Settimana del dolore 2005: analisi dell'evento

Dal 17 al 22 ottobre 2005 si è celebrata la Settimana del dolore. Ecco la scheda dell'evento e a seguire l'analisi di PartecipaSalute del contenuto informativo della campagna.

Promotore
EFIC, che è la federazione delle associazioni europee che aderiscono alla IASP (Associazione internazionale per lo studio del dolore). In Italia l’evento è stato seguito dall’Associazione italiana per lo studio del dolore (AISD).

Messaggio
La quinta edizione della settimana contro il dolore cronico pone l’accento sui pazienti anziani sopra i 65 anni con l’obiettivo di sensibilizzare tutti gli operatori sanitari e le istituzioni a considerare il dolore cronico non come sintomo ma esso stesso come malattia da trattare non solo con i farmaci ma anche con l’ausilio di strutture ospedaliere attrezzate adeguatamente. La campagna di sensibilizzazione prevede incontri e iniziative di informazione per sensibilizzare medici e istituzioni. Il dolore cronico, sostengono i membri dell’EFIC, è un problema poco conosciuto anche se molto diffuso e con costi sociali rilevanti. In Italia l’IRCCS Fondazione Maugeri, che aderisce a EFIC, ha partecipato tramite i responsabili dell’area riabilitativa alla giornata di sensibilizzazione informando il pubblico sulla necessità di rivolgersi a centri specializzati nella gestione del dolore.

Dolore cronico
In base alla definizione della Federazione delle Associazioni europee che aderiscono alla IASP (EFIC) il dolore cronico, a differenza di quello acuto che costituisce un segnale della presenza di stimoli nocivi, dura a lungo e può portare una serie di cambiamenti fisici e psicologici, fra cui: l’immobilità, la dipendenza dai medicinali, l’inabilità al lavoro e l’invalidità. Tra le malattie che causano dolore cronico la IASP elenca tra gli altri:

  • atrite
  • mal di schiena
  • mal di testa
  • cancro
  • Herpes zoster
  • diabete
  • angina pectoris

La IASP ritiene che per la diagnosi e cura del dolore sia necessario un approccio multidisciplinare per questo le istituzioni dovrebbero favorire lo sviluppo di nuovi centri per la riabilitazione e la cura del dolore che deve essere considerato esso stesso una malattia (attualmente la Fondazione Maugeri è l’unico Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in Italia che si occupa istituzionalmente di riabilitazione).

I dati
In Europa una persona ogni cinque soffre di dolore cronico: lo sostiene uno studio condotto da J. Fricker in collaborazione con Mundipharma International Limited e pubblicato sull’European Journal of pain e sul sito http://www.europeinpain.com. Lo studio è stato sponsorizzato da Mundipharma International Limited. L’Italia, insieme a Norvegia e Polonia è uno dei paesi con il più alto numero di persone con dolore cronico: ne soffre una persona ogni quattro. La percentuale più bassa invece si trova in Spagna dove lamentano dolori cronici solo una persona ogni dieci.
E’ emerso inoltre che trascurare questo sintomo può avere conseguenze sociali rilevanti. Una persona ogni cinque è costretta a lasciare il lavoro, le persone impiegate devono chiedere almeno quindici giorni di malattia all’anno, una su cinque a lungo andare manifesta forme depressive, il 40 per cento si sente inadeguata e tende sempre più a isolarsi; una persona ogni sei ha pensato di suicidarsi per il dolore insopportabile.
Sembra infine che il dolore cronico costi all’economia europea almeno 34 miliardi di euro all’anno.
Lo studio è stato condotto distribuendo a circa 46.400 persone con dolore cronico un questionario in cui si chiede un’opinione sulla qualità della loro vita, l’attitudine alla terapia, il rapporto con il medico e come è cambiata la relazione con gli altri da quando soffrono di dolore cronico.
Sono state reclutate persone con più di 18 anni che soffrono di dolore da almeno sei mesi. L’intensità del dolore è pari a cinque in base a una scala che va da zero (assenza di dolore) a dieci (peggior dolore immaginabile). Lo studio è durato da ottobre 2002 a giugno 2003.

Attività contro il dolore
La settimana contro il dolore è promossa dalla Federazione delle Associazioni europee che aderiscono alla IASP (Associazione internazionale per lo studio del dolore). La IASP è un’organizzazione internazionale multidisciplinare costituita da medici, fisioterapisti, infermieri e da tutto il personale sanitario che assiste e cura i pazienti con dolore cronico o che lavora nell’ambito della ricerca. E’ suddivisa in “Capitoli” ossia in associazioni nazionali per lo studio del dolore; le associazioni nazionali europee sono a loro volte riunite a formare l’EFIC, la federazione delle associazioni europee che aderiscono alla IASP. I membri dell’EFIC spesso lavorano nei centri per la cura del dolore cronico e della riabilitazione dei pazienti.

