Giornata mondiale della menopausa 2005: analisi dell'evento

Il 18 ottobre 2005 si è celebrata la Giornata mondiale della menopausa. Ecco la scheda dell'evento e a seguire l'analisi di PartecipaSalute del contenuto informativo della campagna.

Promotore
A livello mondiale il promotore è l’International Menopause Society, in Europa è l’EMAS (European Menopause and Andropause Society). In Italia, la SIM (Società italiana per la menopausa) ha coordinato diverse iniziative a carattere regionale promosse dai singoli ospedali, come il Galliera di Genova o l’Azienda ospedaliera maggiore della carità di Novara.

Sponsor
BioSante Pharmaceuticals. La BioSante è una casa farmaceutica impegnata a sviluppare una linea di prodotti per le terapie ormonali di vari disturbi, sia nell’uomo sia nella donna.

Messaggio
Lo slogan della Giornata della menopausa è il seguente: «Porte aperte alla prevenzione: ricomincio da 50», a sottolineare l’importanza della prevenzione di alcuni disturbi e patologie la cui insorgenza risulta aumentata durante la menopausa. A questo scopo vari ospedali e laboratori hanno «aperto le loro porte», per rendere disponibili servizi ambulatoriali e diagnostici alle donne in menopausa.

Attività
In occasione della Giornata mondiale, nei giorni di martedì 18 ottobre e sabato 22 ottobre, gli ambulatori di ginecologia di diversi ospedali italiani hanno messo a disposizione del pubblico femminile un servizio di consulenza sui quesiti e le problematiche legate alla menopausa. In alcuni casi sono stati organizzati dibattiti pubblici a scopo informativo e istruttivo. Oltre a ciò, alcuni presidi ospedalieri hanno effettuato, previa prenotazione telefonica, visite ed esami specifici (Pap test, esami per l’assetto lipidico, densitometria ossea, mammografia, ecografia pelvica), il tutto gratuitamente.

Obiettivi
Gli obiettivi che i promotori si sono preposti sono:
- sensibilizzare la popolazione femminile sul tema della menopausa, in particolare sui farmaci che alleviano i sintomi del climaterio;
- aumentare la consapevolezza dei cambiamenti cui il corpo femminile va incontro durante questa fase della vita, stimolando tutte le donne sopra i 45 anni a parlare con il proprio medico di fiducia, per ottenere informazioni sui rischi e i benefici dei trattamenti disponibili, e per valutare, in base alla propria storia personale, un intervento personalizzato;
- sensibilizzare i medici sulla necessità di prendersi cura dei problemi della menopausa e di utilizzare le strategie più opportune;
- sensibilizzare le autorità sanitarie a istituire centri per la menopausa e a ridurre i costi di assistenza.
La Società italiana menopausa, in una lettera indirizzata ai ginecologi, ha precisato che la Giornata vuole essere un’opportunità per riflettere su: cosa sanno e cosa pensano le donne della menopausa; quale sia la percentuale di donne che, nel nostro paese, si reca dal medico per problemi di menopausa; quanto appropriato sia l’atteggiamento dei media sulla menopausa; quanto sia evidente e incisivo il supporto delle istituzioni sanitarie alle donne in menopausa e ai problemi sociosanitari che si pongono.

Gli interessi degli sponsor
Stephen Simes, presidente e capo esecutivo della BioSante Pharmaceuticals ha affermato: «In tutto il mondo ci sono milioni di donne in menopausa, ma molte di loro non conoscono i progressi fatti finora per alleviare i disturbi associati a questa condizione. Come parte della missione della nostra azienda, che è quella di migliorare la salute della donna, BioSante supporta la Giornata mondiale della menopausa ed è felice di sviluppare nuove opzioni terapeutiche per garantire a ciascuna paziente una terapia compatibile ai propri bisogni e alle proprie preferenze, nella maniera più sicura possibile».
BioSante sta sviluppando un gel a base di estradiolo (un analogo dell’estrogeno umano), per il trattamento delle vampate moderate-gravi, uno dei disturbi più frequenti nelle donne in menopausa (compaiono in circa due terzi delle donne americane in menopausa, secondo la North American Menopause Society). Il farmaco è caratterizzato da una via di somministrazione transdermica che consente, attraverso applicazione sul braccio o sulla spalla, un assorbimento lento e costante del principio attivo. Nel recente meeting della North American Menopause Society, i ricercatori di BioSante hanno presentato i risultati della fase 3 di un trial clinico disegnato per determinare efficacia e sicurezza del suo nuovo prodotto: Simes ha dichiarato che l’azienda è pronta a sottoporre il suo prodotto all’FDA, per ottenere l’approvazione alla commercializzazione.

