Immunoterapia per aborto spontaneo ricorrente: buona in teoria ma non in pratica

Porter TF et al. Immunotherapy for recurrent miscarriage. The Cochrane Database of systematic reviews 2006, Issue 2.

Nessuno dei regimi di immunoterapia per gli aborti spontanei ricorrenti mostra alcuna significativa differenza se confrontato con gruppi di controllo. Non c’è quindi alcuna prova che funzionino, come sostiene una revisione pubblicata sull’Issue 2 del 2006 della Cochrane Library.
Circa due coppie su cento sperimentano tre o più aborti spontanei durante i primi tre mesi di gravidanza. La maggior parte di questi eventi non trovano una spiegazione, ma alcuni medici e ricercatori hanno suggerito che il problema potrebbe essere dovuto al sistema immunitario delle donne.
Il sistema immunitario allontana gli oggetti estranei, come i batteri e i virus, dal corpo. Il feto potrebbe anche essere considerato un corpo estraneo e alcune ricerche in corso cercano di capire come questo (il feto stesso) possa sfuggire al rigetto. Ma una teoria suggerisce che le donne che sperimentano aborti spontanei ripetuti hanno un sistema immunitario che rigetta i loro stessi feti.
Per verificare questa teoria e per trovare una terapia i medici hanno cercato di utilizzare una varietà di farmaci che mirano a inibire il sistema immunitario delle donne. Gli autori della revisione, guidati da J Flint Porter del Dpt. Of Maternal-Fetal Medicine dell’LDS Hospital, Salt lake City (USA) hanno condotto una revisione sistematica di dati correntemente pubblicati per verificare se queste terapie immunologiche fossero efficaci. Hanno scoperto che nessuna delle terapie più comuni (immunizzazione con i leucociti paterni o con immunoglobuline endovena) migliora il tasso di vita alla nascita nelle donne che soffrono di aborto spontaneo inspiegabile e ricorrente.
Entrambe le terapie sono molto costose e presentano un rischio di potenziali gravi effetti collaterali e gli autori della revisione concludono che non si dovrebbero più offrire alle donne simili trattamenti.
«Si dovrebbero risparmiare alle donne il dolore e la sofferenza associati alle false aspettative che un trattamento non efficace può causare», afferma Porter.
Inoltre, questi ricercatori affermano che molti dei test immunologici di laboratorio che erano stati usati in precedenza per giustificare le immunoterapie non hanno valore predittivo per il successo della gravidanza. Questi test quindi dovrebbero essere abbandonati.

Le parole da capire

Immunoterapia
Somministrazione al soggetto allergico di dosi crescenti di allergene (pollini, acari, muffe...), fino a raggiungere una dose tale da ridurre i sintomi dovuti all’allergene causale.

Ultimo aggiornamento 24/5/2007

Inserito da redazione il Gio, 24/05/2007 - 09:50