Lo sponsor
Mundipharma International Limited è una società con sede a Cambridge, che si occupa di attività commerciali promozionali e concessione di licenze a livello internazionale per le aziende associate del gruppo Purdue/Mundipharma/Napp, con particolare riguardo all’Europa. Il gruppo Purdue/Mundipharma/Napp produce analgesici ed è leader mondiale nella produzione di analgesici oppioidi.
Europe Against Pain è sposnsorizzata oltre che da Napp-Mundipharma da: Allergan; Grunenthal; Janssen-Cilag; Medtronic; Pharmacia; Pfizer; UPSA Institute de la Douleur

L'analisi di Partecipasalute

Mancano i malati
Sulla effettiva necessità della settimana contro il dolore cronico i malati non si sono ancora espressi né partecipando attivamente nello spazio del sito dell’AISD dedicato a loro né istituendo alcuna associazione dei malati. La settimana contro il dolore d’altra parte non apre un dialogo diretto con i pazienti dando supporto e consigli per convivere al meglio con i sintomi, ma si rivolge in prima istanza alle istituzioni sottolineando che il dolore cronico è una malattia da curare con mezzi adeguati. In Europa la Pain Association Scotland mette a disposizione dei pazienti un forum a sostegno dei malati, ma il dialogo con i malati è ancora molto limitato se ci si confronta con la American Chronic Pain Association dove i pazienti sono messi in primo piano e oltre alle indicazioni sui centri di riabilitazione vengono fornite una serie di informazioni pratiche per gestire il dolore cronico e convivere con questo disagio.

Cure per il dolore
I farmaci usati nella cura del dolore cronico (dovuto per lo più ad osteoartrosi, ernia del disco, artrite reumatoide, emicrania e fratture) sono i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), gli analgesici non oppioidi come il paracetamolo e gli analgesici oppioidi.

I FANS e gli analgesici non oppioidi tipo paracetamolo sono farmaci in grado di controllare la maggior parte degli episodi di dolore di lieve entità. Non vi sono prove che dimostrano una maggiore efficacia dei FANS rispetto al paracetamolo, mentre studi epidemiologici dimostrano che nei pazienti di età superiore ai 65 anni i FANS sono responsabili, nel 20-30 per cento dei casi, della formazione di ulcera peptica e di gravi eventi gastrointestinali. Per questo devono essere usati per periodi limitati di tempo.

Gli oppiacei, invece, rappresentano il trattamento di scelta per il dolore più intenso o comunque non controllabile con i FANS. Sono classificati in due sottogruppi: quelli dotati di attività analgesica debole, come la codeina, e quelli dotati di attività forte, come la morfina.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha definito una scala a tre gradini per assumere correttamente i farmaci antidolorifici:

  1. al livello più basso ci sono i farmaci antinfiammatori non steroidei, da usare per i dolori più lievi;
  2. il secondo livello prevede l’aggiunta di farmaci oppioidi deboli (codeina) ai farmaci di primo livello;
  3. al terzo livello ci sono gli oppioidi forti, come la morfina.

Molto spesso la terapia con oppioidi causa nel paziente sonnolenza e uno stato confusionale, oltre a stipsi e ritenzione urinaria specialmente negli anziani. Con l’uso ripetuto alcuni pazienti possono avere bisogno di dosi sempre maggiori perché si abituano al farmaco e diminuisce l’effetto antidolorifico. E’ molto importante somministrare la dose corretta perché l’assunzione di una dose eccessiva può avere gravi conseguenze come bradipnea (grave rallentamento del respiro) e perfino coma.

Le prescrizioni
I farmaci oppioidi per la terapia per il dolore devono essere prescritti su un ricettario speciale predisposto dal Ministero della salute; la prescrizione avviene in duplice copia, per i farmaci a pagamento e in triplice per quelli rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale. La ricetta può comprendere fino a due preparazioni o dosaggi per una cura non superiore a 30 giorni.
Possono essere prescritti con questa ricetta solo i seguenti farmaci:

  • morfina
  • buprenorfina
  • codeina
  • diidrocodeina
  • fentanil
  • idrocodone
  • idromorfone
  • metadone
  • ossicodone
  • ossimorfone

L’Agenzia italiana del famraco (AIFA) nei mesi scorsi ha disposto la riclassificazione di diversi medicinali per la terapia del dolore dalla fascia C (a totale carico del cittadino) alla fascia A (gratuiti per il malato) del Prontuario farmaceutico Nazionale. Tra i farmaci promossi si trova anche l’associazione codeina e paracetamolo. L’elenco completo di tutti i farmaci con la classificazione in fascia A e C è disponibile on line sul sito dell’AIFA: www.agenziafarmaco.it.

Nicoletta Scarpa

 

Inserito da redazione il Sab, 29/10/2005 - 23:00