Vera o falsa influenza?

Fonte
Jefferson T. BMJ 2004; 329: 633.

Spesso quella che viene comunemente chiamata influenza è in realtà la sindrome influenzale. Che differenza c'è? L'influenza è causata da due tipi di virus: A e B. La sindrome influenzale è invece causata da una serie di agenti infettivi diversi, principalmente (ma non solo) di natura virale. Non sempre i virus che causano l'influenza sono gli stessi responsabili anche della sindrome influenzale. E questo è il motivo per cui, a volte, il vaccino antinfluenzale sembra non funzionare.

Influenza e sindrome influenzale sono clinicamente indistinguibili. Hanno cioè gli stessi sintomi: febbre, raffreddore, tosse, mal di gola. Questo rende difficile la diagnosi del medico. Alcuni indicatori utili possono essere la stagionalità delle epidemie e l'età delle persone che ne sono colpite. I virus dell'influenza, infatti, si diffondono soprattutto in autunno e in inverno e colpiscono soprattutto le persone molto giovani.

In genere, ogni anno, un terzo delle sindromi influenzali è causato da agenti infettivi sconosciuti. Un terzo da rhinovirus (i virus che causano il raffreddore). E un terzo da un insieme di agenti infettivi diversi, tra cui anche i virus A e B dell'influenza. Solo le sindromi influenzali causate dai virus A e B si possono prevenire con la vaccinazione. Il vaccino antinfluenzale agisce, infatti, in modo specifico contro i virus A e B.

Per questo, in molti casi, le persone si ammalano di "influenza" nonostante si siano vaccinate. Chi presenta i sintomi dell'influenza nonostante la vaccinazione soffre in realtà di sindrome influenzale, causata da agenti infettivi diversi da quelli dell'influenza. Dato che la percentuale di casi di sindrome influenzale causata dai virus A e B varia di anno in anno, anche l'efficacia del vaccino antinfluenzale varia.

Per valutare l'efficacia del vaccino si usano due parametri: l'efficacia (efficacy) e l'efficienza (effectiveness). La prima misura la capacità del vaccino di prevenire l'influenza. La seconda misura la sua capacità di prevenire le infezioni respiratorie acute e le sindromi influenzali. Maggiore è la diffusione dei virus A e B dell'influenza, minore è la differenza tra efficacia ed efficienza del vaccino antinfluenzale.

La composizione del vaccino antinfluenzale è stabilita ogni anno dall'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla base di studi di sorveglianza sulle caratteristiche dei virus influenzali delle ultime stagioni.

I virus influenzali sono, infatti, antigenicamente labili. Cambiano cioè frequentemente e possono dare origine a nuovi sottotipi con caratteristiche antigeniche diverse. In media, l'efficacia dei vaccini antinfluenzali è pari al 70%. L'efficienza al 39%. Entrambe valutate negli adulti sani. Efficacia ed efficienza del vaccino aumentano (e convergono) se aumenta la diffusione dei virus A e B.

Per approfondire
Linee guida sulla gestione della sindrome influenzale del PNLG (Piano nazionale per le linee guida)

Simona Bertoglio

Inserito da redazione il Ven, 22/10/2004 - 23:00