Settimana europea dello scompenso cardiaco 2005: analisi dell'evento

Dal 21 al 27 novembre ottobre 2005 si è celebrata la Settimana europea dello scompenso cardiaco. Ecco la scheda dell'evento e a seguire l'analisi di PartecipaSalute del contenuto informativo della campagna.

Promotore
La manifestazione, al suo secondo anno, è stata promossa dal Gruppo di studio europeo sullo scompenso cardiaco (SHAPE). In Italia, hanno supportato le iniziative proposte da SHAPE: l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (ANMCO), Heart Care Foundation , una fondazione dell’ANMCO dedicata alla prevenzione cardiovascolare, Progetto Tuttocuore e il Coordinamento nazionale associazioni del cuore (Conacuore) .

Sponsor
Sponsor di SHAPE sono: Abbott, Chiesi, GSK, Guidant, Medtronic, Merck, Pfizer, Roche Diagnostics, Servier, Sticares. Nel periodo successivo alla settimana dello scompenso cardiaco, tra il primo e il 15 dicembre 2005, Takeda Italia Farmaceutici ha sponsorizzato e promosso, in collaborazione con Trenitalia e la sezione del Lazio della Società italiana di cardiologia, una campagna dal nome Takeda Check Heart. Con questo progetto si è voluto fornire un servizio gratuito di check up cardiovascolare ai viaggiatori di alcuni treni Eurostar e agli utenti dell’aereoporto romano di Fiumicino.

Gli interessi dello sponsor
La sezione di Roche che si occupa di diagnostica ha messo a punto un test rapido che serve a determinare, in pochi minuti e in modo automatizzato, la concentrazione della proteina BNP nel sangue. BNP (peptide natriuretico di tipo B) è una molecola che entra in circolo in risposta a un accresciuto impegno del cuore. Di recente, diversi studi hanno evidenziato che la concentrazione di questa proteina nel sangue risulta aumentata nei pazienti con una disfunzione ventricolare e che il livello di BNP è tanto più alto quanto più lo scompenso cardiaco è grave. Il monitoraggio di questa proteina sarebbe quindi utile a facilitare la diagnosi di scompenso cardiaco, soprattutto quando la malattia è ancora in fase asintomatica.

Medtronic, invece, ha messo a punto un trattamento non farmacologico dello scompenso cardiaco. Si chiama «terapia di risincronizzazione cardiaca» (CRT) e consiste in un dispositivo simile a un pace maker, impiantabile sotto pelle: esso trasmette stimoli elettrici a entrambi i lati del cuore, migliorandone la funzione di pompa. Secondo il sito di SHAPE, uno studio recente (COMPANION) ha dimostrato che la CRT riduce il rischio di morte e di ricovero ospedaliero nei pazienti che soffrono di scompenso cardiaco in fase avanzata e che sono già in trattamento con farmaci che controllano la malattia. Tuttavia, sul sito di Medtronic, un test di autovalutazione suggerisce che anche coloro che soffrono di scompenso cardiaco moderato e che non seguono alcuna terapia farmacologica potrebbero trarre beneficio dalla CRT: per questo motivo si consiglia loro di consultare il proprio medico per avere maggiori delucidazioni sulla possibilità di accedere a questa terapia.

Takeda Italia Farmaceutici commercializza alcuni farmaci utilizzati per lo scompenso cardiaco, per esempio il candesartan cilexetil (un bloccante dell’angiotensina 2).

Messaggio
Secondo SHAPE, lo scompenso cardiaco colpisce 14 milioni di persone in tutta Europa e, nonostante la recente introduzione di terapie farmacologiche e chirurgiche innovative, l’incidenza è destinata ad aumentare nei prossimi anni, soprattutto in relazione all’aumento della vita media. Infatti, il rischio di scompenso cardiaco aumenta con l’età: lo conferma il fatto che lo scompenso è la principale causa di ricovero ospedaliero nelle persone con più di 65 anni. La prognosi dello scompenso cardiaco è infausta, con una mortalità a 5 anni dalla diagnosi che va dal 26 al 75 per cento. Il titolo dell’opuscolo consegnato ai cittadini durante la settimana era: «Scompenso cardiaco: conoscerlo per prevenirlo». Invece, sulla brochure distribuita da Takeda in occasione della campagna Takeda Check Heart, campeggiava il seguente motto: «Prima si cura e meglio è». Entrambi gli slogan vogliono sottolineare l’importanza dell’informazione, della prevenzione e della diagnosi precoce nella lotta allo scompenso cardiaco. Infatti, sui rispettivi opuscoli si legge che un cambiamento dello stile di vita e un trattamento farmacologico appropriato e tempestivo possono favorire la gestione di questa malattia.

