Giornata mondiale della celiachia 2006: analsi dell'evento

Il 20 maggio 2006 si è celebrata la giornata mondiale della celiachia. Ecco la scheda dell'evento e a seguire l'analisi di PartecipaSalute del contenuto informativo della campagna.

Promotore
L’Associazione italiana celiachia (AIC www.celiachia.it)

Sponsor
Il sostenitore principale è la Schar. Partecipa all’iniziativa, pur non comparendo come sponsor nella locandina dell’evento, anche Eurospital: infatti collabora con le sezioni locali dell’AIC offrendosi di effettuare il nuovo test per la diagnosi della celiachia ed è stata lo sponsor principale dell’edizione 2004. Eurospital da tempo affianca le iniziative dell’associazione dei malati di celiachia ed è stata lo sponsor principale della giornata celebrata nel 2004.

Messaggio
«La celiachia colpisce un italiano su 100, ma le diagnosi nel nostro Paese sono ancora troppo poche: appena una su dieci. Molta l’ignoranza intorno a questa malattia: a testimoniarlo è un'indagine effettuata dall’Associazione su oltre 1.500 persone. Da questa emerge che solo un italiano su 5 sa che la celiachia è un’intolleranza alimentare. C’è chi pensa sia una malattia infettiva che si può trasmettere con un bacio. Per il 18%, invece, si tratta di un’allergia causata da cereali geneticamente modificati, mentre per il 15% di una dieta dimagrante. Infine, solo un terzo degli intervistati sa che dalla celiachia non si può guarire».
Fonte: comunicato stampa AIC (http://www.saluteeuropa.it/news/2005/10/1005002.htm)

Attività
L’evento svoltosi nelle principali piazze italiane è stato promosso in Italia dell’Associazione italiana celiachia allo scopo di sensibilizzare adulti e bambini sulla malattia, spingendo in particolar modo sull’importanza della diagnosi precoce. Sono stati realizzati stand informativi e giochi per bambini, spesso accompagnati dalla distribuzione di cibi per celiaci, privi di glutine, ed offrendo in alcune città la possibilità di effettuare il nuovo test diagnostico per la caliachia Xeliac Test da Eurospital. Sul sito dell’evento è possibile consultare il calendario completo delle manifestazioni regione per regione.

Terapia
Non esiste una terapia farmacologica per la cura della celiachia. L’unica soluzione sembra essere il seguire una dieta a base di cibi privi di glutine, un complesso proteico presente in avena, frumento, farro, orzo, segale, kamut, spelta e triticale, e a cui i celiaci risultano essere intolleranti. Perciò, è necessario escludere dalla dieta cibi quali pane, pasta, pizza e biscotti, ma non solo. Il glutine è presente anche in altri alimenti come conservante, per questo bisogna porre attenzione agli ingredienti.
Nell’aprile del 2005 era stata annunciata una pillola per la cura della celiachia ad opera dell’equipe di ricercatori del professor Alessio Fasano, direttore del Mucosal Biology Research Centre all’Università del Maryland (USA). Presa prima dei pasti a base di cibi contenenti glutine dovrebbe essere in grado di bloccarne la tossicità impedendo il suo ingresso nella parete dell’intestino. Tuttavia, l’inizio della sperimentazione sull’uomo di questo nuovo farmaco è previsto per il mese di luglio di quest’anno, come comunicato dalla ditta produttrice, la Alba Therapeutics.

Gli interessi dello sponsor La Schar è un’impresa che si occupa della produzione di beni alimentari privi di glutine che possono per questo essere inseriti nella dieta delle persone affette da celiachia, così come altre aziende sponsor dell’evento, come per esempio la Celiapam. Eurospital è invece una società che commercializza prodotti farmaceutici, presidi medico-chirurgici, dispositivi medici e diagnostici, tra i quali spicca il nuovo test per la diagnosi della celiachia «Xeliac Test». In commercio dal 6 marzo 2006, può essere acquistato in farmacia senza bisogno della ricetta medica ed eseguito a casa. Questo test domiciliare era già stato presentato dall’Eurospital nell’ottobre del 2005 in occasione della quarta edizione della Giornata mondiale della celiachia, sempre promossa dall’AIC, ed è stato il protagonista della manifestazione Alimenta durante il convegno sulla celiachia tenutosi a Torreano di Martignacco (UD) lo scorso 11 marzo, dal titolo «Celiachia nascosta: sintomi noti e segni sconosciuti». Anche Eurospital ha collaborato all’evento. Nel manifesto del convegno viene inoltre dichiarato che «la peculiarità di questo incontro sarà di presentare l’innovativo e veloce test dell’Eurospital». Eurospital è stata sempre presente e partecipe della Giornata mondiale della celiachia, fin dalla sua prima edizione, con stand in cui era possibile sottoporsi a un prelievo di sangue che veniva poi utilizzato per l’analisi clinica della diagnosi della malattia. L’obiettivo dichiarato dalla stessa società produttrice è quello di promuovere la diagnosi precoce, ritenendola l’unica soluzione veramente efficace per prevenire e limitare i danni all’organismo causati dall’avanzamento della malattia, ritenuta subdola a causa dei sintomi ingannevoli che posso essere fraintesi, quali sono la diarrea e la perdita di peso, ma anche altri sintomi non a carico dell’apparato gastrointestinale, come ad esempio anemia ed osteoporosi. La stessa AIC si dichiara d’accordo con questa linea di d’azione.

