Regali ai medici nel mirino dei consumatori USA

Fonti
Saul S. Gift to doctors criticized. Herlad Tribune 12 febbraio 2007
Charatan F. BMJ 2007, 334. 64

Pranzi gratis di nuovo sotto accusa negli Stati Uniti. Questa volta a criticare l'uso delle case farmaceutiche di offrire cene, ma anche regali costosi e gadget di ogni tipo, a medici e operatori sanitari è un'associazione di consumatori di Boston, la Community Catalyst, appoggiata dall'Institute on Medicine as a Profession, un gruppo di ricerca della Columbia University.

Già l'anno scorso il gruppo di esperti aveva condannanto, con un articolo pubblicato sul Journal of the American Association, le pressioni esercitate dalle aziende e i conflitti di interesse nei quali i medici si vengono a trovare. L'organizzazione dei consumatori lancerà ora una campagna nazionale chiamata Prescription Project per chiedere restrizioni sui legami tra dottori e industria ed esortare i medici a basare le proprie prescrizioni più sulle prove scientifiche e meno sul marketing. Non si deve dimenticare, infatti, che ogni anno ammonta a 12 milioni di dollari il budget destinato alla promozione dei farmaci tra i professionisti, di cui la maggior parte viene spesa per inviare campioni gratuiti direttamente negli studi medici, accompagnati spesso da cene per tutto lo staff.
E nel mirino dei consumatori sono finiti, infatti, anche i campioni gratuti dei medicinali di marca, regalati dagli informatori farmaceutici affinché i medici li distribuiscano tra i pazienti. Il motivo? Fare in modo che continuino a curarsi con fiale e compresse griffate e più costose, anziché passare ai più convenienti generici.

Il segnale che i tempi stanno cambiando, tuttavia, arriva anche dalla decisione annunciata lo scorso mese dalla International Federation of Pharmaceutical Manufactures and Association (IFPMA), che ha adottato un nuovo codice etico di comportamento, nel quale è vietato espressamente di offire regali o denaro ai dottori, perché potrebbe influenzare le loro decisioni in fatto di prescrizioni. E il direttore generale dell'IFPMA, commenta sulle pagine del British Medical Journal: «Il legame tra case farmaceutiche e medici è molto diffuso e non ha aiutato la reputazione dell'industria».

Le nuove norme, tuttavia, permettono i doni legati alla professione, come stetoscopi o dizionari medici, e per quanto riguarda gli eventi, raccomandano che non siano proposti in luoghi non appropriati alle circostanze o per più giorni di quanto necessario. Però secondo Arthur Caplan, professore di bioetica dell'University of Pennsylvania, «non c'è ragione di offrire nulla, se non per puro marketing». Un passo avanti, dunque, ma non troppo. Dell'associazione, inoltre, non fanno parte le case più grandi, che continuano con la politica di sempre.

Simona Calmi

Inserito da redazione il Lun, 26/02/2007 - 12:15