilito i criteri per esaminarne l'efficacia nella pratica.

Per evitare pregiudizi, il Consiglio ha assunto un ricercatore indipendente per rivedere le prove disponibili, e sono stati usati metodi internazionalmente accettati per valutare la qualità e l'affidabilità degli studi. Warwick Anderson, l’amministratore delegato del Consiglio, ha detto che c’era anche consapevolezza della presenza di "posizioni molto ferme su questo argomento, quindi è importante notare che il processo è stato accuratamente consultivo e che il pubblico è stato invitato a presentare informazioni e prove, tutte considerate dal nostro comitato di lavoro di esperti".

Il comitato ha concluso che "la revisione non ha trovato studi di buona qualità e ben disegnati con quantità accettabile di partecipanti per sostenere l'idea che l'omeopatia funzioni meglio di un placebo, o porti a miglioramenti di salute uguali a quelli di un altro trattamento”. Anche se alcuni studi hanno segnalato che l'omeopatia è efficace, questi studi sono risultati di cattiva progettazione, con una metodologia scarsa, o con un numero insufficiente di partecipanti per trarre conclusioni.

La revisione ha raccomandato che l'omeopatia non deve essere usata per trattare condizioni di salute croniche, gravi, o che potrebbero diventare serie.

I risultati fanno eco alla relazione sull'omeopatia del Comitato Scienze e Tecnologie della Camera dei Comuni britannica nel 2010, che ha concluso che l'omeopatia non era migliore del placebo. Questa relazione ha esortato che "per mantenere la fiducia dei pazienti, le scelta e la sicurezza, il governo non dovrebbe avallare l'uso di trattamenti con placebo, tra cui l'omeopatia," nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Anderson ha consigliato che "le persone che stanno valutando se utilizzare l'omeopatia, dovrebbero prima ottenere il parere di un operatore sanitario registrato e nel frattempo continuare a prendere tutte le cure prescritte." Ha aggiunto: "Da questa revisione, la raccomandazione principale per gli australiani è che non dovrebbero fare affidamento sull’omeopatia come un sostituto di comprovati trattamenti efficaci."

Paola Mosconi
 IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

 

Per saperne di più

Pakpoor J. Homeopathy is not an effective treatment for any health condition, report concludes. BMJ 2015;350:h1478

https://www.nhmrc.gov.au/guidelines-publications/cam02

http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/03/11/omeopatia-nuove-prove-inefficacia/

http://www.corriere.it/salute/15_marzo_12/report-boccia-omeopatia-inefficace-ogni-malattia-78661e74-c8a3-11e4-9fa6-f0539e9b2e9a.shtml

 

Ultimo aggiornamento: 1/4/2015

Inserito da Anna Roberto il Mer, 01/04/2015 - 11:27