Dimagrire con gli integratori? Lo spot inganna

Fonti
Federal Trade Commission reaes "nw years's" resolution with four major weight-control pill marketers. Federal Trade Commission press release 4 Jan 2007.

Ventisei milioni di dollari. Questa la somma che Bayer e altre società farmaceutiche più piccole hanno accettato di pagare al governo americano per pubblicità ingannevole sui prodotti dimagranti. La notizia arriva dalla Federal Trade Commission, che di recente aveva messo sotto accusa gli spot di un prodotto multivitaminico di Bayer, chiamato One-a-Day WeightSmart, e le pillole dimagranti CortiSlim, TrimSpa e Xenadrine EFX, vendute da altre aziende.

Secondo gli esperti della Commissione che regola il commercio negli Stati Uniti, quanto affermato nelle pubblicità non era supportato da prove scientifiche. Insomma, non si può ritrovare la linea con un barattolo di pasticche di vitamine e nutrienti.

One-A-Day WeightSmart, per esempio, contiene l'epigallocatechina gallato, una sostanza antiossidante che si trova nel tè verde, e che secondo quanto affermato nello spot farebbe aumentare il metabolismo dell'organismo, in modo da bruciare più calorie e migliorare il controllo del peso. La pubblicità di Xenadrine EFX, in cui sono presenti estratti di tè verde e arancia amara, sostiene invece che è clinicamente provato che il prodotto fa perdere peso in modo rapido e consistente. Peccato però che la FTC abbia scoperto che, in uno degli studi citati come prova, il prodotto aveva fatto perdere in 10 settimane meno di un chilogrammo di peso corporeo (per la precisione 700 g), mentre i soggetti che hanno preso il placebo (con cui Xenadrine è stato confrontato) nello stesso periodo erano dimagriti quasi il doppio.

E ancora, la pubblicità di CortiSlim afferma che la perdita di peso è permanente, mentre quella di una altro di questi prodotti, CoriStress, che il medicinale riduce il rischio di osteoporosi, obesità, diabete Alzheimer, tumori e malattie cardiovascolari.

Per la FTC queste pubblicità incoraggiano i consumatori a rimandare i giusti comportamenti da adottare per dimagrire. Le aziende si difendono sostenendo che forniscono il giusto apporto nutritivo a chi è impegnato a tenere sotto controllo il peso; ma intanto accettano di pagare la multa pur di continuare a venderne.

Cristina Barlera

Inserito da redazione il Lun, 22/01/2007 - 00:00