Attività
In occasione della settimana europea, sono state programmate conferenze, manifestazioni pubbliche e distribuzione di materiale informativo ai cittadini dei principali paesi europei. Tra le varie iniziative organizzate nel nostro paese, la campagna intitolata «Cardiologie aperte»: nella giornata di domenica 27 novembre 2005, 50 centri specializzati della Rete scompenso cardiaco dell’ANMCO, dislocati su tutto il territorio nazionale, sono stati aperti ai cittadini. Lo scopo era duplice: fornire informazioni sulla malattia e un vero e proprio check up per la valutazione del rischio di scompenso cardiaco.

Inoltre, informazioni e notizie sono state diffuse attraverso una campagna informativa condotta con CNR Radio FM, il comitato radiofonico d’informazione di RCS MediaGroup.

Un’altra iniziativa singolare è stata la campagna Takeda Check Heart, proposta presso l’aereoporto di Roma Fiumicino e sugli Eurostar della tratta Roma-Milano a/r. A tutti i passeggeri è stato garantito un servizio di check up cardiovascolare gratuito, basato sulla misurazione della pressione arteriosa e su un questionario (su età, sesso, peso corporeo, fumo, livelli di colesterolo e glicemia, casi di diabete in famiglia, sedentarietà), necessario a individuare lo stile di vita dell’utente e a calcolare la probabilità di essere colpito da una malattia cardiaca nei successivi 5-10 anni. Il tutto attraverso un software che ha elaborato le risposte di ogni viaggiatore, determinando per ciascuno il grado di rischio. A Fiumicino, è stato anche possibile effettuare un esame ecocardiografico in 3D, che serve a controllare la morfologia e la funzione del cuore. Inoltre, a ciascun viaggiatore è stata rilasciata una Carta del rischio cardiovascolare, perché possa continuare a tenere sotto controllo il proprio livello di rischio e sottoporre al test amici e familiari.

Obiettivi
L’obiettivo della settimana dichiarato sul sito di SHAPE è quello di sensibilizzare nei confronti di una malattia molto frequente, ma sottostimata e poco conosciuta. Alessandro Boccanelli, membro italiano del direttivo SHAPE e direttore del reparto di cardiologia dell'ospedale S. Giovanni di Roma, ha spiegato che lo scopo dell’iniziativa è quello di attirare l'attenzione su una malattia che soltanto in Italia colpisce circa 1 milione di persone, causando ogni anno 100.000 morti, più di 270 al giorno. Secondo un’indagine SHAPE solo 2 italiani su 100 sono in grado di descrivere i sintomi della malattia e solo 30 su 100 la ritengono una malattia grave. Non solo, un italiano su tre è convinto che si tratti di una normale conseguenza dell'invecchiamento e non di una malattia legata a una grave alterazione cardiaca. Da qui la necessità di una maggiore informazione per i malati e i loro familiari, ma anche per i medici e gli infermieri che li assistono. SHAPE sta cercando anche di sensibilizzare le autorità sanitarie dei paesi europei, per far sì che siano concesse maggiori risorse allo studio e alla ricerca sullo scompenso cardiaco.

Per quanto riguarda l’iniziativa Takeda Check Heart, Francesco Fedele, direttore del Dipartimento di cardiologia dell'Università La Sapienza di Roma, ha individuato nella personalizzazione il punto di forza della campagna, precisando: «In generale bisogna lavorare di più sulla prevenzione. Personalizzare la campagna, mediante diagnosi e terapie per ogni singolo soggetto, può sortire molti più effetti delle abituali campagne di sensibilizzazione “a pioggia”».

L'analisi di Partecipasalute

Cos’è lo scompenso cardiaco
Lo scompenso cardiaco, detto anche insufficienza cardiaca, è una condizione che si verifica quando il cuore, in particolare il ventricolo sinistro, perde la capacità di pompare la quantità di sangue adeguata alle necessità metaboliche dell'organismo. I tessuti e gli organi non ricevono così le giuste quantità di ossigeno e nutrienti. Lo scompenso si manifesta con: mancanza di respiro o respiro affannoso, intolleranza allo sforzo, ritenzione di liquidi (gonfiore alle caviglie, edema polmonare) e ridotta sopravvivenza. Le cause più comuni di scompenso cardiaco sono: la malattia coronarica (infarto), l’ipertensione (pressione arteriosa elevata), alcune malattie del cuore dette cardiomiopatie, aritmie e disfunzioni delle valvole cardiache. Tra i fattori di rischio ci sono anche: fumo, diabete e alti livelli di colesterolo LDL nel sangue.
I principali fattori che spiegano il recente aumento dell’incidenza dello scompenso cardiaco sono: il crescente aumento della vita media e il miglioramento delle cure delle malattie acute del cuore (infarto) e dei disturbi che predispongono lo scompenso (ipertensione arteriosa e diabete, per esempio). Per questo, nonostante i notevoli passi avanti compiuti nelle ultime decadi nella cura e nella prognosi dei pazienti scompensati, diversi sono i problemi ancora irrisolti.

