La visita? Me la guardo a casa con calma

Fonte
Koh TH. BMJ 2007; 334: 7583

Videoregistrare i colloqui tra il medico e il paziente, per trasmettere informazioni cliniche anche a persone assenti alla conversazione con il medico curante, per cercare di ampliare lo scambio di informazioni oltre i limiti di tempo scanditi dalla visita specialistica. L’idea è nata nei primi anni 90 quando si cercarono nuove possibilità per aiutare i malati oncologici ad affrontare con serenità le future cure terapeutiche.

Funziona?

Pochi dati sono oggi disponibili per aiutare nel loro lavoro i medici che sono quotidianamente a contatto con i futuri o i neo-genitori; persone che possono trovare difficoltà a ricordare le informazioni a loro fornite perché spesso improvvisamente sopraffatte da forti emozioni.

Molteplici studi confermano che, indipendentemente dall’età del paziente, fornire la videoregistrazione delle visite specialistiche è un gesto gradito, più apprezzato dell’utilizzo di tradizionali lettere scritte o di filmati contenenti nozioni di carattere generale. Spesso i video sono visionati più volte e mostrati non solo al medico di base ma anche a parenti e amici. Lo scopo principale di aumentare lo scambio di informazioni sembra così raggiunto ma la sperata conseguente diminuzione di ansia nelle persone è spesso disattesa (Tattersmall MH 1994).

Alcuni ricercatori australiani hanno messo alla prova questo metodo di informazione e hanno messo a disposizione dei genitori di neonati ricoverati nei reparti di cura intensiva (NICU) le conversazioni tenute durante gli incontri con i neonatologi e valutare il risultato.

Anche in questo caso lo stratagemma di utilizzare i video ha permesso una maggiore capacità di comprensione e memorizzazione delle informazioni. Tuttavia non ha indotto un miglioramento dello stato psicofisico, il vero obiettivo della misura.

La visione di un filmato è sicuramente un mezzo gradito e utile per fornire informazioni ma il coinvolgimento diretto dei genitori durante il ricovero ospedaliero rimane una delle strategie più valide per diminuire lo stress, aumentare l’autostima, prevenire la depressione postpartum (Browne JV 2005).

Bibliografia

  • Tattersmall MH. The take home message: patients prefer consultation audiotapes to summary letters. J Clin Oncol 1994; 12; 1305.
  • Browne JV. Family-based intervention to enhance infant-parent relationships in the neonatal intensive care unit. J Pediatr Psychol 2005; 30: 667.
  • Cope CD. Providing letters and audiotapes to supplement diagnostic consultation: effect on later distress and recall Prenat Diagn 2003; 23: 1060.

Monica Mosca

Inserito da redazione il Mer, 30/05/2007 - 10:55