L'analisi di Partecipasalute

La menopausaLa menopausa è un evento biologico naturale definito come la cessazione delle mestruazioni per l’esaurimento dell’attività follicolare ovarica. Nel mondo occidentale l’età media di comparsa della menopausa è di 51 anni circa. Per ragioni pratiche si fa iniziare la fase di menopausa dopo un anno dall’ultima mestruazione. I segnali classici, che spesso cominciano negli anni della perimenopausa (tra i 45 e i 47 anni di età), sono: vampate di calore, cioè le famose «caldane» (presenti nel 70 per cento delle donne), secchezza vaginale, sudorazione, cistiti, insonnia, irritabilità o altri disturbi dell’umore, incontinenza e diminuzione del desiderio sessuale. Alcuni sintomi si risolvono di solito con il tempo, altri, invece, possono rimanere invariati o addirittura peggiorare come accade per esempio per l’atrofia genitale (assottigliamento del rivestimento cutaneo e mucoso e riduzione della secrezione). Alla menopausa sono anche associati un aumentato rischio cardiovascolare e l’insorgenza dell’osteoporosi, rischi che incrementano con l’invecchiamento.

InterventiAnche se la menopausa non è considerata una malattia, trattandosi di un evento fisiologico, l’industria farmaceutica ha proposto negli anni diversi interventi per prevenire i disturbi ad essa associati.

La terapia ormonale sostitutiva (TOS)La TOS è un trattamento farmacologico che consiste nella somministrazione di ormoni femminili, cioè estrogeni, naturali (estradiolo, estrone ed estriolo) o sintetici (etinilestradiolo e mestranolo), che possono essere associati o meno ad altri ormoni, i cosiddetti progestinici (medrossiprogesterone).

In passato numerosi studi osservazionali suggerivano un marcato effetto preventivo degli estrogeni e degli estro-progestinici (somministrati a lungo nella post menopausa) per l’osteoporosi e per danni a cuore e vasi: alcuni dati lasciavano supporre addirittura un dimezzamento di malattie come l’infarto del miocardio e la cardiopatia ischemica. Inoltre, l’aumentato rischio di tumori al seno associato alla TOS era noto, ma era considerato di entità modesta; pertanto la TOS veniva prescritta alle donne in menopausa a scopo sia sintomatico sia preventivo.

Negli ultimi anni, però, i vantaggi teorici e ipotizzati della TOS si sono rivelati errati in seguito ai risultati emersi da una serie di studi clinici rigorosi come Heart/Estrogen and progestin Replacement Study (HERS), Women’s Health Initiative (WHI), Million Women Study, ERA e WISDOM. In particolare, lo studio randomizzato HERS e il suo follow up (HERS 2) hanno dimostrato che la TOS aumenta il rischio d’infarto, di tromboembolismo e di ictus.

Anche WHI, il primo grande studio controllato e randomizzato, ha messo in dubbio la sicurezza della TOS: condotto su quasi 16.000 donne, a partire dal 1998, WHI sarebbe dovuto durare 8 anni, ma è stato interrotto prematuramente a causa degli evidenti svantaggi apportati dalla TOS alle donne trattate rispetto ai controlli (trattati con placebo). Lo studio ha infatti evidenziato un aumento del rischio di carcinoma della mammella, di eventi cardiovascolari e di ictus cerebrali. La TOS è invece risultata efficace a ridurre le fratture dell’anca e i tumori del colon, anche se bisogna avvertire il pubblico che i benefici della terapia sono stati espressi solo in termini relativi, cosa che li ha enfatizzati in modo eccessivo, non consentendo una percezione adeguata del reale impatto della terapia sulla salute.