L'analisi di Partecipasalute

Celiachia: una malattia rara piuttosto comune
Fino a vent’anni fa la celiachia era considerata una malattia rara, con un’incidenza pari a un caso ogni 2.000-3.000 individui. Negli ultimi anni, invece, si è avuto un incremento notevole del numero di diagnosi nella popolazione europea:secondo l’AIC una persona ogni 100-150 è celiaca.. Una situazione analoga è emersa anche da studi svolti dall’IRCCS Burlo Garolfo di Trieste in collaborazione con l’Università del Maryland (USA) sulla popolazione degli Stati uniti, dove la celiachia è comunemente ritenuta rara, : u un campione misto di 13 mila individui non a rischio e a rischio di celiachia uno su 100 circa è risultato positivo al test. Dati simili sono emersi anche nelle popolazioni del Sud del mondo, in particolar modo in Africa, dove finora l’incidenza della celiachia era ritenuta molto bassa.

Prima d’ora una simile frequenza dell’intolleranza al glutine si era registrata solo in Irlanda, dove ne era stata attribuita la causa al cambiamento di alimentazione, una volta improntato sul consumo prevalente di patate e poi sostituito dal consumo di cereali, aumentando improvvisamente la quantità di glutine assunta con la dieta. Questo discorso però non può valere per il resto del mondo. Il motivo per cui il numero di casi di celiachia è salito in questi ultimi anni è stato il potenziamento dei metodi diagnostici. Infatti, una volta era possibile diagnosticare la celiachia solo attraverso la biopsia dell’intestino tenue dopo che erano emersi i sintomi della malattia. Ecco come cambia la prevalenza della celiachia secondo diagnosi clinica o screening

Area geografica Prevalenza secondo la diagnosi clinica Prevalenza secondo screening
Italia 1 ogni 1.000 1 ogni 184
Trieste (bambini) 1 ogni 1.000 1 ogni 70
Finlandia (adulti) 1 ogni 1.000 1 ogni 130
USA (adulti) 1 ogni 10.000 1 ogni 250
Paesi bassi (bambini) 1 ogni 4.500 1 ogni 198

La diagnosi precoce come unica forma di prevenzione?
Al momento l’unica cura possibile contro la celiachia sia seguire una dieta priva di glutine, me è possibile in qualche modo prevenire l’insorgenza di questa malattia?

C’è chi ritiene che il rischio di risultare intolleranti al glutine sia inferiore se si è ritardata l’introduzione di glutine nella diete del bambino e c’è chi dice l’esatto contrario. Per nessuna delle due ipotesi ci sono prove sufficienti.

AIC ed Eurospital raccomandano la diagnosi precoce. Ogni evento promosso dall’AIC, fin dalla prima edizione della Giornata mondiale della celiachia, spinge verso questo obiettivo: sconfiggere la celiachia anticipando al diagnosi.

Chi è a favore dello screening di massa spinge verso la prevenzione delle conseguenze a cui la celiachia può portare, come per esempio l’osteoporosi, convulsioni, maggior probabilità d’insorgenza di tumore all’intestino, aumentato rischio di aborti spontanei nelle donne affette.

Tuttavia scoprire di avere una predisposizione per l’intolleranza al glutine non sempre implica il manifestarsi dei sintomi della malattia, che può quindi rimanere anche silente. In questi individui è presente un’alterazione della mucosa intestinale, ma che interessa solo un parte dell’intestino tenue. Nulla esclude la possibilità che questi individui possano un giorno peggiorare, ma in egual modo non c’è nessuna prova certa che la malattia si manifesti. Quindi chi è contrario ai test a tappeto sulla popolazione per la diagnosi della celiachia sostiene che sottoporre chi risulta positivo al test a una dieta comporta solo sacrifici a fronte di nessuna certezza dei benefici. Inoltre anche le diete non sempre sono efficaci: la celiachia presenta molte varianti e non per tutte l’eliminazione del glutine è risolutiva.

La «cultura della celiachia»
L’AIC è tra i sostenitori di una maggior diffusione della «cultura della celiachia» attraverso la promozione della diagnosi precoce. Lo slogan della prima campagna era «9 su 10 non lo sanno», riferito al numero di persone che sanno di essere intolleranti al glutine rispetto ai malati potenziali. Su AIC Lombardia Informa in occasione della prima Giornata mondiale della celiachia nel 2002 veniva detto che la speranza per l’anno futuro era di poter cambiare questo slogan in «8 su 10 non lo sanno». Fin da allora Eurospital si è proposta come sponsor e ha offerto la possibilità di effettuare gratuitamente il test recandosi negli appositi stand presenti in alcune piazze italiane. Sempre su AIC Lombardia Informa in merito alla seconda giornata, nel 2003, erano riportati il numero dei test Eurospital eseguiti a Milano in quell’occasione, 748, i cui risultati erano disponibili sul sito dell’AIC e consultabili attraverso il numero identificativo campione che era stato rilasciato al momento del prelievo.

Nelle due ultime edizioni gli slogan che spingono verso la diagnosi precoce sono affiancati da quelli che enfatizzano l’importanza della dieta. Nel 2005 ossi i «sacchetti dei desideri», contenenti legumi, concentrando l’attenzione sui problemi dell’intolleranza al glutine tra i quali l’impossibilità di mangiare pane e pizza e la preoccupazione riguardo alle mense. Nella locandina del 2006, allo strillo «Se il pane ti fa star male» si affianca la scritta «Avrai una vita normale mangiando prodotti speciali».

Anche per la campagna 2006 Eurospital ha promosso il primo test domiciliare per la celiachia da lei prodotto in molte piazze italiane, come si può verificare consultando i calendari degli eventi presenti sul sito dell’AIC.

Silvia Conte

Inserito da redazione il Sab, 20/05/2006 - 00:00