Revisione Cochrane sui danni del sole sulla pelle

Interventi per danneggiamento cutaneo causato dal sole

Detto in parole semplici
I maggiori miglioramenti si sono avuti con concentrazioni di tretinoina più elevate, ma a costo di una maggiore irritazione locale. E’ stato rilevato che anche le creme a base di tazarotene e isotretinoina sono efficaci, ma ancora una volta a costo di irritazione di cutanea. Sono necessarie prove più numerose prima di poter fare raccomandazioni sull’uso di polisaccaridi orali o topici o di idrossiacidi. Non è chiaro quanto sia utile il ricorso al peeling chirurgico, laser o chimico, in assenza di idonei gruppi di controllo ed entrambe le tecniche, dopo la loro applicazione, determinano dolore e arrossamento.

Riassunto completo della revisione

La crema alla tretinoina migliora le alterazioni della pelle (rughe sottili e grossolane, ruvidezza, lentiggini e pigmentazione) successive a una prolungata esposizione al sole (fotodanneggiamento).
Il termine «fotodanneggiamento» descrive alterazioni della cute come rughe sottili e grossolane, ruvidezza, lentiggini e variazioni della pigmentazione che compaiono in seguito a una prolungata esposizione al sole. Per recuperare il danno, sono disponibili numerosi trattamenti, benché non sia chiaro quali funzionino e a quale costo in termini di effetti collaterali.
Obiettivi. L’obiettivo era di valutare gli effetti dei trattamenti locali, di quelli in compresse e delle procedure laser e chirurgiche sui dani alla pelle causati dal sole cutaneo.
Criteri di selezione. Sono stati selezionati studi controllati e randomizzati di confronto tra interventi farmacologici e chirurgici e nessun trattamento, placebo o altro farmaco, in soggetti adulti affetti da fotodanneggiamento lieve, moderato o grave a carico del viso o degli avambracci.
Raccolta dei dati. Due revisori hanno estratto i dati in maniera indipendente e hanno valutato la qualità degli studi.
Risultati principali. Sono stati inclusi 30 studi di qualità statistica variabile. Otto studi hanno mostrato che l’uso topico di crema alla tretinoina, allo 0,02% o in concentrazione più elevata, dà risultati migliori rispetto al placebo nei partecipanti affetti da fotodanneggiamento del viso e degli avambracci da lieve a grave (sebbene nella maggior parte degli studi si siano registrati abbandoni al follow up relativamente numerosi). Per esempio, il rischio relativo di miglioramento della tretinoina in crema allo 0,05% rispetto al placebo (3 studi), a 24 settimane, è risultato paria 1,73. Questo effetto non è stato osservato per quanto concerne l’uso locale (topico) di tretinoina allo 0,001% (1 studio) o allo 0,01% (3 studi). E’ risultata evidente una relazione tra dose e risposta per quanto riguarda sia l’efficacia sia l’irritazione cutanea.
Un piccolo studio condotto nel singolo paziente ha messo in luce un beneficio dell’uso topico di acido ascorbico rispetto al placebo.
Sia il tazarotene (in concentrazione compresa tra 0,01% e 0,1%) sia l’isotretinoina (0,1%) hanno presentato un miglioramento significativo rispetto al placebo nel caso di fotodanneggiamento moderato (ognuno 1 studio).
Sono emerse prove limitate (1 studio) che l’efficacia della tretinoina allo 0,05% è equivalente a quella del tazarotene allo 0,05% e allo 0,1%.
Uno studio di piccole dimensioni ha messo in luce a 6 mesi un maggiore miglioramento delle rughe del labbro superiore con la tecnica laser alla CO2 rispetto al peeling chimico con fenolo di Baker.
Tre studi controllati e randomizzati di piccole dimensioni che hanno confrontato il laser alla CO2 con la dermoabrasione non hanno rilevato alcuna differenza nel punteggio relativo alle rughe relativamente a un periodo compreso tra 4 e 6 mesi, suggerendo che entrambi i metodi sono ugualmente efficaci, benché con il laser sia stato osservato più eritema.
Non è emersa in modo chiaro l’efficacia di altri interventi come gli idrossiacidi e i polisaccaridi naturali.
Conclusioni dell’autore. Esistono prove conclusive che la tretinoina utilizzata localmente nel breve termine migliora l’aspetto del fotodanneggiamento da lieve a moderato al viso e agli avambracci. All’inizio, tuttavia, i soggetti trattati possono soffrire di eritema, desquamazione/secchezza, bruciatura/dolore trafittivo e irritazione. Le prove che il tazarotene e l’isotretinoina diano beneficio ai pazienti con fotodanneggiamento moderato localizzato al viso sono limitate: entrambi sono associati a irritazione cutanea e a eritema. L’efficacia di altri interventi resta incerta.
Gruppo: Gruppo Cochrane dermatologia
Fonte: Samuel M et al. Interventions for photodamaged skin. The Cochrane Database of Systematic Reviews 2005, Issue 1. Art. No.: CD001782.pub2. DOI: 10.1002/14651858.CD001782.pub2
Data: 1 novembre 2004
Traduzione: Diego Inghilleri

Inserito da redazione il Gio, 08/02/2007 - 11:08