Le (antibiotico) resistenze pericolose

Fonti
JAMA 2005, 294:2315-22;
JAMA 2005.294:2354-6;
BMJ 2005,330:426-7.

Appropriatezza nella prescrizione dei farmaci. E' questa la bandiera che l'Agenzia italiana del farmaco, l'ente preposto al controllo dei farmaci nel nostro paese, sventola giustamente a garanzia del cittadino. Può sembrare a prima vista un concetto astruso per chi non se ne occupa di mestiere, ma così non è: basta passare dalla teoria alla pratica con un esempio per capire di che cosa si tratta.

A fornire lo spunto è il banale mal di gola che, come noto, affligge i piccoli in età prescolare e preoccupa i genitori. Per curarlo i pediatri sono soliti prescrivere antibiotici, tuttavia, secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School e pubblicato su JAMA, si tratterebbe in molti casi di un'abitudine errata e potenzialmente pericolosa.

Dallo studio, che ha preso in considerazione circa 4.000 visite pediatriche per faringite effettuate negli Stati Uniti dal 1995 al 2003, è emerso infatti che oltre la metà di queste si era conclusa con la fatidica ricetta. Farmaci presi inutilmente nella stragrande maggioranza delle infezioni, visto che la faringite è di origine batterica solo nel 15-36 per cento dei casi (secondo diversi studi citati dai ricercatori), mentre nel restante 64-75 per cento le cause del malanno sono alcuni virus delle alte vie respiratorie, contro i quali è inutile qualsiasi terapia antibiotica.

Un risultato preoccupante, se si considera che ogni anno, solo negli USA, sono oltre 7 milioni le visite pediatriche per faringite: si può stimare, infatti, che siano almeno 2 milioni i bambini che ricevono una cura antimicrobica senza averne bisogno.

Ma, come se non bastasse, dallo studio statunitense è emerso anche che in una percentuale elevata di visite (il 27 per cento) era stato prescritto un antibiotico ad ampio spettro invece di uno raccomandato dai Centers for Disease Control and Prevention e dall'American Academy of Pediatrics (penicillina, in primo luogo, ma anche amocillina, eritromicina e cefalosporine di prima generazione), aumentando ulteriormente il rischio di sviluppare resistenze.

Anche l'unica nota positiva, il calo delle prescrizioni dal 1995 al 2003 (dal 66 per cento al 54), ha fatto storcere il naso agli autori della ricerca: a diminuire, infatti, sarebbero state solo le prescrizioni degli agenti antibiotici raccomandati, mentre la percentuale di quelli non consigliati (e ad ampio spettro) sarebbe rimasta invariata negli anni.

E pensare che il primo a mettere in guardia contro l'abuso di antibiotici e lo sviluppo di possibili resistenze era stato il padre stesso della penicillina, Alexander Fleming, durante il suo discorso di ringraziamento per il premio Nobel. Un appello che poi è stato ripreso più volte nel corso degli anni, in particolare dall'Organizzazione mondiale della sanità, che ha tuonato di recente contro le prescrizioni inutili di antimicrobici, affermando che sarebbero almeno la metà del totale. Numerose sono state anche le campagne di sensibilizzazione avviate per promuovere un miglior uso di questi farmaci, campagne che hanno dato discreti risultati in termini di riduzione delle prescrizioni.

Eppure non basta, si legge in un editoriale pubblicato a commento dello studio sulla faringite, occorrono misure più efficaci, soprattutto in un momento in cui "le case farmaceutiche stanno trovando nuovi e più appetibili mercati e lo sviluppo di nuovi agenti antimicrobici (soprattutto di quelli efficaci contro molti batteri resistenti) è in netto declino". Nessuna nuova classe di antibatterici è stata infatti approvata negli Stati Uniti dal 1968 al 2000, a dimostrazione dello scarso interesse delle case farmaceutiche per la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici.

L'unica arma a disposizione, dunque, sembra essere una corretta informazione che promuova l'uso accorto di questi farmaci, come difesa rispetto alle spinte e agli interessi delle aziende farmaceutiche e come tutela della salute del cittadino.

Simona Calmi

Ultimo aggiornamento 12/4/2006

Inserito da redazione il Mer, 12/04/2006 - 23:00