Come si diagnostica
La diagnosi di scompenso cardiaco viene effettuata sulla base dei sintomi e della storia clinica del paziente e della sua famiglia (anamnesi). La diagnosi dev’essere poi confermata da alcuni esami come: auscultazione (per valutare la regolarità del battito e la funzionalità delle valvole cardiache), misurazione del polso (per rilevare eventuali aritmie) e della pressione del sangue. Si utilizzano anche alcuni esami strumentali e di laboratorio, quali: l’ECG, la radiografia del torace (rivela se il cuore è ingrandito e in che misura) e l’ecocardiogramma (è l’indagine più importante per la diagnosi di scompenso). Gli esami del sangue possono servire a individuare alcuni fattori di rischio per lo scompenso cardiaco, come alti livelli di colesterolo LDL, mentre la determinazione di marcatori cardiaci specifici (BNP, per esempio) potrebbe aiutare a valutare la prognosi della malattia.

Le controversie della diagnosi precoce
Nelle varie campagne di sensibilizzazione che riguardano questa malattia, viene spesso sottolineata l’importanza della diagnosi precoce, perché essa consentirebbe di individuare il disturbo quando è ancora in fase iniziale e di trattarlo così con maggiore efficacia, sia con una terapia farmacologica appropriata, sia mediante un opportuno cambiamento dello stile di vita. Spesso, però, la diagnosi precoce risulta molto difficile, in quanto la scompenso si sviluppa lentamente, rimanendo asintomatico anche per diversi anni. Perciò la ricerca si sta muovendo per mettere a punto esami diagnostici che consentano di evidenziare lo scompenso anche in assenza dei sintomi tipici, quelli cioè che portano il paziente dal medico. Proprio in questo contesto si inserisce il test del BNP: il dosaggio di questa molecola è risultato un esame attendibile, riproducibile, specifico e a costo relativamente contenuto (Maisel, 2002). Inoltre, diversi studi clinici (MONICA e Framingham) hanno dimostrato che questo esame è affidabile nell’identificazione della disfunzione ventricolare moderata-severa. Tuttavia, anche se rilevanti, questi dati non giustificano ancora l’utilizzo del dosaggio del BNP come test di screening sulla popolazione generale, in considerazione della grande variabilità dei risultati.

Secondo una recente revisione (Doust, 2005), il test del BNP sarebbe invece utile per prevedere complicazioni e mortalità in soggetti già diagnosticati, che si trovano in stadi e condizioni cliniche differenti. Vale a dire che le concentrazioni di BNP costituiscono un marcatore della gravità dello scompenso cardiaco: quanto più BNP aumenta, tanto maggiore è il rischio di morte e di eventi cardiovascolari. Tuttavia, bisogna precisare che i limiti di riferimento oltre i quali si osserva un aumento del rischio variano molto nei diversi studi presi in considerazione dalla revisione. Inoltre, quando si ha di fronte un singolo paziente può essere difficile utilizzare un valore di riferimento unico, a causa delle variazioni biologiche delle concentrazioni del BNP, che sono maggiori negli anziani, nelle donne e nei pazienti affetti da insufficienza renale e sono ridotte nei soggetti obesi. Sono dunque necessari ulteriori studi per stabilire se sia utile un trattamento più aggressivo dei pazienti con concentrazioni di BNP persistentemente elevate, cioè se le concentrazioni di BNP possano essere utilizzate per monitorare gli effetti della terapia dello scompenso cardiaco e per valutarne la concentrazione ottimale.
A oggi le Linee guida emanate dalla European Society of Cardiology indicano il test del BNT solo come esame di supporto, definendolo «potenzialmente utile» nella diagnosi di scompenso cardiaco.

Come si cura
Secondo Clinical Evidence gli scopi delle terapie sono: ridurre i sintomi, migliorare la qualità di vita del paziente e diminuire la mortalità e i ricoveri ospedalieri. Secondo la medicina basata sulle prove d’efficacia, gli interventi che danno beneficio sono basati su alcuni farmaci: gli ACE inibitori; la digossina; i beta bloccanti.
Probabilmente utili: i bloccanti del recettore dell’angiotensina 2; i defibrillatori cardiaci impiantabili, indicati per i soggetti con gravi aritmie; lo spironolattone, un medicinale indicato per i pazienti con scompenso grave o in forma avanzata.
Di efficacia incerta, invece, l’amiodarone, gli anticoagulanti e gli antipiastrinici. Non darebbero alcun beneficio i calcio antagonisti.

 

Bibliografia
Doust JA et al. How well does B-type natriuretic peptide predict death and cardiac events in patients with heart failure: systematic review. BMJ 2005; 330: 625.
Maisel et al. Rapid measurement of B-type natriuretic peptide in the emergency diagnosis of heart failure. New Engl J Med 2002; 347: 161.
Verma S et al. Angiotensin receptor blockers and myocardial infarction. BMJ 2004; 329: 1248.

 

Cristina Colombelli

 

Inserito da redazione il Mer, 30/11/2005 - 00:00