Revisioni Cochrane sulle infezioni della pelle

Le revisioni Cochrane pubblicate in questa pagina:

Trattamenti locali delle verruche cutanee

Detto in parole semplici
Le verruche virali sono una delle più comuni malattie cutanee. Sono causate dal papillomavirus umano e più comunemente interessano mani e piedi. Benché le verruche non siano pericolose e usualmente scompaiono nel tempo senza alcun trattamento, esse sono però brutte a vedersi e potenzialmente dolorose. Le varici possono essere rimosse con tinture mirate contenenti acido salicilico, che costano poco, sono facilmente reperibili, ma lente nell’agire. La crioterapia, di solito basata sull’impiego di azoto liquido, è spesso considerata più efficace delle citate tinture, ma ha un costo maggiore. La revisione di studi ha rilevato che non ci sono prove a sufficienza per confrontare i trattamenti. Per cui sono necessarie ulteriori ricerche.

Riassunto completo della revisione

Per la rimozione delle verruche virali, non ci sono prove sufficienti che consentano di preferire la crioterapia alle tinture specifiche per le verruche.Le verruche virali causate dal papillomavirus umano rappresentano una delle malattie cutanee più comuni e possono interessare qualsiasi area della cute, benché siano più spesso localizzate alle mani e ai piedi. Per il loro trattamento, sono disponibili numerosi interventi locali.
Obiettivi. L’obiettivo era valutare gli effetti di differenti trattamenti locali delle verruche cutanee non genitali in soggetti sani.
Criteri di selezione. Sono stati inclusi studi controllati e randomizzati di trattamenti locali delle verruche cutanee non genitali in ospiti umani immunocompetenti.
Raccolta dei dati. La selezione e la valutazione della qualità metodologica degli studi sono state condotte da due revisori indipendenti.
Risultati principali. Sono stati identificati 52 studi che soddisfacevano i criteri di inclusione nella revisione. Le prove fornite da questi studi sono risultate generalmente deboli a causa di metodologia e descrizioni di qualità scarsa.
In 17 studi comprensivi di gruppi placebo dove i partecipanti erano l’unità di analisi, il tasso medio di guarigione delle preparazioni placebo è risultato del 30% (intervallo tra 0 e 73%) dopo un periodo medio di 10 settimane (intervallo da 4 a 24 settimane).
Le migliori prove disponibili erano relative a semplici trattamenti topici contenenti acido salicilico, che sono chiaramente migliori del placebo. I dati aggregati a partire da 6 studi controllati con placebo mostrano un tasso di guarigione del 75% (144/191) rispetto al 48% (89/185) dei controlli, con un odds ratio di 3,91, modello casuale di effetti.
La maggior parte degli studi sulla crioterapia di maggiori dimensioni ha posto a confronto differenti regimi piuttosto che crioterapia e altri trattamenti o placebo. I dati aggregati a partire da 2 studi di piccole dimensioni che includevano la crioterapia e il placebo o l’assenza di alcun trattamento non hanno messo in luce alcuna differenza significativa a carico dei tassi di guarigione. In 2 studi di confronto tra crioterapia e acido salicilico e in uno di confronto tra l’uso del cosiddetto «duct tape» (nastro isolante color argento) e crioterapia non è stata dimostrata alcuna significativa differenza d’efficacia.
Non è emersa alcuna prova coerente dell’efficacia dell’impiego intralesionale di bleomicina. Quattro studi nei quali, in luogo degli individui, l’unità di analisi era costituita dalle verruche, hanno determinato risultati molto variabili, tali da non poter essere raccolti insieme in maniera significativa.
Sono state raccolte alcune prove dell’efficacia del dinitroclorobenzene, un potente sensibilizzatore di contatto. I dati aggregati a partire da 2 studi di piccole dimensioni che hanno confrontato il dinitroclorobenzene con il placebo hanno mostrato rispettivamente tassi di guarigione dell’80% (32/40) e del 38% (15/40).
Sull’uso topico di 5-fluorouracile, di interferoni utilizzati intralesionalmente e della terapia fotodinamica sono state raccolte solo prove limitate.
Le terapia con bleomicina, dinitroclorobenzene, 5-fluorouracile, interferoni e terapia fotodinamica sono potenzialmente pericolose o tossiche.
Conclusioni dell’autore
. La mancanza di prove su cui basare l’uso razionale dei trattamenti locali per le verruche comuni è un fattore importante. Gli studi revisionati interessano un’ampia varietà di metodi e qualità. I tassi di guarigione con preparati placebo sono variabili ma nondimeno considerevoli. Mentre, esistono effettivamente delle prove che semplici trattamenti topici contenenti acido salicilico hanno un effetto terapeutico, sono meno numerose le prove dell’efficacia della crioterapia, mentre ve ne sono alcune che depongono per un’efficacia solo equivalente a trattamenti più semplici e sicuri. Il dinitroclorobenzene sembra essere efficace, ma non sono emerse differenze statisticamente significative nel confronto con trattamenti topici più sicuri, semplici e a buon mercato contenenti acido salicilico. I benefici e i rischi di 5-fluorouracile, bleomicina, interferoni e terapia fotodinamica restano da determinare.
Gruppo: Gruppo Cochrane dermatologia
Fonte: Gibbs S et al. Local treatments for cutaneous warts. The Cochrane Database of Systematic Reviews 2003, Issue 3. Art. No.: CD001781. DOI: 10.1002/14651858.CD001781.
Data: 5 maggio 2003
Traduzione: Diego Inghilleri

