Troppa vitamina E fa male

Fonti
Miller ER et al. Ann Int Med 2005; 142:37

Dopo i risultati discordanti sugli effetti antiossidanti della vitamina E indagati da diversi studi negli ultimi anni, arriva ora la notizia che eccessive dosi di vitamina E possono aumentare il rischio di morte. Un altro scossone alla convinzione che gli integratori e gli antiossidanti in particolare siano la risposta a malanni e invecchiamento, quasi un elisir di lunga vita.

L'abitudine di ricorrere a queste sostanze è molto comune negli Stati Uniti, dove la vitamina E è consumata ogni giorno dal 20% di adulti sopra i 55 anni, e si sta diffondendo anche in Italia. In favore degli effetti benefici degli antiossidanti non esiste però alcuna prova, anzi alcuni studi mostrano che alcune di queste sostanze assunte ogni giorno in grandi quantità possono essere dannose.

In particolare, da una meta analisi pubblicata di recente su Annals of internal medicine condotta su 19 studi clinici randomizzati che hanno coinvolto oltre 135.000 persone, è risultato che assumere dosi molto alte di vitamina E (più di 400 unità internazionali al giorno per almeno un mese) può aumentare il rischio di morte e va quindi sconsigliato.

"Abbiamo riscontrato" commenta Edgar Miller, co-autore dello studio e medico presso i Johns Hopkins Medical Institutions a Baltimora "che c'è una relazione tra quantità di vitamina E assunta come integrazione alla dieta e mortalità. Altre meta analisi, che non hanno però indagato gli effetti correlati alla dose di assunzione di questa vitamina, hanno concluso che la vitamina E non ha dato prove di essere né benefica né dannosa". In definitiva, facendo un bilancio tra i rischi a cui può esporre l'assunzione di vitamina E e i benefici, solo presunti, si può concludere che un consumo costante e in grandi quantità di questa sostanza sia da sconsigliare, almeno in assenza di carenze specifiche della persona.

L'aumento di rischio di morte legato al consumo eccessivo di vitamina E va però preso con alcune precauzioni: il tipo di persone su cui è stato indagato l'effetto della sovra assunzione sono adulti con malattie croniche, e non si sa quindi se il rischio possa riguardare anche persone sane; inoltre la validità del risultato è legata alla dose assunta di vitamina E, sul cui effetto a basse dosi non ci sono conoscenze certe.

Infine non tutti gli studi considerati indagano la vitamina E da sola, ma come parte di integratori composti anche da altre sostanze. "Nonostante le perplessità che possono nascere da queste limitazioni" spiega Robert Greenberg del Fred Hutchinson Cancer Research Center in un editoriale di commento "ritengo, come i ricercatori dello studio, che alte dosi di vitamina E siano ingiustificate, e che il nostro messaggio al pubblico debba essere chiaro: la vitamina E non aiuta, anzi può danneggiare, quindi risparmiate i vostri soldi".

Le vitamine
Sono prodotti organici che non vengono sintetizzate in maniera rilevante dall'organismo, e quindi è necessario introdurle attraverso l'alimentazione. Le vitamine non hanno potere calorico. In base alla loro solubilità (cioè alla capacità di una sostanza di sciogliersi in un'altra) si distinguono in liposolubili (A, D, E, K), e idrosolubili (gruppo B e vitamina C). Le principali fonti alimentari di vitamina E sono: l'olio di germe di grano, gli oli estratti da semi (arachidi, mais, girasole) e frutti (oliva, noci, palma), i frutti oleosi.

Cinzia Colombo
Istituto di ricerche farmacoogiche Mario Negri

Inserito da redazione il Mar, 09/11/2004 - 00:00