Quale ospedale per la protesi d'anca: un’inchiesta di Altroconsumo

L’impianto di una protesi all’anca è tra gli interventi più frequenti in Italia (circa 70.000 operazioni all’anno). Qui sotto una scheda per capire quando è indicata la sostituzione dell'articolazione dell'anca.

A quale ospedale rivolgersi per sostituire questa importante articolazione quando è danneggiata da un incidente o da una artrosi? Come districarsi tra chirurgia «tradizionale», «minivasiva», visite di follow up, riabilitazione?

La rivista Salutest, supplementare bimestrale di Altroconsumo, associazione di consumatori, ha analizzato come alcuni ospedali italiani seguono i pazienti sottoposti questo intervento.

Quando si deve valutare un ospedale non è facile comprendere chiaramente le sue potenzialità di servizio e l’inchiesta ha valutato numerose variabili che PartecipaSalute ha raccolto in quattro capitoli principali:

  • l’esercizio prettamente clinico (l’intervento operatorio, la gestione post-operatoria)
  • l’investimento di risorse per il controllo e il miglioramento della qualità del servizio (standardizzazione delle procedure, raccolta e analisi dei dati);
  • il benessere dell’assistito, ovvero lo studio e l’applicazione di tutti gli accorgimenti necessari per supportare al meglio il paziente (razionalizzazione delle strutture;
  • l’attenzione alla comunicazione con il malato.

La ricerca è stata condotta in 17 ospedali, che per comodità del lettori sono stati raggruppati per area geografica.

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A fine pagine i lettori possono trovare i recapiti utili degli ospedali.

Non è stato possibile inserire nell'inchiesta i dati di alcuni ospedali, il Careggi di Firenze, il San Martino di Genova, l'Ospedale Martino di Cagliari: contattati da Altroconsumo non hanno risposto. Se nulla si può dire sulla qualità clinica delle cure offerte da questi istituti, si può però rilevare una scarsa propensione alla trasparenza.

VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA’ CLINICA

L’indagine considera tra gli ospedali ubicati in diverse aree geografiche quelli maggiormente segnalati dai medici generici come centri di riferimento per problemi ortopedici.

Tutti i centri coinvolti nell’inchiesta superano ampiamente la soglia del numero minimo di interventi effettuati all’anno per ritenersi sufficientemente preparati (dati di letteratura indicano che per l’intervento all’anca il numero minimo è 25). Non tutti gli ospedali hanno una uguale organizzazione così gli interventi «d’urgenza» possono essere sostenuti nell'apposito reparto di traumatologia oppure nel reparto di ortopedia, togliendo in questo modo risorse alle attività già programmate.

Nella tabella riassuntiva 1 sono riportati il numero di interventi complessivi, a parte è evidenziata la percentuale degli interventi di «revisione», necessari per apportare correzioni personalizzate in una fase successiva all'intervento; queste operazioni sono più difficili da un punto di vista tecnico e onerose per l’utilizzo dei materiali, quindi significativi indicatori della competenza del centro.

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Anche l'analisi della gestione del decorso clinico post-operatorio è un aspetto importante per comprendere quanto la struttura ospedaliera sia in grado di sostenere il malato nella sua completezza. Tutti gli interventi chirurgici, compresi gli interventi mini-invasivi, inducono una successiva comparsa del dolore. Forse perché impalpabile, forse perché ritenuto per lungo tempo erroneamente inevitabile, non sempre il dolore è rilevato con tempi e metodi standardizzati e notevolmente diversa è la preparazione del personale nel suo controllo.

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Un terzo elemento clinico considerato è la conduzione della fase di riabilitazione post-operatoria.
Parte di questa fase è svolta in ospedale:

  • giorni di degenza;
  • assistenza (ore di visita, assistenza oltre orari, brandina o la poltrona);
  • visite mediche (visite domenicali in reparto, orario per colloqui, telefono del medico alle dimissioni).

Inoltre l’intervento di innesto di protesi all’anca richiede una riabilitazione di diversa durata e complessità; per questo motivo tutti i centri hanno a disposizione dei fisioterapisti per la riabilitazione precoce ma, in un secondo momento, due diverse strategie sono maggiormente adottate:

  • alcuni centri ospedalieri stipulano accordi con strutture riabilitative (ST);
  • altri delegano la gestione al medico di base con una lettera (LT).

