AIDS? E cos'è?

Sono quasi 40 milioni le persone che vivono con virus da immunodeficienza acquisita (HIV); oltre 4 milioni nuove infezioni si sono verificate nel 2006, di queste il 65 per cento nell’Africa subsahariana. Nello stesso anno quasi 3 milioni di persone sono morte nel mondo per malattie legate all’AIDS e il numero di nuove infezioni non diminuisce per la maggior parte dei paesi, compresi quelli dell’Europa occidentale (UNAIDS/WHO 2006).
Nonostante la diffusione crescente del virus e le campagne di informazione condotte in diversi paesi del mondo, molti cittadini europei hanno ancora comportamenti sessuali a rischio e non conoscono quali azioni non espongono al rischio di trasmissione del virus, stando ai dati di un sondaggio della Commissione europea pubblicato nel rapporto «AIDS prevention» (European Commission).
Il sondaggio è stato condotto nel 2005 su 25.000 cittadini dei 25 paesi europei, intervistati in merito alle loro conoscenze sui modi di trasmissione dell’HIV e ai loro comportamenti sessuali.

Un bacio sulla bocca non basta

Riguardo alle modalità di diffusione e ai metodi di prevenzione dell’HIV, anche se molti cittadini europei sono consapevoli del fatto che sia trasmissibile avendo rapporti sessuali non protetti con persone sieropositive o attraverso scambio di sangue, oppure usando aghi infetti, ancora troppo poco si sa su come il virus non si trasmette.
Dal rapporto risulta che ancora molti cittadini europei (più della metà delle persone intervistate) pensano che il virus possa trasmettersi baciando sulla bocca una persona sieropositiva o affetta dalla malattia, oppure bevendo dallo stesso bicchiere o mangiando cibo cucinato da persone sieropositive. Non manca chi ritiene, erroneamente, che maneggiare oggetti toccati da persone sieropositive o una semplice stretta di mano siano possibile fonti di trasmissione. O ancora che sia un comportamento a rischio sedersi sulla toilette appena utilizzata da una persona sieropositiva o malata.
Anche in Italia le conoscenze sui comportamenti non a rischio di trasmissione sono limitate e sembrano oltretutto peggiorate rispetto al passato. Confrontando il sondaggio condotto nel 2005 con un’indagine portata a termine dalla Commissione europea due anni prima su un campione analogo di cittadini europei, mentre per paesi come Francia, Germania e Belgio la percentuale di risposte corrette è cresciuta, paesi come Italia, Spagna e Regno Unito sono peggiorati, con un aumento di risposte sbagliate che va dal 6 per cento del Regno Unito all’11 per cento dell’Italia. Emerge comunque il divario tra i 15 vecchi paesi dell’Unione europea e i 10 entrati più recentemente, in cui le risposte corrette sono meno frequenti (European Commission 2006).
Sembra ancora molto lontano l’obiettivo di sviluppo che si sono poste le Nazioni unite (Millennium Development Goals) di invertire l’andamento della diffusione dell’HIV nel mondo entro il 2015. Come si legge nel rapporto della Commissione europea: «uno dei modi per promuovere la prevenzione è aumentare la consapevolezza e le conoscenze delle persone».

Comportamenti sessuali ancora a rischio

Nonostante i cittadini europei conoscano i comportamenti sessuali che sono a rischio di trasmissione del virus, solo la metà delle persone intervistate ha dichiarato di aver iniziato a utilizzare precauzioni durante i rapporti sessuali. «Sono molto preoccupato di questo abbassamento di attenzione sulla prevenzione», commenta Markos Kyprianou, commissario dell’Unione europea responsabile della salute. «Dobbiamo promuovere l’educazione su come si trasmette il virus e su come si può prevenire, incentivare l’uso di aghi e siringhe sterili e, soprattutto, promuovere l’utilizzo di preservativi durante i rapporti sessuali» (Watson 2006).

Bibliografia

Cinzia Colombo
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Inserito da redazione il Mer, 28/02/2007 - 10:06