Interventi per il trattamento dell’impetigine

Detto in parole semplici
L’impetigine determina la comparsa di lesioni a forma di vesciche che possono riempirsi di pus e formare croste. Il grattamento può propagare l’infezione. L’impetigine ha un’eziologia batterica, è contagiosa e di solito insorge in bambini di giovane età. Le opzioni terapeutiche comprendono soluzioni disinfettanti, creme antibiotiche, creme che associano steroidi e antibiotici, antibiotici orali. La revisione degli studi ha rilevato che la penicillina non è efficace nel trattamento dell’impetigine, mentre lo sono altri antibiotici assunti per via orale. Tuttavia, due creme antibiotiche (a base di mupirocina e acido fusidico) risultano efficaci almeno tanto quanto gli antibiotici orali quando la malattia sia limitata. Esistono prove modeste che l’utilizzo di soluzioni disinfettanti migliori l’impetigine.

Riassunto completo della revisione

Le creme a base di mupirocina e acido fusidico mostrano almeno pari efficacia nell’alleviare l’impetigine rispetto agli antibiotici orali, ma la penicillina è inefficace e le lozioni disinfettanti possono non essere d’aiuto.
L’impetigine è un’infezione batterica localizzata superficialmente alla cute, che nella maggior parte dei casi interessa i bambini. Non esiste una terapia standard e le linee guida che concernono il trattamento sono molto diverse tra loro. Le opzioni terapeutiche includono sia numerosi antibiotici differenti, orali e topici, sia disinfettanti.
Obiettivi
L’obiettivo della revisione era di valutare gli effetti dei trattamenti dell’impetigine, includendo l’attesa della risoluzione naturale.
Criteri di selezione
Sono stati selezionati studi controllati e randomizzati di trattamenti dell’impetigine, bollosa o non bollosa, primaria e secondaria.
Raccolta dei dati
Ogni fase della raccolta dei dati è stata condotta da due revisori indipendenti che hanno eseguito una valutazione della qualità e una raccolta dei dati in due fasi differenti.
Risultati principali
Sono stati inclusi 57 studi per un totale di 3.533 partecipanti che hanno valutato 20 differenti trattamenti orali e 18 differenti trattamenti topici.
Guarigione o miglioramento. Gli antibiotici topici hanno mostrato tassi di guarigione migliori del placebo e nessun antibiotico topico è risultato migliore degli altri. La mupirocina topica è risultata superiore all’eritromicina orale. Nella maggior parte degli altri confronti, gli antibiotici topici e orali non hanno mostrato tassi di guarigione significativamente differenti, risultato identico a quello della maggior parte degli studi di confronto tra diversi antibiotici orali. La penicillina è risultata inferiore all’eritromicina e alla cloxacillina ed esistono prove modeste che l’utilizzo di soluzioni disinfettanti migliori l’impetigine.
Effetti collaterali. E’ stato riportato un piccolo numero di effetti collaterali. Rispetto al trattamento antibiotico topico, quello antibiotico orale ha determinato un maggior numero di effetti collaterali, specialmente gastrointestinali.
Conclusioni dell’autore
Mancano dati sul decorso naturale dell’impetigine e sono insufficienti gli studi controllati con placebo. Esistono prove di modesta entità sulla validità delle misure disinfettanti. Ci sono prove valide, invece, che la mupirocina e l’acido fusidico utilizzati localmente hanno la medesima efficacia dei trattamenti orali – quando non un’efficacia maggiore – nei soggetti affetti da una malattia di estensione limitata. Non è chiaro, invece, se gli antibiotici orali siano superiori agli antibiotici topici nei soggetti affetti da impetigine estesa. L’acido fusidico e la mupirocina si equivalgono in efficacia. La penicillina non è risultata efficace quanto la maggior parte degli altri antibiotici. L’andamento delle resistenze agli antibiotici muta nel tempo e dovrebbe essere tenuto in considerazione nella scelta terapeutica.
Gruppo: Gruppo Cochrane dermatologia
Fonte: Koning S et al. Interventions for impetigo. The Cochrane Database of Systematic Reviews 2003, Issue 2. Art. No.: CD003261.pub2. DOI: 10.1002/14651858.CD003261.pub2
Data: 27 novembre 2002
Traduzione: Diego Inghilleri

Inserito da redazione il Mer, 07/02/2007 - 17:10