Sulla base delle evidenze emerse da questo e da altri studi controllati randomizzati, il Comitato scientifico dell’EMEA ha sottoposto la TOS a una revisione, dalla quale sono emersi i benefici e i rischi di questa terapia:

Benefici Rischi
1. sollievo dei sintomi vasomotori (vampate di calore)
2. prevenzione della perdita di massa ossea e fratture, durante la TOS, in donne con o senza fattori di rischio per l’osteoporosi
3. prevenzione del cancro colorettale
1. aumento del rischio relativo di cancro al seno, in relazione alla durata della TOS
2. aumento del rischio di cancro endometriale, in relazione alla durata della terapia a base di soli estrogeni, in donne non isteroctomizzate
3. aumento del rischio di malattie cardiovascolari, tromboembolismo venoso e ictus, durante il trattamento

Successivamente, l’EMEA ha emanato le seguenti raccomandazioni:
- in donne sane senza sintomi, il rapporto rischio-beneficio della TOS è sfavorevole e se ne sconsiglia l’utilizzo;
- la TOS non rappresentata la terapia di prima scelta per la prevenzione dell’osteoporosi nelle donne con più di 50 anni e a rischio di fratture, ma è un’opzione per quelle che non rispondono o presentano controindicazioni o intolleranze ad altre terapie;
- nel trattamento della sintomatologia menopausale (vampate di calore, secchezza vaginale e sudorazione notturna), la TOS reca beneficio solo se usata per periodi di tempo limitati. Un trattamento breve (alcuni mesi possono essere sufficienti) comporta più benefici che rischi e, in assenza di controindicazioni, non c’è motivo per rinunciarvi. Si raccomanda quindi l’uso della dose minima efficace per il periodo di tempo più breve possibile.

Queste raccomandazioni sono state rafforzate alla fine di luglio 2005, quando sono stati resi pubblici i risultati di un ulteriore studio, condotto dall’International Agency for Research on Cancer (IARC): oltre a confermare il rischio di tumori della TOS, l’analisi ha incluso il trattamento nel gruppo 1 dei prodotti cancerogeni (il più alto della scala in vigore). Ciò significa che l’associazione della TOS ad alcuni tipi di tumore (seno, collo dell’utero e fegato), prima valutata solo come possibile, dev’essere ora considerata certa. In particolare, i dati esaminati mostrano un aumento del rischio di cancro al seno nel periodo in cui le donne ricorrono all’ormonoterapia combinata; questo rischio cresce con la durata della terapia ed è superiore a quello cui sono esposte le donne che usano solo estrogeni. Perciò si raccomanda di valutare con attenzione rischi e benefici della TOS e di usarla solo sotto uno stretto controllo da parte del medico curante.

Terapie alternative alla TOS
Tibolone. Il tibolone è un composto sintetico che abbina a un’attività simile a quella del progesterone una debole attività simil estrogenica. Studi randomizzati hanno trovato che questo farmaco riduce le vampate di calore e migliora la funzione sessuale rispetto al placebo ma non ci sono prove sul confronto tra tibolone e TOS in termini di effetti sui sintomi vasomotori (vampate) e sulla secchezza vaginale. Veralipride. In Italia l’unico farmaco anti ormonale indicato per la cura dei disturbi vasomotori della menopausa è la veralipride, che si è dimostrata efficace per ridurre il numero e l’intensità delle vampate di calore. La disponibilità di studi di piccole dimensioni e di breve durata ne limitano però l’impiego a lungo termine.

Fitoestrogeni. Un altro rimedio per contrastare i disturbi vasomotori sono i fitoestrogeni, ricavati dalla soia o dal trifoglio rosso. Essi sono ampiamente propagandati negli USA come sostituti «naturali» degli estrogeni nella terapia della post menopausa. Comunque esistono prove limitate che i fitoestrogeni riducano i sintomi vasomotori. Attualmente, in Italia, i preparati fitoterapici sono considerati integratori alimentari; di conseguenza i controlli richiesti per la loro commercializzazione sono meno accurati e rigorosi rispetto a quelli richiesti per la commercializzazione dei farmaci tradizionali.

Bibliografia
European Agency of the Evaluation of Medicinal Products. EMEA public statement on recent publications regarding hormone replacement therapy. London, UK: EMEA; 2003.
Chlebowski RT, Hendrix SL, Langer RD et al Influence of Estrogen Plus Progestin on Breast Cancer and Mammography in Healthy Women – The Women’s Health Initiative Randomized Clinical Trial. JAMA 2003; 289: 3243.
Simon JA, Hsia J, Cauley JA, for the HERS Research Group. Post-menopausal hormone therapy and risk of stroke: the Heart and Estrogen-progestin Replacement Study (HERS). Circulation 2001; 103: 638-42
Breast cancer and hormone replacement therapy in the Million Women StudyLancet 2003; 362: 419.

Cristina Colombelli

 

Inserito da redazione il Sab, 29/10/2005 - 23:00