Le due strategie indicano inevitabilmente una diversa attenzione alla cura del paziente. Per questo motivo è utile comparare tra le diverse strutture non solo la lunghezza dei giorni di degenza ma anche le diverse modalità di gestione della fisioterapia riabilitativa.
Per ultimo, poiché la protesi è uno strumento meccanico con cui il paziente deve convivere, è importante notare che tutti i centri pianificano un paio di visite di controllo nei primi due anni, pochi un monitoraggio per un tempo più lungo al fine di monitorare il buon funzionamento e l'insorgere di possibili complicazioni (follow up).
L’attenzione al paziente nel decorso post-operatorio invece è riscontrabile osservando l’organizzazione tempistica delle visite mediche durante l’intera settimana e l’accompagnamento al momento delle dimissioni dall’ospedale.

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LA SICUREZZA

La riuscita di una assistenza clinica altamente professionale deve essere accompagnata da un adeguato investimento nella compilazione accurata dei «registri», documenti contenenti tutte le informazioni riguardo all'intervento e il suo esito, comprese le eventuali complicanze e correzioni. Purtroppo non tutti i centri annotano con uguale precisione gli eventi e non esiste un formato del documento nazionale ma diversi formati regionali rendendo più difficile la possibilità di effettuare un confronto retrospettivo anche tra le diverse strutture.
Importante è anche l’attenzione nella validazione e attuazione di programmi di sicurezza. Con questo termine non s’intende soltanto una attenzione nell’evitare le classiche complicanze cliniche (rischi di infezioni, trombosi venose, formazione di piaghe da decubito), ma anche il monitoraggio dell’attuazione di tutte le procedure di sicurezza al fine di evitare possibili errori (dosaggi errati di farmaci, inclusione nelle ferite di garze o strumenti operatori, operazioni sull’arto o sul sito sbagliato).

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L’ATTENZIONE AL BENESSERE DEL PAZIENTE

L’attenzione che la struttura pone al paziente in quanto individuo è riconoscibile analizzando gli aspetti immediatamente più evidenti quali:

  • i posti letto
  • la qualità delle infrastrutture fornite;
  • l’organizzazione degli spazi dedicati al malato.

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L’INFORMAZIONE

L’attenzione all’empowerment del malato, cioè far in modo che possa decidere consapevolemnte della sua salute, è sempre più un elemento qualificante di una struttura ospedaliera.
In molte strutture lo sforzo di rendere più facile la comunicazione ha portato alla diffusione di opuscoli informativi o box di raccolta dei moduli per reclami o denunce.
Ma soprattutto durante la fase pre-operatoria la struttura ospedaliera deve porre particolare attenzione a una corretta comprensione da parte del paziente del documento noto come «consenso informato». Affinché la compilazione di questo documento sia un momento d’informazione occorre che il modulo sia comprensibile, facile da leggere per scelta dei caratteri e impaginazione, utilizzi una terminologia comune evitando il gergo medico; inoltre deve fornire tutte le informazioni importanti relative alla malattia, alla tipologia di intervento, alle possibili complicanze. Il modulo, quindi, non deve tutelare la struttura ma il paziente e per questo deve essere consegnato in tempi adeguati (minimo 24 ore) per permettere non solo la sua compilazione ma anche una sua completa comprensione lasciando tempo a ulteriori spiegazioni.

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La lista indispensabile

  • L’ospedale esegue almeno 25 interventi all’anno? Il chirurgo almeno 12?
  • E’ possibile avere in anticipo il materiale informativo?
  • Viene posta attenzione al controllo del dolore postoperatorio?
  • Il medico è rintracciabile anche dopo l'intervento?
  • E’ previsto un programma di riabilitazione?
  • E’ possibile avere facilmente la propria cartella clinica?
  • E’ previsto un programma di controlli successivi all’intervento?


L'ELABORAZIONE DATI DI PARTECIPASALUTE

PartecipaSalute per semplificare il paragone tra i vari ospedali ha sommato i punteggi dati da Altroconsumo e li ha elaborati in 4 grafici a ragnatela in cui sono stati rappresentati i quattro settori di valutazione (clinica, sicurezza, comfort, informazione).
Questo il criterio seguito: ai i giudizi non valutabile, ottimo, buono, medio, mediocre, pessimo è stato assegnato un valore numerico da 0 a 5. Per ogni settore è stata fatta una media, calcolando nel punteggio questi campi:

  • clinica: controllo del dolore, assistenza, visite mediche;
  • sicurezza;
  • comfort: posti letto, camere, spazi ricreativi, servizi commerciali;
  • informazione: materiale informativo, consenso informato.

Interpretazione dei grafici:

  • una ragnatela più esterna significa un maggior punteggio;
  • una bolla più grande significa più operazioni eseguite.

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Gli ospedali valutati

nord1

nord2

centro

sud

Sergio Cima, Monica Mosca

Inserito da redazione il Ven, 06/04/2007 - 23:00