Informarsi e chiedere per esser consapevoli delle proprie scelte

Oggi leggevo le news di PartecipaSalute e mi è venuta voglia di raccontare le mie recenti vicissitudini, come esempio per il concetto "fare di più non significa fare meglio".

 

A fine aprile faccio una mammografia di routine.

Il radiologo nota segni evidenti di calcificazioni ma da controllare a sei mesi.

Il mio medico mi manda dalla radiologa-capo che fa un ingrandimento e diagnostica carcinoma duttale in situ con necessaria mastectomia, giustificando il silenzio del radiologo che non mi ha detto niente "per non impressionarmi" (!?!).

Prima però è meglio una biopsia con mammotome (un agobiopsia) esame oltremodo stressante, 50 minuti a pancia in sotto.

Dopo 20 giorni referto negativo, la radiologa non se ne capacita pensa sia dovuto a suo errore nei prelievi, fa una mammografia di controllo, rimane perplessa, dice risentiamoci.

A questo punto cedo alle insistenze di amici romani che mi portano da un rinomato affidabilissimo radiologo, che diagnostica carcinoma duttale in situ. Sollecita di trovare un chirurgo ma prima propone una seconda biopsia stereotassica. Lui non ha dubbi.

Contatto il chirurgo ma il giorno della visita arriva la telefonata affranta del radiologo, il referto è negativo: raccomanda un prelievo istologico in day hospital.

Incomincio a stancarmi.

Per fortuna il chirurgo, che è davvero persona seria, invece di fissarmi l'intervento per il prelievo, vuole parlarmi.

Torno a Roma, si legge tutta la documentazione e finalmente decidiamo di attenerci al referto che chiaramente parla di microcalcificazioni, sospende ogni idea di intervento, non parla di mastectomia ma eventualmente di asportazione della piccola zona delle calcificazioni se a ottobre, a un esame di confronto, saranno evidenti.

Son passati diversi mesi, due biopsie, circa 17 proiezioni mammografiche e stress.

Credo che il chirurgo meriti un elogio e io ritorno ad appassionarmi al progetto fare meno è meglio che seguirò online quanto è possibile.

 

Come suggerito nel video di Slow Medicine-Fare di più non significa fare meglio https://www.youtube.com/watch?v=wYg64RQi8VI, ricordiamoci sempre di porre cinque semplici domande:

1. Cosa succede se non faccio questo esame?

2. Ci sono alternative più semplici e sicure?

3. Ho veramente bisogno di questo esame/trattamento?

4. Quali sono i rischi

5. Che spese devo affrontare?

 

ALM

Ultimo aggiornamento: 03/10/2014

Inserito da Anna Roberto il Ven, 03/10/2014 - 10:09