I chirurghi trascurano la ricostruzione

Fonte
Alderman AK et al. Cancer 2007; 109: 1715

Molti chirurghi trascurano di informare le donne con cancro del seno circa l'oppurtunità della chirurgia ricostruttiva.

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha condotto uno studio per valutare l’atteggiamento della chirurgia generale nei confronti della ricostruzione del seno, e quindi la tendenza a inviare le donne dal chirurgo plastico prima dell’intervento. A questo scopo, sono state chieste informazioni in proposito a circa 450 chirurghi con un totale di oltre 1.800 pazienti considerate a Detroit e Los Angeles cui era stata fatta diagnosi di cancro al seno nel 2002.

Gli autori del lavoro, pubblicato sulla rivista Cancer, hanno ottenuto risposte dall’80 per cento degli intervistati riguardo la percentuale di pazienti indirizzate al chirurgo plastico, suddividendoli così in tre gruppi, da una tendenza bassa a una alta: meno del 25 per cento, dal 25 al 75 per cento o più del 75 per cento delle pazienti inviate.

I risultati ottenuti hanno mostrato che solo un chirurgo su quattro circa (24 per cento) aveva mandato oltre il 75 per cento delle pazienti dal chirurgo plastico. Gli autori dello studio riportano questa tendenza alta all’invio come maggiormente presente fra i chirurghi donne (il 62 per cento delle quali rientrava in questo gruppo rispetto al 28 per cento dei colleghi di sesso maschile), nei chirurghi che riferivano un numero alto di casi e in quelli che svolgevano la professione in centri oncologici.
Infine, i chirurghi che, in base alle risposte date, rientravano nel gruppo con la minore inclinazione all’invio delle pazienti avvertivano maggiori ostacoli, quali il costo o l’accessibilità del chirurgo plastico, e un interesse minore da parte delle donne stesse nei confronti della ricostruzione.

Sulla base dei risultati ottenuti con lo studio, i ricercatori sottolineano l’importanza di una gestione complessiva nella cura e come la donna abbia bisogno di maggiori opportunità di discussione, confronto e informazioni rispetto alle possibilità di ricostruzione e alle decisioni che riguardano i trattamenti chirurgici nei suoi confronti.

Bibliografia

  • Bakalar N. Study finds smokers take more sick leave. Herald Tribune April 11, 2007

Valeria Confalonieri

Inserito da redazione il Gio, 07/06/2007 - 10:32

Quando sono stata operata

Quando sono stata operata di cracinoma della mammella, la sola cosa che mi interessava era salvarmi la vita ad ogni costo. Alla ricostruzione non pensavo neppure lontanamente, ma, dopo chemio e radio, quando finalmente tutto è finito...allora ho cominciato a guardarmi quel quadrante superiore esterno che mi mancava, quel seno diverso dall'altro...in fondo, mi dicevo, non si verdrà nulla, basterà un bel push up e tutto si risolverà. A distanza di quattro anni posso dire che, nonstante io abbia ben cinquant'anni, questa cicatrice mi pesa, questo seno deturpato non mi sta bene, vorrei farmi una ricostruzione. Per me stessa, per dimenticare tutto, per dire grazie a Dio ed ai medici se sono ancora qui, ma io voglio esserci con tutto il mio essere donna e non con un "pezzo" mancante.